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sabato 29 aprile 2017

BLACK PHANTOM - Better Beware!

I meneghini Black Phanthom sono da vent’anni in giro, con un’esperienza in campo metal ampia, e l’amore per il metal classico e la N.w.o.b.h.m si sente in questo Better Beware! L’opener ”Light behind the armour” profuma di Iron Maiden, un brano che più metal non si può, con la chitarra e il motore ritmico a pieno regime, e il singer è sugli scudi; i nostri non fanno mistero del loro amore verso il genere più classico del metal, come in “Up is down,black is white”, un brano dai tempi spezzati e coinvolgente, anche “Firebase valley forge” è un brano che possiede le carte giuste e il basso è predominante, si sente quasi lo spirito del buon Steve Harris aleggiare su tutto il disco. “The absence è veloce e potente” ,ma il brano sulfureo “Ninth ring of hell” fa emergere la personalità dei nostri.

Un brano anche questo potente, con varietà di tempi ritmici, per far capire la dinamicità del brano e un bel ritornello, le chitarre sono pulite e graffiano a dovere; altro brano che molto buono è il penultimo “King of bottom feeders”,un brano heavy, ben congeniato ,con atmosfera giusta e il cantato che sale sempre in cattedra; come ciliegina sulla torta ,la cover del brano “Total eclipse” dei Maiden, brano che di rado si sente ,perché meno noto, ma anche questo un bel colpo, per far capire ancora le intenzioni dei nostri. La produzione è pulita e che cerca di riprodurre il feeling dei lavori dell’epoca d’oro del metal inglese, il disco è consigliato ai nostalgici dell’epoca, ma anche chi ha fame del buon sano heavy metal senza fronzoli; sono sicuro che questi ragazzi nostrani, sapranno placare la fame di heavy metal. 

Voto:7/10 

Matteo "thrasher80” Mapelli

5RAND - Sacred/Scared

My Kingdom Music
Rimarrete estasiati dall’impatto sonoro di un album d’esordio davvero degno di attenzione, quello dei 5Rand, band capitolina che come poche è riuscita ad incidere un primo progetto di raffinata ed elaborata qualità. Muovono i primi passi nel 2012 ma il fondatore, nonché chitarrista Pierluigi Carocci si unisce ad una delle voci più potenti e carismatiche del panorama metal, Julia Elenoir che con la batteria di Francesco Marroni e il basso di Riccardo Zito pubblicano il 24 febbraio Sacred/Scared, un album dalle mille facce che non potrà non essere adorato dagli amanti del genere thrash metal. In realtà qui risulta una grande fusione di generi tutti mescolati a perfezione senza mai lasciare spazio alla noia. Tutto si muove e tutto si crea attorno ad un Thrash Melodic Death Metal moderno che in vari punti si avvicina al Metalcore e non si preoccupa di creare momenti vicini all’Alternative/Industrial. Raccogliera’ una fetta variegata di pubblico questo lavoro, non solo chi resta legato alla tradizione ma anche chi ama la sperimentazione ed un metal più moderno. Le aspettative erano altissime poiché il disco registrato a Roma presso il Kick Recording Studios è stato mixato da un bravissimo Marco Mastrobuono e masterizzato al Finnovox di Helsinki da un mitico Mika Jussila, tutte ottime credenziali. Le enormi aspettative non sono state affatto tradite anzi difficile immaginare di meglio per un album di solo esordio. Le prime quattro tracce viaggiano sulla stessa intrigante linea, da non dimenticare l’Intro “Behind The Doors of Sin” che anticipa l’aggressività che sarà presenta su ogni versante, crea già un forte senso di inquietudine e vertigine tipica del genere, ci si sente come appesi ad un filo, segue “Erase” un brano che sprigiona una forza indescrivibile, cambi di tempo super veloci e la voce capace di sostenere a pieno ritmo il metal del brano, il ritornello appare più melodioso; Seconda traccia “Fuck-Smile” leggermente più soft, una parte strumentale perlomeno più armoniosa ma ci pensa la voce graffiante qui a donarle tutta l’aggressività che mostra; in coda arriva “Paint Of pain”non ci discosta affatto ma il battito che inquieta le fa da padrone, bellissima l’alternanza tra parti growl cantate e parti più clean, tutto mostra le doti canore di questa singer eccezionale crea un effetto molto suggestivo. Si fa ancora più pressante il trash Metal di “Codryceps” se l’introduzione appare soffusa e moderata con veemenza scatena un esplosione capace di spaventare, particolare.

Meno d’impatto risulta “Blessed”, forse più classic ma tutto sta nei rapidissimi cambi di tempo, grande spazio alla sezione ritmica e alla performance strumentale. Wow. Con “Preacher of Lies” aumenta notevolmente la sperimentazione e quindi la qualità della raccolta, l’urlo iniziale fa tremare e intorno si crea una trama musicale complessa e pensata; simile al precedente “Drowning Into Insanity” introduce in modo vistoso l’elemento elettronico che si fa ancor più evidente nella seconda parte, non gli si da il tempo di pensare, l’ascoltatore viene letteralmente rapito da un vortice di suono. Arriva il brano più veloce “The True Death Show” spara musica a raffica; chiude il tutto “Narcolepsycho (Silent Scream)”, ancora grande spazio alla sperimentazione, nulla viene lasciato al caso in questo brano dove l’effetto inquietudine si fa fortissimi tra cambi sonori. Elementi da evidenziare sono la strabiliante bravura del chitarrista Pierluigi, soprattutto negli assoli, un vero asso e la voce che a più riprese spiazza per la capacità di cambiare registro nel giro di pochi secondi. Contrasti netti tra strofe più metal e ritornelli più melodiosi si susseguono in un lavoro bilanciato tra tradizione e modernità. Il primo videoclip vede il brano “Coryceps”, sin da subito la band mostra la grande personalità di cui è dotata, una grandissima capacità di spaziare, non da amante del genere ne riconosco le molteplici qualità, in bocca al lupo per i lavoro futuri grande band!. 

Voto: 7.5/10 

Angelica Grippa

DGM - Intervista a Simone Mularoni


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

- Certo! "The Passage" è il quarto album che realizzo personalmente con i DGM ed è il terzo con la stessa lineup. Contiene sicuramente tutti i caratteri distintivi del nostro sound, tra pezzi veloci ed aggressivi e pezzi molto melodici e più "orecchiabili". Sicuramente è l'album più completo e maturo della nostra discografia, sia a livello di songwriting che di produzione/sound. Ancora a distanza di otto mesi mi emoziono a riascoltarlo!


Perché la scelta di intitolarlo The Passage?

- Fondamentalmente perché è un album "di passaggio", con vari significati: prima di tutto l'importante cambio di etichetta, ma soprattutto molte soluzioni musicali sono meno "costruite" e più dirette del passato. Per la prima volta da quando sono nei DGM abbiamo composto il disco senza influenze esterne di trend o di paragoni, semplicemente suonando e scrivendo la musica che più ci piaceva in quel determinato momento, e penso che questo porti ad una freschezza maggiore nel songwriting.

Ci parlate della copertina? Chi l'ha realizzata e come si collega al titolo del disco?

- La copertina è opera di Gustavo Sazes, artista conosciuto per dischi del calibro di James LaBrie, Kamelot, Arch Enemy, Amaranthe e tanti altri. Volevamo cambiare il "team" che si occupa della grafica ed abbiamo sperimentato il lavoro con Gustavo che si è rivelato un vero e proprio artista e professionista. Ha realizzato la copertina senza basarsi sui testi ma ascoltando prevalentemente la musica, quindi la sua visione si è trasformata in un "passaggio" di fuoco e acqua tra vari "riquadri/finestre". Penso che il suo pensiero fosse quello di stilizzare i nostri ultimi lavori (Frame e Momentum) e rendere l'idea di un "passaggio" di testimone.


In questo album ci sono delle tematiche particolari che avete trattato nei vostri testi? Che peso hanno di conseguenza i testi in questo disco?

- Mai come in questo disco i testi sono stati importanti, soprattutto rispetto al passato. Come sempre parliamo di sensazioni personali e di esperienze di vita vissuta, cercando però sempre di rimanere sull'anonimo e/o astratto. Prendi per esempio il brano "Animal", parla di quelle situazioni in cui il proprio lato animale prevale sopra la ragione e ti porta a commettere azioni di cui spesso non si ha il controllo. In generale quindi non abbiamo tematiche "particolari" ma solo immagini basate su cose realmente accadute o emozioni personali.

Quali sono gli elementi di The Passage che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

- Forse dovrebbero essere i fan a giudicare i pregi e le qualità dell'album…. ahahah! Penso comunque che l'approccio alla melodia e alla "cantabilità", pur rimanendo un disco fondamentalmente progressive , sia uno dei nostri punti di forza, sicuramente una cosa su cui puntiamo molto. Adoriamo scrivere partiture più "incasinate" ma allo stesso tempo è fondamentale che tutti i nostri brani si possano cantare a squarciagola, per quello cerchiamo sempre di inserire influenza rock/hard rock all'interno di riff più metal/prog.


Il vostro metodo di composizione è rimasto immutato?

- Si, il metodo è fondamentalmente sempre lo stesso: io compongo il 99% della musica dei brani e poi insieme a Marco (Basile) e spesso ad Emanuele (Casali) ci troviamo per lavorare sulle parti di voce e melodie. Poi ci dividiamo i brani per quanto riguarda le liriche, ognuno è libero di scrivere in base a quale brano sente più vicino.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

- Personalmente penso il "duo" The Secret Part 1 e 2. Non è stata una scelta facile mettere in apertura del disco un brano che fondamentalmente dura più di 15 minuti…. ma penso sia veramente la "summa" di tutto quello che i DGM sono stati e sono oggi.


In cosa si differenzia The Passage da Momentum ed anche da FrAme?

- Penso che la principale differenza sia la "freschezza" del songwriting. All'epoca di Frame e Momentum eravamo molto più legati alle influenze di Symphony X e compagnia bella, cercando di riproporre quello stile musicale in chiave DGM. Per questo disco invece come dicevo abbiamo cercato di proporre solamente quello che scaturiva dalle nostre teste, senza fare paragoni.

Siete tornati recentemente da un belissimo tour, che emozioni avete provato?

- Come sempre tantissimo divertimento ma anche tantissima fatica. è stato il nostro primo tour da headliner al di fuori dell'Italia. In passato abbiamo suonato tanto in europa ma sempre per alcune date sporadiche. Suonare live è sicuramente una delle soddisfazioni più belle una volta che il disco è uscito, vedere le persone che sotto il palco cantano i propri brani penso sia uno dei motivi che ci spinge a continuare sempre con più passione.


A breve uscirà il vostro nuovo album dal vivo? Cosa dobbiamo attenderci? Potete parlarci di questa uscita? 

- Certo! "Passing Stages" è un lavoro che ci ha preso tanto tempo nella realizzazione… volevamo offrire ai fan un pacakge che contenesse tanto materiale, con la massima qualità possibile. Uscirà sia in versione BluRay che in versione DVD + CD audio, e contiene 2 intere esibizioni: il nostro concerto del 2014 del ProgPower USA (girato ad Atlanta) e il concerto tenuto al Live di Trezzo per il primo Frontiers Metal Festival del 2016. Due concerti incentrati più che altro sugli ultimi tre album, con due bellissime venue entrambe soldout!

Chi ha avuto l'idea di puntare su un live album?

- Avevamo nel cassetto le riprese audio/video del ProgPower dal 2014, e aspettavamo il momento opportuno per pubblicarle. Frontiers ha poi proposto di filmare e pubblicare il live al loro festival e abbiamo pensato che proporre un BluRay con due concerti fosse ancora più appetibile.


The Passage è il primo album che esce per Frontiers. Come è nato questo rapporto? E cosa sta portando in più ai DGM?

- E' nato fondamentalmente da una chiamata di Serafino Perugino, presidente di Frontiers, che era entusiasta dopo aver ascoltato il nostro ultimo album Momentum. La sua carica e passione ci ha convinti a cambiare etichetta e siamo approdati in questa grande famiglia piena di professionisti e soprattutto amanti della buona musica. Sicuramente la macchina promozionale di Frontiers è enorme, basti pensare a band del calibro di Whitesnake, Toto e Journey per citarne qualcuno quindi ci sta portando sicuramente più visibilità in tutto il mondo.

Come mai secondo te la Frontiers ha deciso di puntare su band come voi ed anche come Labyrinth o Secret Sphere?

- Si sono probabilmente resi conto che le band metal italiane non hanno nulla da invidiare a quelle estere e hanno a mio avviso uno spiccato senso della melodia. In passato Frontiers ha lavorato raramente con band italiane quindi è motivo di orgoglio per noi aver raggiunto questo obiettivo!


Sta cambiando qualcosa in positivo per il metal italiano?

- Penso di si. Anno dopo anno ci guadagniamo con il duro lavoro più credibilità nei confronti dei paesi esteri e spero che questo continui e migliori sempre di più! Anche come produttore e fonico vedo ogni giorno che la qualità dei musicisti e delle canzoni di band italiane è sempre più alta, quindi posso solo che sperare nel meglio!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

- Grazie per la bella chiacchierata e il 2 Giugno accaparratevi una copia del nostro nuovo lavoro live "Passing Stages", ci abbiamo messo anima e corpo per realizzarlo ed è veramente una bellissima fotografia di cosa sono i DGM su un palco! Ci si vede on the road!!

Maurizio Mazzarella

HEAVY BONE: Maurizio Rosenzweig copertinista del n.2 di "Heavy Bone"


Maurizio Rosenzweig (Bonelli, Dark Horse Comics, Edizioni BD) è l'autore della copertina del n.2 di "Heavy Bone: Welcome to my Nightmare", albo in uscita nel mese di Giugno per i tipi di "Heavy Comics". Nella storia, scritta da Enzo Rizzi e disegnata da Gero Grassi, lo zombie metallaro serial killer di rockstar dovrà vedersela contro le versioni malvagie e super-potenziate di Gene Simmons, Alice Cooper e Blakie Lawless, in un orgia di "Sangue e Rock'n Roll". Durante questa lunga assenza, le rockstar hanno potuto gozzovigliare sul retropalco, nei loro festini a base di droga e sesso, i pusher sono diventati sempre più potenti, le nuove promesse dello spettacolo si sono lanciate nella mischia e tutto sembra procedere nel migliore dei modi. Ma il rock 'n' roll non può riposare per sempre: ciò che ti rende divino, verrà prima o poi a reclamare la tua anima. Così, Heavy Bone, lo zombie purtrescente, torna sulle scene per agitare ancora a lungo la sua chioma da metallaro e per banchettare con le speranze e le interiora dei giovani musicisti. "Heavy Bone"...100% Fottuto Rock'nRoll !!!


venerdì 28 aprile 2017

Perpetual Fire, ufficiale la track-list di Bleeding Hands

I Perpetual Fire comunicano ufficialmente la track-list del nuovo album dal titolo Bleeding Hands di prossima uscita su etichetta Sleaszy Rider Records, tra cui spicca la cover degli ZZ Top dal titolo Tush. 

Psycho Cancer
Scrambled
Queen Of Honor
Bloody Apple
Tush (ZZ Top Cover)
Look Beyond The Night
When You're Dead
Crimson Twilight
Let The Snow
A New World Begins

La band inoltre comunica che il 9 maggio a partire dalle 20 sino alle 21,30, sarà ospite della trasmissione Linea Rock di Marco Garavelli su Radio Lombardia. Nell'occasione saranno eseguiti in versione unplugged due brani estratti dal nuovo album.

Sviet Margot, cambio line-up: Mario Talocco è il nuovo batterista

Cambio di line-up in casa Sviet Margot. Il batterista Aldo Moccia nel gruppo dal 2014 lascia la band dopo aver inciso un disco e due singoli che saranno a breve resi pubblici. Al suo posto entra in formazione Mario Talocco che sarà presentato ufficialmente il prossimo 5 maggio nel corso dello show che gli Sviet Margot terrano al Jailbreak di Roma. Concerto che sancirà l'esordio live del nuovo batterista. La band ringrazia Aldo Moccia per il contributo dato in questi anni. Tiziana Giudici voce solista della band commenta così l'ingresso del nuovo membro: "Siamo molto felici di avere Mario negli Sviet Margot. Ha tanta determinazione e grinta!". 

Agglutination, i White Skull completano il bill della XXIII edizione

WHITE SKULL !!! Sarà la band vicentina dei WHITE SKULL a completare il cartellone della XXIII edizione dell’Agglutination Metal Festival, la scelta è ricaduta sulla storica band italiana di Speed Power Metal già conosciuta in ambito internazionale grazie a ben 9 album ed 1 Ep. Il nuovo album “Will Of The Strong” previsto ad inizio giugno si annuncia davvero straordinario, con la classica formazione comprendente Federica “Sister” De Boni alla voce. In esclusiva per il Sud per presentare i nuovi brani live. Ingresso €. 35,00 I biglietti si potranno fare direttamente sul posto il giorno del festival .

Kuadra, ufficiali le date nel nuovo tour tra l'Italia e l'Europa

I Kuadra ufficializzano le date del nuovo tour che gli consentirà di attraversare tutta l'Italia e parte dell'Europa in particolare dell'est. Si parte il prossimo 6 maggio in quel di Lucca per poi finire il 14 ottobre a Vigevano in provincia di Pavia. Probabili alcune sorprese di rilievo nel corso delle prossime settimane. 

06/05  Patatrack Lucca
12/05  Rock'n'Roll Rho
13/05  Spazio Aurora Rozzano
18/05  Spazio Musica Pavia
20/05  Centro Hibou Chatillon
27/05  Angelo Azzurro Genova
28/05  F.I.M. Erba 
02/06  Fashioned Frosinone
03/06  Mocambo Bari
10/06  Grillo Social Club Vigevano
17/06  Road Patrol Romania
24/06  To be There to be Dead Festival Porcari (LU)
30/06  Galaverna Modena
01/07  TBA Napoli
07/07  Festa della Magnolia Inzago
08/07  Grave Party w/Estrema
15/07  Cabotina Turbigo (TO)
21/07  Ca'Vaina Imola (BO)
22/07  Boville Festival
28/07  TBA Vercelli
29/07  Kaos Brescia
04/08  Eppuer si Muove Festival Piacenza
05/08  Festa della Musica Loano (SV)
09/09  Danny say Piacenza
14/09  Depo Club Riga (Latvia)
15/09  Fontaine Palace Liepaja (Latvia)
16/09  Rockstars Tallin (Estonia)
23/09  The old Tower Novara
07/10  The Galery Vicenza
14/10  Pick Week Vigevano (PV)

STRUTTURA & FORMA - One Of Us

Electromantic Music
Eccoli finalmente! Struttura & Forma, band brillante, grandiosa, proveniente direttamente dagli anni d’oro del prog italiano che ha reso celebri bands quali New Trolls, Delirium e in generale tutta la scena nazionale che in quegli anni girava molto anche al di fuori dei nostri confini. Inizialmente facevano parte della band: Toni Pomara (drums), Giacomo Caliolo (bass), Franco Frassinetti (guitars), Alex Diambrini (vocals). In questo 2017 che vede il loro ritorno sulla scena con il loro primo album ufficiale intitolato “One Of Us”. Adesso troviamo però soltanto Franco e Giacomo unici superstiti della prima formazione. In aggiunta hanno reclutato Claudio Sisto alla voce, Marco Porritiello alla batteria e Stefano Gatti al basso. Si sono fatti aspettare, ma ne è valsa la pena! L’album inizia con una grandiosa Worms-Intro:vintage worms 1972, che già dal titolo ci fa capire da dove proviene. Quel periodo ha reso magiche questo tipo di bands, mostrando al mondo che in fatto di prog gli italiani sono sempre stati una spanna sopra tutti!

Una strumentale da paura, tanta eleganza e classe da vendere, in cui tutti gli strumenti viaggiano all’unisono, formando un tappeto sonoro degno del nome che porta la band stessa. Symphony, seconda traccia, parte in modo rilassato con una breve intro tasti eristica subito seguita da un arpeggio di chitarra acustica che cede il posto a fraseggi chitarristici da sogno. Suadente e preciso il cantato, preciso come le tempistiche di ognuno de componenti che rendono sempre più col passare dei minuti! Che dire poi del bellissimo rifacimento di Greg Lake, ELP, Lucky Man, resa dai nostri semplicemente unica. Continuando è sempre un crescendo di emozioni, dove in Kepler troviamo il lato per così dire meno prog ma più rock e accessibile di questa band. Intervento da guest lo fa poi Beppe Crovella con il suo mellotron, classe innata! I brani sono tutti una piccola gemma da non perdere mai di vista. Questo è quello di cui il rock targato italia dovrebbe andar sempre fiero. Probabilmente album di questa portata ne escono pochi al giorno d’oggi in questo settore non propiamente accessibile a tutti. Il bello di queste composizioni è che non fanno della tecnica strumentale un monopolio totale, ma la mettono davvero al servizio delle loro creazioni fatte anche di groove e cuore. Da avere! 

Voto: 10/10

Sandro Lo Castro

ANDREA SALINI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Certo, il mio nuovo lavoro “Lampo Gamma” è un concept album che ha come tema lo spazio. Lo definirei apolide e policromo, una miscela tra hard rock e psichedelia. 

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Il primo approccio è stato da autodidatta, durante le scuole superiori. In seguito ho frequentato l’istituto musicale “Cherubini” per completare poi gli studi presso l’Università della Musica (UM) di Roma. Nel frattempo ho militato in diverse bands e da lì il passo a pubblicare il primo album (Dr.Hyde & Mr.Hyde,2010) è stato breve. Dopo due anni la seconda release (Maestrale) mi ha visto coinvolto in un lunghissimo tour in giro per l’Italia con tappe anche in Europa.


Come hai scelto il titolo del disco?

Il titolo è stata la prima cosa che ho scelto! Tutto è scattato grazie a Jimi Hendrix, grande appassionato di fantascienza; seguendo questo filone e, facendo una breve ricerca, mi sono imbattuto in questo termine così evocativo. Il Lampo Gamma è la più potente manifestazione energetica dell’universo e, sognando un album dalle sonorità molto potenti, ho deciso di chiamarlo così…

A cosa ti ispiri quando componi?

Alla natura (in questo caso lo spazio cosmico), al cinema, alla letteratura, al teatro, alla pittura, alle persone, ai loro comportamenti e soprattutto alla musica (in ogni sua espressione).

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Gli elementi fondamentali della mia musica sono due: la melodia e il senso ritmico. Le qualità riscontrabili, a mio avviso, sono la freschezza e la difficoltà nel catalogare in uno stile riconoscibile l’intero lotto. Cerco di rispettare sempre la forma canzone, evitando assoli prolissi e concentrandomi maggiormente sul timbro del mio strumento.

Come nasce un tuo pezzo?

Come ho già detto in altre occasioni, non c’è una prassi; alcune volte una progressione di accordi riesce a dar vita a nuove melodie che velocemente registro, altre volte l’idea nasce da un semplice riff, altre ancora parto dalla stesura del testo come inizio di una nuova song.


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Direi, senza dubbio, “Distant Planets”. La pre-produzione di questo brano è stata molto più lunga ed impegnativa rispetto alle altre tracce e dal punto di vista emozionale i contenuti socio-politici ed i rimandi alla forza della natura ne fanno, per me, il brano di maggior spessore. Nonostante i ripetuti ascolti provo attualmente una fortissima emozione risentendola.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Jimi Hendrix, Mike McCready, Joe Satriani, Billy Corgan, REM, Social Distortion, Green Day, Guido e Maurizio De Angelis ed Ennio Morricone.

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

Sicuramente studiare, suonare il più possibile dal vivo e trovare il tempo per comporre nuova musica.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Stiamo organizzando un tour nazionale che partirà dal teatro “Flavio Vespasiano” di Rieti il 12 maggio e che, viste le premesse, ci porterà probabilmente di nuovo all’estero. Il nostro sito www.andreasalini.com ed i social verranno costantemente aggiornati.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

A mio avviso la scena musicale italiana gode di ottima salute, c’è molto fermento e moltissimi artisti preparati; tuttavia la strada per il successo è molto lunga e sono necessari sforzi quotidiani prolungati nel tempo. Io nel mio piccolo cerco di dedicare molto tempo allo studio e alla ricerca. Le problematiche più consistenti risiedono, secondo me, nella mancanza di una regolamentazione nazionale che possa realmente tutelare i musicisti nello svolgimento delle loro funzioni e nella sicurezza per il loro futuro.


Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Senz’altro è stato per me un grande aiuto e rappresenta una grandissima rivoluzione in ambito musicale. Come mezzo potentissimo e portatore di progresso deve essere utilizzato con la dovuta cautela perché ricevere e dare notizie in modo così veloce ed economico può generare confusione e far perdere tempo agli artisti che possono essere sottovalutati o sopravvalutati.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Spero molto, perché compongo e suono solo quello che mi emoziona e questo è alla base del mio lavoro…

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Ce ne sono molti! In ambito rock (se parliamo di sogni!) con i Pearl Jam. Per quanto riguarda il mondo delle colonne sonore (il cinema mi ispira molto ed ho sempre inserito nei miei lavori un pezzo strumentale che porta il nome di una pellicola celebre) naturalmente Ennio Morricone.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Molto volentieri….: siate sempre curiosi, l’ispirazione è nell’aria, basta saperla aspettare! Grazie per questa bellissima intervista… Long Live Rock’n’Roll!!!

Maurizio Mazzarella