Happy Birthday Freddy - Venerdi 28 settembre 2018 ore 22.00 - WestRock Cult - Roma


Nell'ottica della valorizzazione di quanto di meglio ci possa essere nella scena underground Rock/Metal della capitale, sicuramente uno dei posti migliori è rappresentato dal pub WestRock Cult di Centocelle, il cui coraggioso ed appassionato fondatore, Simone Collini, oltre ad essere da moltissimo tempo grande estimatore dell'Hard & Heavy, si propone come promotore, tramite varie iniziative che partono dal suo locale, della scena romana. Di per se, il WestRock Cult è un locale piuttosto intimo e raccolto (anche se ben arredato con vari tipi di cimeli Rock/Metal), dove è possibile fruire di serate Jam ed esecuzioni in acustico molto seguite. 


In questa cornice Freddy Rising (un cantante attivo da decenni nella scena Rock/Metal romana), mesi dopo la pubblicazione del suo CD solista "Strada Maestra" in coppia con il grande chitarrista Max Smeraldi, ha voluto trasformare il festeggiamento del suo compleanno in una infuocata Jam la sera di venerdi 28 settembre. Molti gli ospiti presenti, comprendenti gente molto attiva nella scena Rock/Metal romana. I quali, nell'occasione, hanno avuto opportunità di jammare, trasformando questa ed altre precedenti (e spero future) occasioni in prelibate serate tra ottima musica Rock in acustico e degustazione di eccellente birra alla spina. Com'é da tradizione ormai al WestRock Cult. Il pubblico del locale sa bene ormai cosa attendersi: ogni jam acustica di questo genere è un'ottima occasione per metallari e rockettari di ritrovarsi sotto al palchetto (ed anche sopra, imbracciando una chitarra) all'insegna dell'ottima musica Rock/Metal in chiave acustica. 


Qualcosa di più intimo di un infuocato concerto elettrico, sì... ma sempre intriso della grande energia e adrenalina del Rock. Chiunque passi a Roma dovrebbe d'obbligo fare una sortita serale al WestRock, soprattutto quando Freddy & Co. sono sul palco a jammare. L'occasione del compleanno "musicale" di Freddy è sempre connessa alla promozione della sua attività di performer con brani propri, dato che aprono le danze lui e Max Smeraldi con dei cavalli di battaglia di Freddy (la mitica "Vecchio Blues" dal CD-singolo del 2016 e "Chi Può Sapere", tratta dall'album di Freddy e Max)... ma presto ciò si traduce in una celebrazione dei brani più belli della storia della (nostra) musica. Si aggiunge infatti al duo come tastierista Marco Palazzi, con cui i nostri tributano addirittura "Impressioni Di Settembre" della PFM. Un veloce cambio di palco ed ecco salire on-stage il chitarrista Massimo Canfora, attivo con varie realtà romane (e fresco di uscita del suo album solista "Create Your Own Show", di cui presto leggerete la recensione qui su GiornaleMetal.it), che dà vita assieme a Freddy ad un excursus basato sugli Whitesnake, comprendente un'ottima versione di "Gimme All Your Love" e "Don't Fade Away". 


Si alterna poi alla chitarra e alla seconda voce Cesare Verdacchi dei Quasar, che fa oggi duo acustico fisso con Freddy. I nostri due si profondono in una decina di canzoni del proprio repertorio Rock. Tra covers dei KISS ("Lick It Up"), David Coverdale ("Take For A Litlte While") e... leggende della miglior musica italiana come la mitica "Monna Lisa" di Ivan Graziani (la performance migliore in assoluto di Freddie in questa serata secondo il mio modesto parere!) ed un altro grandissimo e storico pezzone come "L'Uomo" degli Osanna. Ospiti finali abbiamo anche Francesco Lattes e Giovani Graziano dei New Disorder, che propongono un paio di ottime versioni acustiche dei brani della band... tra le quali spicca come sempre l'ottima ballad "Lost In London". 

Per buona parte dello Show abbiamo anche beneficiato dell'accompagnamento bassistico del Rickenbacker di Emiliano Laglia, altro elemento che ha contribuito (soprattutto al livello scenografico) a rendere l'atmosfera della serata più "rockeggiante" possibile. Verso la fine, tra euforia per i festeggiamenti, entrata in campo di Simone Collini stesso, che ha cantato il classico "Born To Be Wild" degli Steppenwolf, ed altre esecuzioni improvvisate di varie songs non in scaletta... la serata si traduce gradualmente in un bel ricordo. Grazie a realtà piccole ma agguerrite e di gran classe come questa, per fortuna, il Vero Rock sopravvive nei bassifondi delle metropoli. E continua a dare del filo da torcere a chiunque ne neghi l'esistenza e/o la sopravvivenza. Serate come questa sono probatorie del contrario. Vi sfido a non riconoscerlo. 

Alessio Secondini Morelli