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lunedì 30 maggio 2016

TRACY GRAVE - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

“In Mirror Of Soul” rappresenta il nostro primo lavoro concepito dell’idea di Tracy Grave che ha composto musica e parole e che successivamente, dalla necessità di presentare e promuovere questo lavoro, ha selezionato noi musicisti per affiancarlo nel tour. Questo disco si è sviluppato come un Concept Album e costituisce una sorta di viaggio emozionale nel quase si cerca di affrontare in ciascun brano quelle che sono le umane sensazioni ed emozioni, nonché gli aspetti che caratterizzano e accomunano ciascuno di noi; emozioni, sensazioni ed aspetti che possiamo ritrovare nel momento in cui ci “rispecchiamo” nel nostro Sé più profondo, nel momento in cui ci mettiamo con coraggio a nudo senza maschere e convenzioni: In The Mirror Of Soul, appunto!

Com’è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La nostra band è di recente formazione (Febbraio 2016) ed è nata dall’esigenza di diversificare l’iniziale progetto solista di Tracy Grave per estenderlo e condividerlo come un'unica idea, come un unico pensiero. Dopo accurate selezioni, provini e valutazioni sono emerse le persone giuste al momento opportuno, ciascuna, compreso Tracy Grave, col forte bisogno di trovare le persone adatte con le quali intraprendere un cammino artistico, umano e professionale in un clima famigliare e di amicizia, dove potersi sentire a proprio agio nell’esprimere le proprie idee come “diversi corpi – stessa mente”. 

Com’è nato, invece, il nome della band?

Il nome viene dal nostro frontman e creatore del progetto tracy grave.. volendo collegare la il buono ed il cattivo....l'amore e l'odio.... la vita e la morte!!!  Tracy da tracy chapman e grave: tomba,  bara!!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in generale? Che peso hanno, di conseguenza, i testi nella vostra musica?

I testi sono il fulcro della nostra musica. Hanno l’intento di giungere al cuore delle persone con un messaggio concreto, espresso sottoforma di metafore che siano spunto di riflessione e di introspezione.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono, quindi, le qualità principali del vostro album?

La precedente risposta vale anche per questa domanda, ma possiamo solo aggiungere che la qualità principale di quest’album e delle sue canzoni è l’autenticità: nulla di artefatto o creato appositamente per catturare, per intrigare o quant’altro, bensì tutto frutto delle sensazioni estemporanee che generano il bisogno di tirar fuori sogni, paure ed emozioni sottoforma di parole e musiche come il bisogno viscerale di una catarsi che solo con l’arte trova la sua sublimazione.

Come nasce un vostro pezzo?

Non c’è un modo preciso in realtà. Un pezzo può nascere da un sogno, da un esperienza di vita quotidiana, da un incontro inaspettato, da una conversazione illuminante o semplicemente dall’esigenza di esprimere l’intimità del proprio sentire in parole e musicalità. 


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Sul piano emozionale sicuramente il pezzo al quale ci sentiamo più legati è RISE AGAIN che esprime la rinascita sotto ogni aspetto di ciascuno di noi, in particolare musicale e professionale, mentre da un punto di vista tecnico sicuramente REFLECTION OF A VAMPIRE perché da spazio all’espressione dello stile e del gusto di ciascuno di noi.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

La lista sarebbe davvero lunga, ma ci sono dei gruppi, indiscutibili capisaldi della musica mondiale, che ci accomunano, ovvero: Pink Floyd, Black Sabbath, Joe Satriani, Judas Priest e Guns’N Roses.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle serate live?

Il Tour (battezzato come: IN THE MIRROR OF TOUR) è attualmente in corso ed ha preso avvio a Maggio 2016 con la finalità di promuovere innanzitutto l’album. Per il futuro c’è in programma la realizzazione di un EP e la realizzazione di un mini tour nelle principali città europee e del nord Italia.

È in programma l’uscita di un album dal vivo o magari un DVD?

Assolutamente si ed è attualmente in fase di progettazione.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Ci asteniamo dal concedere risposta: “vorremmo ma non postiamo rispondere”. 


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Il Web è ormai a ragione o a torto un grande ed indiscutibile strumento di promozione e contatto, pertanto non possiamo far altro che asserire senza dubbio alcuno che Internet con tutte le sue varie piattaforme ci ha dato e continua a darci adeguato supporto, fermo restando che il contatto diretto, “alla vecchia maniera”, è sempre gradito e resta e resterà sempre la miglior forma di relazione con gli altri e col mondo in generale.

Il genere musicale che suonate, quanto valorizza il vostro talento come musicisti?

Senza dubbi, ci sentiamo valorizzati pienamente.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Anche in questo caso, la lista è piuttosto lunga e speriamo di poter collaborare con tutti quanti.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un commento ai nostri lettori?

Sarebbe superfluo aggiungere altro perché in fondo già la nostra musica parla da sé.  Ad ogni modo grazie a chi ha dedicato del tempo per intervistarci e al lettore per averci letto e all’ascoltatore per averci ascoltato. Buona musica a buona vita a tutti, grazie.

Maurizio Mazzarella

Metal On Air - #8 Smart


Nella puntata numero otto in versione #Smart di #MetalOnAir, si parte con il tour di addio dei #Manowar e della morte improvvisa di di #NickMenza (ex #Megadeth),  per poi passata alla consueta #Chart settimanale che incorona i #Node ed al #BestLiveAlbum. Chiosa affidata come sempre a #BlastFromThePast. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!

venerdì 27 maggio 2016

TOMBETO CENTRALE - Il Silenzio Della Collina

Qua' Rock Records
I Tombeto Centrale ci sanno davvero fare ed anche tanto. Il loro è un rock squisitamente italiano, che si rifà ad al periodo d'oro di gruppi come Diaframma e Litfiba, unito a venature punk ed inserti dark, misto con forti ingredienti estrapolati da alcune band più attuali, come i Marlene Kuntz o addirittura gli Afterhours. Dentro poi c'è tanta, tantissima personalità, che dimostrano quanto i Tombeto Centrale perseguano un'identità particolarmente precisa. Già Con Fa# Economico che apre il disco si ha una sintensi ampia del valore assoluto della band, sia da un punto di vista compositivo e strutturale, che tecnico, aspetto che fondamentalmente viene maggiormente fuori in Sociale Network, nel quale i Tombeto Centrale puntano su una dimensione psichedelica alla Sonic Youth. Fiori Serpenti a seguire è un'autentica sorpresa, perché viene fuori anche l'anima grunge del gruppo, che ricorda involontariamente Come As You Are? dei Nirvana ed anche in questo si nota il grande talento dei Tombeto Centrale. Con Il Venditore di Tappeti si percorrono territori più melodici e progressivi, riconducibili ai Timoria di Viaggio Senza Vento ed Eta Beta. Mr Beaver dall'aspetto molto Pink Floyd, esalta l'ispirazione di un gruppo variegato per le influenze, ma ben indirizzato su quella che è la propria identità di fondo.
L'aspetto più tecnico ed esaltante dei Tombeto Centrale è incentrato nel brano Desiderio Semplice, che spiazza in più circostanza perché non segue un percorso precostruito e dimostra l'ottimo lavoro delle chitarre che ben si sposano con la sezione ritmica. Un discorso che si sposa bene anche con Viandante (sul mare di nebbia), grazie ad un sound molto moderno ed attuale, oltre che ad uno stile particolarmente ruvido. L'altra è un chiaro conferma quanto ci sia dei Marlene Kuntz ci sia nei Tombeto Centrale, differentemente Scroodge MD è probabilmente il componimento che più inquadra la classe e lo stessore artistico dei Tombeto Centrale. La chiosa del disco è affidata alla title-track, un'altra perla dai connotati poetici che dura oltre sette minuti, rimarcando la bravura strumentale e compositiva di un gruppo che con questo album ci regarla una pregevole perla musicale. 

Maurizio Mazzarellla

giovedì 26 maggio 2016

Dan Logoluso, è uscito l'album solista "Back from a Journey" (feat. John Macaluso)

Chitarrista di grande talento, noto per essere il membro fondatore dei Timesword, nota band di prog-rock italiana, Dan Logoluso ha finalmente pubblicato il proprio debut album in versione solista. Il titolo del disco è "Back from a Journey" e musicalmente è indicato per tutti gli amanti di noti artisti del calibro di Andy Timmons, Steve Vai, John Petrucci e Kiko Loureiro. "Back from a Journey" vede la presenza in veste di guest di "John Macaluso" (James Labrie, Yngwie Malmsteen, ARK, Jennifer Batten, TNT), che ha curato tutte le parti di batteria ed è disponibile sia in versione fisica limited edition digipack acquistabile su mailorder@danlogoluso.com, che in versione digitale su tutti i più noti distributori tra cui ITunes, Amazon e GooglePlay. E' ufficiale anche la patnership con il Mazzarella Press Office, che curerà i rapporti con i media e la promozione dell'album.

Tracy Grave, il nuovo album disponibile in versione fisica e digitale

E' finalmente disponibile il nuovo album di Tracy Grave, straordinaria formazione dedita da un hard rock di ottantiana memoria, contaminato di inserti musicali evoluti e moderni. Il titolo del disco, completamente autoprodotto, è "In the Mirror Of Soul" ed è disponibili sia nella classica versione fisica in jewelcase che in versione digitale su tutte le piattaforme tra cui Spotify, ITunes ed Amazon. Ufficiale nel frattempo l'accordo con il Mazzarella Press Office, noto ufficio stampa che vanta illustre collaborazioni, che curerà la promozione ed i rapporti con i media per i Tracy Grace.

sabato 21 maggio 2016

Metal On Air - #7 Smart


Nella #settima #puntata in versione #Smart di #MetalOnAir, spazio alle news su #PaulDiAnno, #SuicidalTendencies ed #EdgeOfForerever, la #MetalOnAirChart con i #FlotsamAndJetsam in evidenza, il Best #livealbum della #settimana e gli speciali su #RockHardExtra e #Metallica. Vi aspetto #POTENTI su #Metal On Air!

martedì 17 maggio 2016

DAN LOGOLUSO - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Ciao a tutti innanzitutto! Il 13 Maggio scorso è uscito "Back from a Journey", il primo album solista della mia carriera , un concentrato di melodia e di energia nel quale ho tentato di esprimere al pieno il mio modo di intendere la chitarra.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Inizio all'età di 16 anni un po per gioco e negli anni la voglia crescente di imparare sempre più mi ha portato a far diventare la passione un lavoro, svolgendo attività legate come insegnamento, concerti, sostituzioni ed infine 2 lavori discografici. 

Come hai scelto il titolo del disco?

Semplicemente sintetizza l'essenza dell'album, il ritorno da un viaggio fatto di esperienze lavorative e didattiche che si è concluso con questo lavoro, un valigia piena di cose da dire insomma.

A cosa ti ispiri quando componi?

Di solito mi ispiro dalla prima nota mentre compongo, lascio che la musica e le idee si fondano in maniera armoniosa e che siano le stesse emozioni a guidare, non importa il genere che ne esce, l'importante è che suoni bene e tutto sia equilibrato e non forzato.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

In primis l'unicità di ciascuna canzone e la bellezza delle emozioni che tutte trasmettono, la ricerca melodica mista a virtuosismi mai fini a se stessi, questo è un disco che non annoia nemmeno dopo dopo diversi ascolti ed alcuni brani, a detta anche di un amico regista, potrebbero tranquillamente essere utilizzati come colonne sonore di un film. La mancanza della voce inoltre, essendo un album strumentale, viene sopperita tranquillamente da una lead guitar presente e mai scontata con una ben marcata presenza ed identità. Un disco per tutti e non solo per gli addetti ai lavori.

Come nasce un tuo pezzo?

I miei pezzi nascono a volte da un'idea melodica, da una ritmica non esclusivamente di chitarra ma anche di basso o batteria, appena ho la scintilla mi metto e scrivo quello che mi frulla in testa. 

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

C'è sicuramente 'One more step" dal lato emozionale, il dualismo tra chitarra acustica ed elettrica esprime al pieno la mia anima e non solo musicalmente parlando, dal punto di vista tecnico c'è "Power of life" energia e tecnica musicale allo stato puro!

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Andy Timmons in primis, Dream Theater, Steve Vai, Kiko Loureiro. 


Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

Promozione del disco a 360° con eventuale video clip.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Sto schedulando le date di promozione in Italia, probabilmente si parla di un vero e prorpio tour a partire da settembre, ci sto lavorando proprio in questo periodo.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

Una scena ricca di band con pochi spazi a disposizione, abbiamo enormi potenzialità ma poco supportate, bisogna essere ben più che musicisti al giorno d'oggi per farsi notare e lavorare con musica inedita, questa è la verità, quando l'offerta supera la domanda è inevitabile che il sistema collassi.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Non mi ha cambiato la vita per ora, internet è alla portata di tutti e quindi è come nel passato, solo i migliori emergono, non basta essere sul web, ci vuole sempre l'occasione che incontra il talento e spesso questo accade in maniera disallineata.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Penso al pieno, quello che sono come musicista lo potete apprezzare in "Back from a Journey". 


C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Andy Timmons sopra tutti, ma comunque ho avuto già il piacere e l'onore di avere nei miei lavori musicisti con i quali desideravo lavorare come ad esempio Bryan Beller (Steve Vai, Labrie, Aristocrats, Zappa) o John Macaluso (Malmsteen, ARK, Jennifer Batten) che tral'altro ha preso parte alle registrazioni di questo mio ultimo lavoro e con il quale sto pianificando il tour.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Saluto ed esorto tutti i lettori a cercare e supportare sempre la buona musica perché senza chi l'ascolta essa è come un tesoro nascosto sotto terra del quale nessuno può godere.

Maurizio Mazzarella

domenica 15 maggio 2016

Attacco gratuito alla redazione di Metal On Air

Nella giornata di sabato 14 Maggio, abbiamo ricevuto pesanti offese pubbliche da parte di uno pseudo responsabile di webzine dozzinale. Accettiamo ogni tipo di critica, specialmente se costruttiva e indirizzata al miglioramento. Non possiamo però tollerare lezioni di alcun genere in particolare da chi si professa giornalista senza essere in possesso di alcuna qualifica. Maurizio Mazzarella

STEVE ANGARTHAL - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Il disco si intitola “Uranus and Gaia” ed è nato come la continuazione del progetto Dragon’s Cave col quale avevo pubblicato “Elektro motion” nel 2010: cercando di migliorare il lato della comunicazione e dell’identificazione di questo progetto ho deciso di cambiarne il nome in Angarthal. I musicisti che mi hanno affiancato in questo progetto sono Luca Saja e Sergio Pescara alla batteria, Angelo Perini al basso e Mauri Belluzzo alle tastiere: come al solito mi sono occupato di tutto l’aspetto della produzione del disco (composizione, arrangiamento, registrazione e mix) mentre ho realizzato il mastering con Alberto Cutolo ai Massive Arts Studios di Milano. Hanno completato questo lavoro Gianni Corrado che ha realizzato illustrazioni e art work del disco e i fotografi Salvatore Uccello ed Elisa Santoro che hanno scattato tutte le foto presenti nel disco. Sono molto soddisfatto e orgoglioso di avere avuto tutti loro al mio fianco per questo lavoro! 

Come si è districata la tua formazione da musicista?

La folgorazione per la musica avvenne intorno agli 8 anni quando, scoprii contemporaneamente la Toccata e Fuga di Bach, le arie zingaresche di Sarasate da una parte e Rising dei Rainbow e Maiden Japan degli Iron Maiden dall’altra!...ho cominciato a studiare chitarra classica verso i 13 anni con Marco Biassoni, poi mi dedicai in maniera autodidatta alla scoperta della chitarra elettrica. Finito il Liceo studiai composizione e arrangiamento per big band con il M° Filippo Daccò; più avanti trasferitomi a Londra feci la conoscenza di Shaun Baxter col quale potei perfezionare alcune tecniche inerenti la chitarra elettrica e l’improvvisazione in ambito jazz rock. Nel 2014 mi sono laureato al London College of Music ricevendo il titolo FLCM in electric guitar performance scoprendo poi di essere il primo chitarrista italiano ad avere questo titolo!

Come hai scelto il titolo del disco?

Il disco non è propriamente un concept album ma è comunque nato con un’idea di base: il recupero di alcune figure mitologiche del passato affiancate al mondo quotidiano con i suoi momenti di euforia e di difficoltà. Il mito cosmogonico di Urano e Gaia che racchiude in sé contemporaneamente l’amore degli amanti, della madre per i figli e l’egoismo dell’uomo mi sembrava rappresentare al meglio tutto il lavoro! 


A cosa ti ispiri quando componi?

E’ la musica stessa a suggerirmi la direzione da prendere: nel tempo ho imparato a riconoscere i momenti in cui la magia fluisce e così so quando è il momento di scrivere e registrare! Poi magari ,a seconda del progetto al quale mi sto dedicando, so quali soluzioni è meglio prendere e quali è meglio lasciare da parte.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Uranus and Gaia è un disco che fonde metal epico e progressive con una costante venatura hard rock anni ’70 e ’80 senza però volersi perdere nella nostalgia del passato! La chitarra ed il mio stile virtuoso e contemporaneamente melodico sono i cavalli che trainano il tutto;infine posso considerare questo come il mio primo vero disco da cantante!

Come nasce un tuo pezzo?

Come ti dicevo prima senza premeditazione, può essere una melodia che mi gira nella testa oppure un riff che inizio a suonare sulla chitarra o sul piano e poi mi lascio trasportare dalla musica…

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Direi “Sailing at the end of the world” dove ho fuso la potenza della rock band con un organico orchestrale quasi wagneriano … il tema poi è questo ponte virtuale tra il mito degli argonauti e gli artisti del nuovo millenio che ,come in un’impresa impossibile come la ricerca del vello d’oro, portano avanti i loro progetti!

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Blackmore, Malmsteen e Vai per la chitarra, mentre per il canto Dio, Dickinson e Gillan

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

Ora sono in tour con Pino Scotto con il quale ho collaborato nell’ultimo disco “Live for a dream”: all’interno dello show propongo un paio di brani del mio progetto perciò già lì ci sarà la possibilità di sentire Uranus and Gaia in versione live: spero dall’autunno di poter inserire anche dei miei concerti con il progetto Angarthal!

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Oltre al live produrrò dei video ufficiali e materiale che sarà possibile trovare sul mio sito www.steveangarthal.it e sui social sempre a mio nome.. 

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

Credo che in realtà non esista alcuna scena musicale, nel senso che i musicisti in Italia sono talmente preoccupati a far crescere il loro progetto che si dimenticano di fare aggregazione e supportare i colleghi..perciò, tralasciando i soliti riferimenti all’abisso dentro al quale si sono infilate le major, vedo un grosso paradosso: ci sono più band che pubblico,perciò i progetti non decollano, e allo stesso tempo pochi musicisti si prendono la briga di sostenere i propri colleghi partecipando ad un loro concerto o comprandogli un disco..

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Internet e la rivoluzione digitale del nuovo millennio sono come la rivoluzione francese del 1700: hanno ucciso lo sfarzo e la ricchezza della musica del 1900 e ora viviamo nell’epoca del terrore … caos e mancanza di equilibri sono la fotografia del nostro presente. Ora possiamo dire che la musica sia di tutti ma la luce che poteva emanare il regno musicale di un qualsiasi grande di allora non sarà più possibile vederla! Dall’altra parte è più facile comunicare o produrre un disco fermo restando che il suo valore è stato declassato…

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Essendo musica scritta da me direi quasi al massimo, anche se, avendo interessi musicali molto vari, sento sempre l’esigenza di suonare cose diverse, perciò magari prossimamente potrei lanciarmi in un disco acustico …

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Qualsiasi dei miei idoli e dei miei colleghi quando si fa musica per il piacere della musica…!

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Certo! Il tapping a 8 dita e lo sweep non servono a nulla se le note che suonate non hanno una natura, un cuore e un significato, perciò ritrovare il piacere delle note intonate e a tempo e che vogliano esprimere qualcosa aldilà dell’adrenalina della velocità! Rock on from Steve Angarthal!

Maurizio Mazzarella

MARTIN POPOFF - Whitesnake (Il Viaggio Del Serpente Bianco)

Tsunami Edizioni
Non è certo azzardato riconoscere che i Whitesnake rientrino nell’Olimpo delle band elette, quelle a cui si riconosce un ruolo fondamentale nell’economia del cosiddetto classic rock, quelle di cui si può dire “uno dei gruppi rock più importanti di tutti i tempi”. E proprio come un serpente, la loro pelle è cambiata più volte non per, apparentemente, inseguire esigenze di mercato, ma semplicemente per soddisfare le velleità artistiche e la sensibilità di un rocker di razza quale è Mr. David Coverdale. Un vero e proprio valore aggiunto, se ci riflettete, perché ogni volta la mossa è stata quella giusta per centrare l‘ennesimo successo. Certo non si può tacciare di opportunismo una band che nella seconda metà degli anni ‘70 dettò le regole dell’hard blues, quando andava di moda tutt’altro genere (punk of course…), costituita da una line up stellare frutto delle scelte certosine del mitico leader, ormai fuori dall‘ombra di altri due grandi come Ritchie Blackmore e Glenn Hughes. Le chitarre incediarie di Mick Moody e Bernie Marsden, un caposcuola del basso come Neil Murray, ma anche (all‘epoca…) gli ex Deep Purple Ian Paice e Jon Lord diedero alla luce una serie di capolavori degni di rivaleggiare per celebrità con quelli sfornati contemporaneamente dai Rainbow del “Man In Black“… Poi la svolta americana, con conseguente consacrazione a seguito di un lavoro come 1987 otto volte disco di platino negli Stati Uniti, sempre accompagnato da eccellenti musicisti tra i quali, in ordine sparso, i chitarristi John Sykes, Steve Vai, Adrian Vandenberg prima e Doug Aldritch, Reb Beach poi, i batteristi Cozy Powell e Tommy Aldridge, Rudy Sarzo al basso…
Una macchina perfetta che, grazie alla giusta revisione, riesce ad essere sempre al top ed ancora affascina gli appassionati di tutto il mondo, oggi più che mai orgogliosamente con il supporto alle tastiere dell’italianissimo Michele Luppi (già vocalist della band di Maurizio Solieri, degli eccellenti Secret Sphere ed ex Vision Divine). Martin Popoff, l’autore di questo libro, è stato definito “il giornalista heavy metal più famoso del mondo”, avendo all’attivo collaborazioni con riviste come Revolver, Guitar World e Record Collector, nonché una nutrita serie di libri (circa cinquanta) e la realizzazione di un bel po’ di documentari. Frutto di un’incredibile lavoro di ricerca, forte di testimonianze raccolte di prima mano dalla voce dei diretti interessati, Coverdale compreso, Il Viaggio Del Serpente Bianco colma un’incomprensibile buco editoriale e porta luce su una delle epopee più avvincenti della storia del rock. Ancora una volta un plauso alla lungimiranza di Tsunami Edizioni che, grazie ad un ottimo lavoro di traduzione e revisione della sempre brava Stefania Renzetti, ce ne regala una versione italiana da non lasciarsi sfuggire. 

Voto: 9/10 

 Salvatore Mazzarella