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giovedì 7 maggio 2015

FABIANO ANDREACCHIO - Bass R-Evolution

Italian Way Music
Bassista dal talento straordinario, Fabiano Andreacchio è uno dei musicisti di maggiore spessore del territorio nazionale. Il suo stile è vario, dinamico e tecnico, ma soprattutto straordinariamente imprevedibile. Il suo pregio maggiore è nel non essere settoriale, quindi capace di abbracciare una serie di settori musicale ad ampio raggio di azione. Lo si apprende immediatamente a partire dal brano Sexonnia, dove la grinta il carisma fanno da padrone ad un disco che si dimostra appetibile sin dalle prime battute. Strange Kind spazia su uno stile variopinto, nel quale il buon Fabiano strizza l'occhio alla melodia, a seguire invece Dream For a Landscape si dimostra uno degli episodi più riusciti di Bass R-Evolution, dove Andreacchio punta su suoni più moderni dall'aspetto virtuale capaci di scorrere con estrema naturalezza. Lo stile di Fabiano Andreacchio si assesta in diversi episodi su un metal moderno per certi versi, come nel caso di Epic Dusk, dove picchia duro senza sosta, con piccoli frangenti di uno Steve Harris del periodo Killers. Non mancano momenti dedicati alle orecchie più pedanti, come nel caso della cover di Billy Idol dal titolo Rebel Yell. Bass R-Evolution è un lavoro strumentale che scorre via in modo fluido e dinamico, che si fa apprezzare dalla prima all'ultima nota e che non stanca mai grazie al suo alto tasso di coinvolgimento. Uno dei momenti più cupi dell'album e certamente tra i più riusciti è Into The Black, che vede la presenza in veste di ospite di Doofybass Ares, invece Ale Darkoniglio presta il suo estro in The Last Kiss, altro momento di notevole livello tecnico. Ottima la produzione, attuale e appropriata al concetto musicale espresso dall'artista che nel corso della propria carriera si saprà far apprezzare. 

 Maurizio Mazzarella

mercoledì 8 aprile 2015

THE ONEIRA - Hyperconscious

Musea
Il prog metal, inutile negarlo, col tempo è diventato un genere abbastanza inflazionato. Gli stessi capiscuola, Dream Theater su tutti, faticano a pubblicare quello che potrebbe essere un nuovo “classico” e a volte scadono in composizioni lunghe, ostiche, noiose. Non c’è bisogno di andare lontano, però, per scoprire quelle eccezioni che possono ancora regalare l’emozione della scoperta, la sensazione di aver dedicato un’ora del proprio tempo all’ascolto di un lavoro che ricorderai nei giorni a venire. O che magari avrai voglia di riascoltare per captarne ulteriori sfaccettature… Immaginate un ponte sul Mediterraneo che lega due paesi che hanno profonde radici culturali in comune, come l’Italia e la Grecia. Immaginate ancora, mentre lo percorrete, di trovare il bellissimo cd di cui stiamo parlando e tornate subito a casa ad ascoltarlo… Hyperconscious è il secondo lavoro dei The Oneira, band progetto che vede il suo deus ex machina nel chitarrista (anche polistrumentista) e compositore greco Filippo Gougoumis, ben coadiuvato dagli italianissimi Giampaolo Begnoni (tastiere) a dalla splendida batteria del maestro Danilo Saccottelli, autore anche dei testi e del concept introspettivo su cui il lavoro è incentrato. Ancora una volta ritroviamo la collaborazione importante di Oliver Phillips dei tedeschi Everon, cosi come è sempre la prestigiosa Musea ad occuparsi della sua pubblicazione. Il risultato? Un trattato di musica prog di estrema classe, a tinte hard con sprazzi metal, dove nulla è lasciato al caso e tutto è ben misurato. Un lavoro imponente ma che nello stesso tempo bussa in modo discreto alla percezione dell’ascoltatore, con virtuosismi mai eccessivi, proprio come amano fare le migliori prog band d’oltreoceano, Rush e Kansas su tutti. Notevoli i contributi vocali di Manuel Ruscigno, Carlotte Whessels dei Delain e dello stesso Phillips (la splendida Forget Me parla da sola…). Ci piace l’utilizzo di sonorità “liquide” scelte per le tastiere e le fughe ritmiche di Face the Darkness, cosi come la grandeur della conclusiva Ocean Of Rebirth. Gran bel disco… davvero!!! 

Voto: 10/10 

 Salvatore Mazzarella

Seren Rosso, collaborazione con Luigi Antinucci e Marco Roagna

Dopo l'uscita di "Brother to Me", importante singolo ispirato alla vita e all'importanza di Nelson Mandela, Seren Rosso si mette al lavoro insieme ai suoi esimi colleghi Luigi Antinucci e Marco Roagna, per la produzione di  un trittico di brani dedicato al Vercellese e alla sua storia, passando per le mondine, la guerra, gli aironi.. I tre brani dei tre rispettivi autori verranno presentati a brevissimo online in un videoclip che accompagnerà inoltre molti visitatori al tanto atteso quanto discusso EXPO 2015. 

The Experiment no.Q, il progetto è vivo e in movimento!

The Experiment no.Q, già noto “esperimento alchemico” dalle sonorità heavy rock e progressive, creato dalla mente di Paolo Vallerga (No.Q), è vivo e in movimento! La musica è stata composta ed i testi sono stati scritti... il resto della storia adesso è nelle TUE mani. Infatti potrai aggiudicarti l’edizione limitatissima del disco, conoscere e passare una giornata intera con i musicisti dell’Experiment (tra cui componenti di band come Therion, Osanna, Il Castello di Atlante …) fare tuoi gli unici strumenti musicali usati nelle sessions e addirittura suonare una parte nel disco, insomma vivere questo racconto musicale da protagonista! L’ Experiment no.Q è un delicato incontro di differenti mondi creativi, di musicisti appartenenti a diverse esperienze artistiche che condividono le proprie idee ed emozioni, con la unicità che li contraddistingue, lavorando insieme alla creazione di questo capolavoro sonoro.

Segui la campagna Indiegogo e rimani aggiornato sugli interessantissimi sviluppi.

Fabiano Andreacchio, disponibile il video di SEXonnia

E' finalmente disponibile il nuovo video di Fabiano Andreacchio del brano SEXonnia, estratto dall'ultimo disco in studio dell'artista dal titolo Bass-R-Evolution. Il video è stato diretto, girato e montato dal regista Ivan King (della King Unit https://www.facebook.com/kingUNITofficial), specializzato in cortometraggi horror ed è stato interamente autoprodotto. La distribuzione è stata invece affidata a Believe ed Italian Way Music come l’album “Bass R-Evolution”. Girato nel paese d'origine dell'artista, SEXonnia è stato interamente girato con due videocamere GoPRO Hero. 
Il video è visbile attraverso i seguenti link:


martedì 31 marzo 2015

MotivA, 'Disponibili a suonare sul palco del 1° Maggio a Taranto'

La band dei MotivA, originaria della città di Taranto, comunica in modo ufficiale la propria disponibilità a suonare sul palco del grande concerto che si terrà il prossimo 1° Maggio a Taranto. Riconoscendo il grande spessore della manifestazione e compartecipando emotivamente al significato morale della stessa, la band dei MotivA forte della propria esperienza accumulata negli anni, sarebbe felice di partecipare ad una festa della musica e non solo. I MotivA per la cronaca, sono reduci dalla pubblicazione del loro album d'esordio dal titolo “Un Motivo ci Sarà” edito dalla Videoradio Edizioni Musicali, label di spicco in Italia già editrice di nomi dal notevole spessore artistico. L'auspicio dei MotivA, formazione attualmente in promozione su tutto il territorio nazionale, è che due autentiche realtà della Magna Grecia e della città di Taranto in particolare, possano finalmente coesistere. 

lunedì 30 marzo 2015

ANNOT RHUL - Leviathan

Black Widow
Prog a tinte scure, dark sound, concept lovecraftiano: poteva la nostrana Black Widow lasciarsi scappare un progetto di tal sorta !? Assolutamente no, ed infatti ecco tra le nostre mani questo lavoro a firma del chitarrista (ma anche polistrumentista) Sigurd Luhr Tonna, la mente dietro il monicker Annot Rhul, che in realtà non è una vera e propria band ma un’espediente nominale idealmente correlato all’immaginificità della proposta musicale. Son passati ben sette anni dalla precedente uscita, che flirtava con la psichedelia, funzionali però allo sviluppo di un’opera più articolata e complessa, ben meditata e curata, dagli arrangiamenti sino all’artwork a tema, sviluppata col supporto di una serie di collaboratori, il tutto incentrato sulle opere dello scrittore di Providence. I Pink Floyd sembrano dominare lo “scrigno” delle influenze cui il nostro attinge, comunque ben diluite nell’arco delle sei tracce di cui la prima e l’ultima sono vere e proprie suites. L’opener Leviathan Suite (…appunto) è divisa in ben sette movimenti, partendo da atmosfere cosmiche e soffuse che evolvono gradualmente verso un finale aggressivo… In mezzo chitarre e synth multiformi che ci regalano sprazzi di prog italiano (soprattutto i fraseggi delle tastiere ci ricordano le migliori Orme). Dinamica ed hawkwindiana The Colour Out Of Space, mentre plumbea (…anche per il racconto) risulta essere The Mountains Of Madness. La seconda e conclusiva suite, R’lyeh, oscilla tra inquiete atmosfere gobliniane, elettronica e spruzzate metal. In conclusione, un disco ben fatto, dove tutte le riletture del passato vengono plasmate in modo davvero originale, che sarà di sicuro interesse per tutti gli appassionati del genere.

Voto: 8/10

Salvatore Mazzarella

giovedì 26 marzo 2015

PLATO'S CAVE - Servo/Padrone

VideoMapnetowrk/M.A.P.
E' una ricetta particolare quella dei Plato's Cave, un gruppo originale e di prospettiva che prova ad evolvere con una forte personalità la matrice del rock d'autore. La loro musica è una fusione dal rock progressivo degli anni settanta, sia esso italiano e fortemente britannico, ma è anche nel rock wave degli anni ottanta che i Plato's Cave riescono a trovare palpabili tracce delle proprie radice. Ne viene fuori un prodotto unico nel suo genere come Servo/Padrone, tecnicamente valido e di notevole livello da un punto di vista prettamente compositivo. La profondità dei testi è un altro elemento che pone i Plato's Cave al di sopra del livello comune di qualsiasi band attuale. La loro particolarità e nell'aver tratto dei palesi insegnamenti dal meglio del rock, per poi evolverlo a proprio piacimento, con un occhio di riguardo all'attualità. Per questi aspetti Servo/Padrone è un album fluido e dinamico, che piace sin dalle prime note di L'omicidio di un suicida, brano dai ritmi lenti e dai contenuti intensi, L'uomo assoluto prosegue rimarca la cura degli arrangiamenti, mentre Il Viandante ci mostra una band più ruvida che strizza l'occhio in più frangenti alla Premiata Forneria Marconi. La poesia si tramuta in musica in Eclissi Popolare e Wilma, due componimenti supportati da bellissime chitarre acustiche, differentemente Ingiuria Part I e Part II sono due momenti introspettivi, che uniscono la dimensione tradizione del gruppo a quella più moderna, a seguire L'opposizione all'accezione nei suoi circa otto minuti di durata mette in mostra l'aspetto progressive di un gruppo capace di stupire in ogni circostanza. Viaggio Introspettivo è un altro momento profondo, capace di indurre alla meditazione in una sorta di fusione tra i Pink Floyd ed i Pain Of Salvation, L'eco delle Valchirie dura poco più di due minuti, ma giova di un testo frutto di una straordinaria ispirazione. Con Canzone Per Un Prigioniero è un altro momento duro che fonde la rabbia alla melodia, la parola fine invece giunge con L'Applauso oltre sette musica di arte sopraffina che riassumo tutto lo spessore di un gruppo destinato ad un futuro importante. Potremmo stare ore ed ora a cercare di paragonare i Plato's Cave ad altre band dal passato e dal presente importante, ma a prescindere da ogni probabile somiglianza, la realtà dice che il combo campano è una sorta di riassunto del meglio del rock d'autore e che ad esso viene aggiunta l'anima di insieme di musicista che ha voglia di lasciare al segno e se queste sono le premesse non avrà particolari problemi ad imporsi. 

Voto: 10/10

Maurizio Mazzarella

lunedì 23 marzo 2015

IL FAUNO DI MARMO - The Rebus years 2001-2012

Andromeda Relix
Son passati solo pochi mesi da quando abbiamo decantato le lodi di “Canti, Racconti e Battaglie”, lavoro con cui la band s’è affacciata sul panorama prog rock nazionale con quello che è in realtà il nuovo ed attuale monicker, ma son stati sufficienti alla diffusione del suo verbo musicale tra tutti gli appassionati di un genere in cui l’Italia ha fatto storia concretamente (leggetevi le ultime dichiarazioni di Carl Palmer sull’avventura Manticore) e non per chissà quale leggenda o sentito dire… Provenienti dalla lontana provincia di Gorizia (Monfalcone precisamente), questi ragazzi hanno davvero centrato il bersaglio tanto da indurre la loro attuale etichetta a riscoprirne l’intera epopea, fin da quando si formarono nel 2001 a nome The Rebus. Un doppio cd, quindi, quello che abbiamo tra le mani, ottimamente confezionato e contenente gli unici due lavori pubblicati nell’arco di un decennio, cioè Rebus (2002) e Acroterius (2005). Precedentemente disponibili solo durante i concerti e ora entrambi rimasterizzati, colpiscono soprattutto per l’autentica passione profusa dal quintetto in un periodo ancor precedente al proliferare di band ipertecniche da mp3 usa e getta. Composizioni avvincenti, sonorità a tema, strumenti che suonano credibilmente vintage e tante tante emozioni. Forse più acerbe nel primo lavoro, dove sono marcate le velleità hard del binomio flauto/chitarre, a la Biglietto Per L’Inferno per intenderci e per quanto sia inevitabile non pensare ai Jethro Tull (Ronchi Calibro PNP), con alcune incursioni nel blues, retaggio delle precedenti esperienze del frontman Luca Sterle. Nel secondo il songwriting è certamente più maturo, così come l’accresciuta amalgama tra i musicisti, dando frutto ad un lavoro “prog” nella migliore accezione del termine, dove composizioni complesse come La Battaglia di Kosovo Polje si alternano ad atmosfere medioevali (The Gentleman Song). Tra jazz, blues, folk e quant’altro i nostri danno una buona dimostrazione di compattezza e maggior cura nella scelta degli arrangiamenti. Non rinunciate alla buona musica, fatta bene e col perfetto mix tra cuore, muscoli e cervello, tra tecnica e feeling, come tutti i lavori proposti da Andromeda Relix !!! 

Voto: 8,5/10 

 Salvatore Mazzarella

ROBERTO TIRANTI - Sapere Aspettare

Old Mill Records
“Sapere Aspettare” non è solo il titolo del disco d'esordio da solista di Roberto Tiranti, ma è qualcosa di più. “Sapere Aspettare” è un invito a usare l'intelligenza, a non avere fretta, perché non avere pazienza può indurre a scelte affrettate e quindi all'errore. “Sapere Aspettare” è la sintesi della carriera di Roberto Tiranti, un cantante e musicista dalle doti straordinarie, che tra le innumerevoli collaborazioni, ha associato il proprio estro a band come New Trolls, Vanexa, Wonderworld e Labyrinth, ma anche ad un membro seminale degli Uriah Heep quale Ken Hensley. “Sapere Aspettare” è l'essenza del momento giusto,   di quando si può osare con il supporto della maturità sia essa artistica o interiore. “Sapere Aspettare” è la strada della riflessione, di come il comporre un disco sia la mappa di un percorso da seguire. Per questi aspetti “Sapere Aspettare” è un disco straordinario, perché composto da canzoni ispirate, intense e colme di significato. E' un disco coinvolgente, che trascina nota dopo nota e che piace in quanto colmo di grande musica. E per un grande album ci vogliono grandi ospiti di supporto. Roberto Tiranti ha fatto le cose per bene, giovando della collaborazione di artisti come Aldo De Scalzi, Andrea Maddalone, Marco Barusso, Steff Burns, Mattia Stancioiu, Irene Fornaciari e tanti altri. “Non è più tempo” apre le danze ad un lavoro di notevole qualità, dove le chitarre e la sezione ritmica fungono da cornice alla splendida voce di Roberto Tiranti, che nella seguente “Non Lo So” spazia su ritmi accattivanti e seducenti. “Conta Fino A Tre” è uno dei momenti più elevati del disco, un momento di intensa ispirazione, mentre “Nero Cenere” incanta grazie ad un arrangiamento estatico che avvolge la voce vellutata di un artista in forma smagliante. “Crazy” nonostante sia una cover, è probabilmente il momento più elevato dell'album grazie al duetto con Irene Fornaciari nel quale sono palpabili passione e sentimento. “I Remember” ci mostra un Roberto Tiranti differente,  caldo nell'espressione, poetico nell'esecuzione, aspetti che emergono anche nella nuova versione di “Sinceramente”, brano tra i più belli mai scritti dall'artista ligure. Ecco poi giungere "Know How To Wait", altro momento tecnicamente di enorme spessore, dove al talento di Roberto Tiranti si aggiunge la innata qualità di Steff Burns alla chitarra. La chiosa del disco, è affidata a “Percoso Obbligato”, brano che associa all'arte dei musicisti coinvolti, quali Aldo De Scalzi, Mattia Stancioiu e Andrea Maddalone, oltre allo stesso Roberto Tiranti, un testo dal significato particolare. “Sapere Aspettare” è un album bellissimo, un ingranaggio perfetto dove tutto ruota alla perfezione, un puzzle completo, nel quale tutti i componenti sono messi nel punto giusto. Parliamo di talento, classe, ispirazione, arte, esperienza, qualità, ma soprattutto passione ed ispirazione. Tutte doti che Roberto Tiranti mostra in un album che gli servirà come trampolino di lancio per una brillante carriera solista. “Sapere Aspettare” non è un punto d'arrivo, ma una nuova partenza verso una meta che porterà Roberto Tiranti a raggiungere i propri sogni artistici.

Voto: 10/10

Maurizio Mazzarella