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domenica 26 giugno 2016

Metal On Air - #12


Nella puntata numero dodici di #MetalOnAir spazio alle news di #Evergrey, #Airbourne ed #ExDeo, a seguire la #Chart che incorona i #Denner/Sherman, il #BestLiveAlbum e #BlastFromThePast con i #Sepultura protagonisti. Per la prima volta il #FlopAlbum che boccia i #GreatMaster e una chicca imperdibile per chi ci segue. Vi aspettiamo #potenti su #Metal On Air! 

lunedì 20 giugno 2016

Metal On Air - #11


Nella puntata numero #undici di #MetalOnAir si parte con le news riguardanti #IanPaice, #InFlames e #GraveDigger, a seguire la #Chart che incorona i #Rage di #PeavyWagner. Il #BestLiveAlbum è una chicca dei #DeepPurple, mentre #BlastFromThePast è riservato ai #Moonspell. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!

venerdì 17 giugno 2016

Raff Sangiorgio, disponibile il video per chitarristi di Quick Trigger!

Quick Trigger, il nuovo video dal vivo per chitarristi, eseguito da Raff Sangiorgio (chitarrista dei death metallers tecnici italiani Gory Blister), si può vedere nel link sottostante: 


La clip è stata estratta dal debut album solista dell'artista intitolato "Rebirth", uscito nel corso di marzo 2016 tramite Sliptrick Records. 

Per ulteriori notizie basta seguire la pagina facebook di Raff Sangiorgio: 




Enzo And The Glory Ensemble, disponibile il Dossier di presentazione di In The Name Of Father

E' finalmente disponibile il Dossier di presentazione di In The Name Of Father, la splendida opera musicale di Christian Metal realizzata da Enzo Donnarumma con il moniker Enzo And The Glory Ensemble. Poco più di sedici minuti in video che sintetizzano la passione dei tantissimi ospiti che hanno preso parte al progetto, mostrando diversi momenti del "dietro le quinte". Lo stesso Enzo Donnarumma espone in modo accurato, ogni singolo frammento che ha portato alla costruzione di un progetto dalle potenzialità incredibili. Assolutamente da estasi la lista dei musicisti che hanno preso parte ad In The Name Of Father oltre allo stesso Enzo Donnarumma: Marty Friedman, Kobi Farhi (Orphaned Land), Ralph Scheepers (Primal Fear), Mark Zonder (Fates Warning & Warlord), Gary Wehrkamp e Brain Ashland (Shadow Gallery) e Nicholas Leptos (Warlord). Altri ospiti coronano il sound dell’opera: Tina Gagliotta (Poemisia), Amulyn (Whispers from Heaven), Pierpaolo Jemmo (Ars Divina) e Alexein Megas (Members of God). 

Il Dossier di In The Name Of Father è visibile al seguente link: 

Egidio Maggio, serata live al Mon Rève Resort di Taranto il 24 Giugno

La Rassegna estiva 2016 del MON REVE Resort, partita con grande successo con lo spettacolo comico di Chicco Paglionico, prosegue con il primo appuntamento “live” della stagione. Saranno tanti gli Artisti che renderanno speciale l’estate del Mon Reve, molti dei quali di caratura nazionale ed internazionale come Saule Kilaite, un gran ritorno a Taranto dopo il successo dello scorso anno alla “Notte della Cultura”; Mister David ed Andreanne Thiboutot con spettacoli di “Beach Art” riservati ai soci; Barbara Foria, l’attrice di “Colorado” beniamina delle donne. Tornando ai “live” il primo ospite sarà il noto chitarrista tarantino Egidio Maggio e la sua Move'n Go Band. Egidio Maggio, reduce dalla brillante pubblicazione del suo primo album da solista "Me", conosciuto per le sue tante collaborazioni in ambito nazionale ed internazionale, tra cui spiccano i nomi di Checco Zalone, Zelig, Mia Martini, Mariella Nava, Paolo Vallesi e L'Orchestra della Magna Grecia con Tony Hadley (Spandau Ballet), sarà di scena il prossimo Venerdì 24 di Giugno presso la splendida cornice del Mon Rève Resort, in Via Pesca Mazzisciata, 1 - Litoranea Salentina - Taranto, uno dei luoghi di maggiore bellezza del territorio pugliese. "Me", questo il titolo del nuovo album di Egidio Maggio, edito dall'etichetta Officina Musicale, descrive a 360° lo stile dell'Artista, spaziando tra diversi generi come il Rock, il Funky, il Blues ed il Jazz. "Me" inoltre può essere letto sia in versione italiana che in inglese nella descrizione singolare del termine, ma anche come l'acronimo dell'Artista raccogliendo le iniziali del proprio nome. Egidio Maggio sarà accompagnato dai musicisti Felix Di Turi alla batteria, Beppe Sequestro al basso, Mirko Maria Matera alle tastiere, Francesco Lomangino al sax. Il tecnico del suono sarà invece Giuseppe Mariani. Il concerto, che sarà ripreso interamente per una prossima pubblicazione su territorio nazionale, sarà anche trasmesso in diretta streaming. L'inizio del concerto è fissato per le ore 21,30 e l'ingresso è gratuito su invito. 

 Per ulteriori informazioni: 099 731 2185 – 393.9044880 www.monreve.it - info@monreve.it - www.facebook.com/mon.reve11/

mercoledì 15 giugno 2016

DAN LOGOLUSO - Back From A Journey

Noto per aver fondato una band seminale in ambito della scena metal tricolore del calibro dei Timesword, Dan Logoluso dopo aver raccolto un folto numero di consensi, si cimenta nel primo lavoro da solista, supportato alla batteria di un grande professionista del settore come John Macaluso. Back From a Journey è un'autentica perla musicale, fatta di musica ispirata e tecnica mostruosa, caratteristiche che ipnotizzano l'ascoltatore in un mare estatico, rimarcando non solo il talento di Dan Logoluso da un punto di vista strumentale, bensì anche da una dimensione compositiva. Già con l'opener Outdoor si ha l'impressione di avere di fronte un vero e proprio capolavoro, con assoli stratosferici, ritmi duri e possenti, supportati da un ambiente musicale stellare. Stillness a seguire vede Dan Logoluso rallentare, puntato sul lato più sentimentale dello strumento, differentemente With Heart si districa su tonalità più frizzanti, che riescono a collegarsi egregiamente con la sezione ritmica. Si giunge a One More Step, un brano che ha il sapore della ballata, con un mix di assoli elettrici ed acustici, un colpo di genio che esalta notevolmente l'estro dell'artista. Birth recupera un suond blues, dai connotati anni settanta, The Fight invece mette in luce l'anima più heavy du Dan Logoluso, che riesce ad esaltarsi con una prova di iper velocità autentica. Arriva poi True Love, un altro momento di forti emozioni, seguito da Power Of Life, una vera e propria mazzata, con Macaluso che picchia duro sulle pelli e Dan Logoluso che si districa tra assoli taglienti e pungenti, ma sempre molto melodici. Con Straight Ahead si sbarca nella parte conclusiva del disco, tra armonie esaltanti e frammenti di pura estasi. La chiosa è invece affidata a Swollen River, un brano complesso, tra i meno immediati di Back From a Journey, ma probabilmente il migliore non solo da un punto di vista tecnico e compositivo, bensì squisitamente emotivo. Con Back From a Journey, il bravo Dan Logoluso ha superato se stesso. Tanta buona musica e tanto talento combinati, aspetti che non possono passare inosservati.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

martedì 14 giugno 2016

GIOVANNI VERINI SUPPLIZI - Bassa Fedeltà

SG Edizioni
Davvero singolare scrivere un libro incentrato sulle peripezie ed i travagli quotidiani di chi ha scelto una strada difficile come quella di possedere, al giorno d’oggi, un negozio di dischi, meglio ancora se la narrazione avviene per mano del protagonista, lo stesso che ha anche partorito un’idea così originale. Ed allora scopriamo la storia di Giovanni Verini Supplizi, uno di noi, tanto appassionato di musica, ma anche tanto coraggioso e determinato, da volerne a tutti i costi fare un mestiere. Sicuramente nel 2001, anno in cui il nostro ha aperto il suo mitico Wanted Record in quel di Bari, la situazione del “download” era sotto controllo, così come il mercato discografico, seppure in trend calante, riusciva ancora ad assicurare cospicui introiti agli addetti ai lavori lungo tutta la catena di produzione (a partire dagli artisti, per finire alla vendita…). Nonostante questo, i conseguenti musi lunghi in famiglia ed i dubbi degli amici saranno stati per un po’ all’ordine del giorno ma tant’è… Oggi Wanted Record è una realtà che continua ad offrire i suoi servigi ai collezionisti più attenti ed esigenti, ma che succede quando vi entra il più sprovveduto degli avventori? Se avrete il piacere di procurarvi il libro di cui stiamo parlando, ne leggerete davvero delle belle !!! Da ridicolissime affermazioni del falso saccente di turno, a base di incredibili scambi di artisti e notevoli “perle” d’ignoranza musicale, fino alle richieste più rocambolesche che mai (copie di cd, sconti, prestiti, pagherò…). Non mancano anche episodi più amari necessariamente anonimizzati… Quello che palesemente traspare è la notevole dose di ironia con cui l’autore, col senno di poi, ha raccontato tutti questi accadimenti come sorta di catarsi o terapia contro le amarezze e le frustrazioni sopportate in tanti anni. Lo stile di scrittura è davvero amabile e scorrevole, inoltre il testo è arricchito dalle brillanti ed efficaci vignette di Roberto Cavone, un vero e proprio valore aggiunto. Edito da SG Edizioni (una ramificazione della ormai storica Crac Edizioni), lo consigliamo fortemente come ideale divagazione sul nostro tema preferito. 

Voto: 9/10 

Salvatore Mazzarella

WORMHOLE - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Ciao! Il nostro nuovo disco si chiama “Songs from the Counter Island” e rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato sin dalla pubblicazione di “The String Theory”, quattro anni orsono. Innanzitutto, è il prodotto del consolidamento della nuova line-up che vede Andrea alla chitarra e Giuseppe al basso, insieme a Francesco, Paolo e Valentina, nucleo storico della band. In particolare, l’apporto compositivo di Andrea ha permesso ai Wormhole di compiere un passo in avanti verso atmosfere più oscure e “sabbathiane”, mantenendo comunque la componente gothic e wave che emerge da sempre nei nostri pezzi. Per quanto riguarda il disco, si tratta di un concept declinato in nove tracce che seguono una sorta di ellissi cosmica con visioni e immagini tratte dagli angoli più remoti della galassia, ispirato all’opera di Asimov, Bradbury e Lovecraft ma anche alla rielaborazione personale di leggende ancestrali, il tutto messo insieme dalla teoria per cui le debolezze e i sentimenti “umani” sono tali anche se sviluppati e vissuti agli antipodi dello spazio/tempo. Se non è un Wormhole questo… 

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Siamo nati nel 2003 a Ferrandina, in provincia di Matera. Abbiamo iniziato come quartetto, partendo da quello che era il nostro principale background, il punk/hardcore, e aggiungendo man mano elementi oscuri e sperimentali al sound. L’idea era sostanzialmente quella di mescolare linee vocali melodiche e eteree con un tappeto musicale a tratti heavy e a tratti più vicino al “post”. Successivamente, tra alcuni cambi di formazione, abbiamo pubblicato un demo omonimo e autoprodotto nel 2004, l’EP “Longing for Darkness” nel 2007, per poi approdare alla Crash Sound di Leandro Partenza, per cui sono distribuiti i nostri due full length, “The String Theory” e “Songs from the Counter Island”.

Come è nato invece il nome della band?

Non è stata una nostra idea. Ce l’ha suggerito un nostro amico che ha seguito e supportato sin dagli inizi il gruppo. Ci ha affascinato l’idea di estendere l’idea di wormhole dal campo della fisica a quello della musica: di conseguenza, il concetto è diventato uno dei nostri capisaldi.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere?Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Come dicevamo poc’anzi, entrambe le definizioni sono valide nel caso dei Wormhole: ci ispiriamo a tematiche “cosmiche” ma fortemente radicate nella quotidianità, nel tema del viaggio come ricerca interiore e come eterno ritorno alle proprie origini, e ciò è valido soprattutto per l’ultimo disco. Sarà perché siamo ormai una band “dislocata” (Francesco e Valentina vivono in Emilia, gli altri tre in Basilicata) e dunque la nostra condizione rende quasi inevitabile trattare determinate tematiche piuttosto che altre. I testi hanno sempre rappresentato una parte importante dell’economia della band, basati da sempre sulla celebrazione degli opposti e sul punto di incontro tra essi, metafora stessa dei Wormhole. 


Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Le melodie, gli arpeggi, i contrasti sono parte integrante del nostro sound, rappresentando al contempo anche il nostro miglior biglietto da visita. Certo, è fondamentale avere una mente aperta e non rifiutare a priori la presenza di una melodia delicata su un sostrato heavy, o magari un momento acustico che precede una variazione oscura. Tirando le somme, il nostro disco ha tutto questo – e anche di più – assumendo se possibile un taglio “internazionale” e slegato da sterili definizioni di genere. 

Come nasce un vostro pezzo?

Dipende dai casi. In passato passavamo interi pomeriggi ad improvvisare. Ne abbiamo testimonianza su una serie di cassette (all’epoca funzionava così). Da questo lavoro tiravamo fuori i riff interessanti per poi dettagliare man mano le canzoni nelle diverse versioni successive. In seguito, per questioni logistiche, abbiamo invece cominciato a lavorare ognuno per conto proprio. Durante le prove si assemblavano le varie idee. Altre volte la musica è stata interamente scritta da un solo componente (vedi The Counter Island o Lost In The Blue). I testi sono sempre stati aggiunti a canzone completa.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Si tratta sicuramente di “Dawn On Deimos” (da cui è stato tratto anche il videoclip promozionale), che in fase embrionale è stato il primo scritto specificatamente per l’album. In più, in fase di composizione ha visto lo sforzo congiunto di tutti noi, e dal punto di vista testuale ha fornito lo spunto più forte per il concept, incentrato com’è su una storia di sogni infranti ed esilio volontario, dal Pianeta Rosso delle Cronache Marziane al suo brullo satellite Deimos, appunto. Come già detto, la commistione tra riferimento letterario e sviluppo personale è un po’ il leitmotiv di molti dei testi… in realtà, sul disco c’è anche un altro pezzo a cui siamo particolarmente legati: si tratta di “The Prudence Of Sannias”, il primo pezzo in assoluto composto dai Wormhole (nel 2003) e registrato qui per la prima volta, tanto che vede dietro il microfono la nostra prima singer, Marfa, che ha partecipato anche al live organizzato in occasione del release party. Futuro e passato insieme, insomma… 

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Abbiamo le influenze più disparate e cangianti. Nei nostri brani puoi leggere influenze hard rock, gothic, metal, post rock e qualche tocco di elettronica. Non c’è una band che prevalga sulle altre e che ci metta tutti d’accordo.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

È da un po’ di tempo che la nostra attività live si è drasticamente ridotta, sostanzialmente per via del “dislocamento” di cui sopra; in ogni caso, stiamo prendendo accordi per delle date live, per cui occhio al calendario nei mesi estivi o anche a partire dal prossimo autunno! In più, ci piacerebbe realizzare anche un altro videoclip, che andrebbe ad affiancare “Dawn on Deimos”: sarà pronto appena decidiamo lo storyboard…

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Difficile pensare ad un disco live, per ora. In futuro, chissà… abbiamo spesso arrangiato i nostri pezzi in versione acustica, per cui non è esclusa una possibile release che evidenzi entrambe le “anime” dei Wormhole. Certo, avrebbe senso in presenza di un’attività live più serrata di quella attuale, decisamente.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Sulla scena musicale italiana il discorso sarebbe lunghissimo, anche perché stiamo parlando di uno scenario con mille sfaccettature che è difficile poter definire come una scena unica. Semmai ci sono, o ci sono state, “scene” singole, che però oggi come oggi hanno poca comunicazione l’una con l’altra, per non parlare dei problemi al proprio interno. Come band, abbiamo spesso pagato il dazio di una scelta coraggiosa e fuori dagli schemi, che ci ha portato da un lato ad essere additati come “troppo commerciali” dalle frange più integraliste, mentre dall’altro appariamo troppo “ostici” per il filone mainstream. Ciò detto, noi suoniamo la nostra musica, non seguiamo canovacci predefiniti e non amiamo le critiche gratuite, specie se si basano sull’ascolto di un pezzo su dieci o peggio sulla semplice visione di una foto promozionale. O ci amano o ci odiano, e non è un modo di dire… 

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Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Sicuramente non ci ha danneggiato. Diciamo che è cambiato il modo di relazionarsi. Prima della diffusione di internet ci si scambiava informazioni e musica per posta, si scriveva su fanzine cartacee e si incontravano le persone ai concerti. Ora è tutto più immediato, ma l’offerta è enorme e non sempre di qualità.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Mah, di sicuro il nostro non è uno stile in cui si tende a far emergere il singolo, o roba simile. Abbiamo sempre messo tutto al servizio del risultato finale, senza che ci fossero “prime donne” o prevaricazioni di alcun tipo. Eccezion fatta per l’assolo di “Death Star Nemesis” che vede ospite il buon Domenico Montemurro, altro nostro ex compagno di viaggio: quella sì, che è roba di alto livello…

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Potendo sognare, sarebbe fantastico sentire un solo di Tony Iommi su un nostro brano.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ma certo! Ascoltate “Songs from the Counter Island” e lasciatevi trascinare dagli scenari sonori lì presenti. Scriveteci, fateci sapere che ne pensate: ci trovate come di consueto all’indirizzo www.facebook.com/wormholeband. A presto!

Maurizio Mazzarella

lunedì 13 giugno 2016

Metal On Air - #10


Nella puntata numero 10 di #MetalOnAir si parte con le news tra cui risaltano le novità in casa #Sodom e #RunningWild. A seguire la Chart che incorona i danesi #Volbeat, il best live album della settimana ed infine #BlastFromThePast. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!

domenica 5 giugno 2016

Metal On Air - #9


Nella puntata numero #9 di #MetalOnAir si parte con le novità dal mondo dei #DeepPurple, con a seguire la #Chart che incorona i #LacunaCoil. La sezione live album ci riporta all'inizio degli anni ottanta con i #Rainbow mentre la finestra sul passato è dedicata ai #Therion. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!