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Odyssea

martedì 9 febbraio 2016

VANEXA - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con due nuovi brani, potete presentarli ai nostri lettori?

Silvano Bottari: Certo, i titoli dei due brani che anticipano l'uscita del nuovo disco sono “Too Heavy To Fly”, che darà il titolo all' album e “Paradox”.

I Vanexa sono attivi già prima degli anni ottanta, come siete nati, quali sono le vostre origini?

Silvano Bottari: Io e Sergio abbiamo iniziato a suonare verso la fine dgli anni '70, quindi il nostro background musicale attinge molto dall' Hard Rock, ma con l'inizio degli anni ottanta siamo stati travolti dal nuovo sound dell'Heavy Metal che proveniva soprattutto dall'Inghilterra. Da lì a poco uscì il nostro primo lavoro, anno 1983.

Come è nato invece il nome della band?

Silvano Bottari: Inizialmente il nome della Band era Vanessa (simbolo la farfalla) e cantavamo in italiano, ma per noi la lingua italiana imponeva dei limiti a livello musicale, il nostro sound diventava mese dopo mese più heavy, quindi abbiamo sentito il bisogno di cantare in inglese e di indurire anche il nome della band.

Cosa è cambiato con il recente ingresso in formazione del chitarrista Pier Gonella? Ed il nuovo cantante Andrea Ranfa?

Silvano Bottari: Con l'ingresso di Pier e Andrea direi tutto: è grazie a loro se io e Sergio ci siamo rimessi in gioco. Dopo diversi anni abbiamo trovato finalmente il cantante ideale per i nuovi Vanexa. La voce di Ranfa si sposa perfettamente con il groove del nostro sound, a metà strada tra l'Hard Rock e il Metal, mentre Pier attualmente è uno dei migliori Guitar Heroes della penisola: ha quel chitarrismo heavy, tagliente e moderno che probabilmente ci serviva per completare il nostro nuovo lavoro. L'abbinata con il chitarrista talentuoso Artan Selishta, che ormai è con noi da alcuni anni, è perfetta! I loro due stili chitarristici creano una miscela originale ed espolsiva e un suono più compatto rispetto agli album precedenti incisi con il grande Roberto Merlone, primo chitarrista della band.

Siete già in studio a registrare il disco nuovo? Della produzione si occuperà Gonella presso i MusicArt?

Pier Gonella: Sono felicissimo che i Vanexa mi abbiano affidato la produzione del nuovo album perchè si tratta di una band che ho vissuto per anni come "fan". I due pezzi “Too Heavy To Fly” e “Paradox” hanno ottenuto una visibilità anche molto superiore alle nostre aspettative, finendo in cima alle classifiche di vendite di tanti negozi web. La produzione è stata osannata ovunque e questa per me è una grande soddisfazione. Sia chiaro che il merito non è mio ma dell'intera band. C'è una grande armonia di lavoro per cui alla fine si raggiungono i risultati sperati molto velocemente. Tutti i Vanexa hanno tanti anni di esperienza alle spalle ed il mio lavoro di fonico ne beneficia parecchio. Lavoro ormai da anni in MusicArt e mattone dopo mattone la struttura è sempre piu' all'avanguardia in termini di esperienza e di strumentazione. MuscArt è il quartiere generale per i miei corsi di chitarra, ma ormai è anche la base di lavoro per Necrodeath e Mastercastle, tanto che molti dei loro membri lavorano come insegnanti nei corsi di musica.

Avete intenzione di realizzare anche una versione su vinile o qualche formato particolare?

Silvano Bottari: Sicuramente, per noi il vinile è d'obbligo, uscirà in Ltd ed. per la Black Widow, una delle poche etichette italiane che cura sempre in modo particolare l'artwork delle proprie produzioni, Abbiamo commissionato la cover ad un artista straordinario, Franco Ori, (vi consiglio di andare a vedere i suoi lavori sul suo sito), conosciuto ovunque nel mondo della musica per le sue opere dedicate ai più grandi musicisti della storia, da Hendrix ai Rolling Stones, Kiss e altri. Sta già lavorando alla nostra cover e l' idea di preparare la copertina per un gruppo Metal lo stimolava parecchio. Sono sicuro che il risultato sarà strepitoso secondo la migliore tradizione delle covers degli anni 70/80.

Come nasce un vostro pezzo?

Silvano Bottari: Alcune idee erano già in  embrione prima dell'arrivo di Pier e Ranfa, ma con loro sono state sviluppate e riarrangiate. Devo dire che mai come ora c'è stato, nella stesura dei brani, un gioco di squadra completo: ognuno di noi ha contribuito, attraverso le proprie esperienze , a personalizzare e migliorare i brani.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Silvano Bottari: Abbiamo curato di più i testi rispetto al passato. Per me è stato molto stimolante contribuire alla stesura, insieme a Ranfa, di alcuni brani come “Too Heavy To Fly”, che rispecchia a pieno la nostra storia di band.

Andrea Ranfa: Si, i testi sono dettati dalla quotidianità in generale. Infatti hanno tutti una velata componente di tristezza, ma nello stesso tempo, incitano a riflettere e a reagire a tutte le difficoltà della vita. D'altronde i fatti politici, quotidiani e perfino musicali non rispecchiano più le richieste del quotidiano. Nel brano Paradox, viene espressa la sintesi della filosofia dell'intero album.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Silvano Bottari: C'è sempre il groove violento che ha caratterizzato i nostri primi album, dato che la sezione ritmica è rimasta la stessa. Con l'esperienza acquisita nel tempo tuttavia abbiamo posto maggiore attenzione alla cura dei dettagli negli arrangiamenti, nelle armonie e nelle melodie vocali, questo grazie anche allo straordinario talento di Pier e Ranfa. Ci siamo concentrati molto su questo, il nostro obiettivo è fare delle canzoni che rimangano! Abbiamo notato che ultimamente nel panorama Metal manca l'originalità delle bands, forse per colpa dei produttori, i nuovi gruppi si assomigliano un po'tutti, manca la personalità. Il nostro nuovo album sarà una testimonianza della grande passione di 5 musicisti, che hanno e stanno dedicando ancora la loro vita per l'Heavy Rock. Non ci sono trucchi sonori, compiacimenti al commerciale, la nostra musica è suonata veramente e ancora con molto sudore, e il pubblico se ne accorgerà quando verrà ad ascoltarci dal vivo!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Silvano Bottari: Troppe!!!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Silvano Bottari: L'album uscirà per Marzo/Aprile  e non a Febbraio come annunciato precedentemente, il missaggio ci stà portando via parecchio tempo. Abbiamo tutti voglia di suonare dal vivo, quindi il modo migliore per noi di promuovere l'album è salire sul palco; è ancora prematuro sapere quando, ma abbiamo intenzione di fare molti concerti.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Silvano Bottari: In Italia ci sono grandi problemi in questo momento a tutti i livelli, la musica chiaramente ne ha risentito in maniera particolare (anche se non ha mai brillato per la musica Rock), le giovani band pur di suonare in giro accettano il compromesso di cover band o tribute band, ma in questo modo non ci sono nuove idee e si azzera la creatività anche a chi probabilmente la possiede. Spero che in futuro cambi qualcosa.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Silvano Bottari: Io sono stato sempre molto scettico riguardo le nuove tecnologie però devo ammettere che i risultati che ci ha dato “Amazon”(dove da un mese c'è la possibilità di scaricare in anteprima  due brani del nuovo album), sono stati incoraggianti. La prima settimana i brani sono schizzati al primo posto della classifica di vendite ondine settore Hard/Metal, ciò significa che le nuove generazioni usufruiscono molto della musica digitale. Parallelamente comunque c'è ancora un mondo alternativo di appassionati di musica che segue e ama il supporto classico Cd/Vinile e che noi accontenteremo sicuramente.

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Silvano Bottari: A proposito di questo stiamo lavorando per uno special guest sul nuovo album, niente di sicuro ma vi faremo sapere…

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Pier Gonella: Venite a trovarci sul portale facebook dove troverete aggiornamenti sull'album che stiamo sfornando!


Maurizio Mazzarella

sabato 6 febbraio 2016

Metal On Air, Puntata 3



Ecco a voi la Terza Puntata di Metal On Air!


MASTERDOM - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Salve a tutti, il nostro disco "Schizophrenia" è un mix di sonorità che spaziano tra l'Heavy Metal di stampo classico e l'Hard 'n Heavy anni '80...con influenze Speed e Progressive. Otto tracce tra cui una cantata in italiano, e in chiusura una cover in versione metal di "El Diablo" dei Litfiba.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

I MasterdoM sono nati nel 2005, inizialmente il nostro genere era Power Metal, ma col tempo il sound si è spostato a quello che è oggi. Tra il 2006 e il 2010 abbiamo inciso tre Demo, "Angelic Riot", "The Metal Goddess" e "Wings Of Freedom". In questi anni ci sono stati vari cambi di line-up, ma due anni fa con l'abbandono del nostro tastierista c'è stato un vero e proprio taglio alle parti sinfoniche... avendo deciso di continuare la nostra strada senza un nuovo tastierista. Ovviamente questa decisione ha portato il sound MasterdoM ad essere più duro e graffiante.

Come è nato invece il nome della band?

La ricerca del nome della band non è stata facile, è stato il nostro chitarrista ritmico Thomas a trovare il nome "MasterdoM", si riferisce alle parole "signoria", "padronanza", "dominio"...la parola MasterdoM è presente anche nel "Macbeth" di Shakespeare.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Non abbiamo proprio delle tematiche fisse, diciamo che si spazia da testi epici come ad esempio "MasterdoM","Never" e "Glory In The Night" a testi di vario genere. Al momento abbiamo scritto solo testi di pura fantasia, però in cantiere abbiamo già materiale con tematiche nuove che non abbiamo mai trattato, come ad esempio situazioni realmente accadute riprese nella storia.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Non ci piace fissarci su una sonorità specifica e rischiare che tutte le canzoni si assomigliano. In questi anni abbiamo cercato di dare ad ogni canzone una venatura diversa, comunque tutto inerente al metal ottantiano, possiamo dire che un appassionato di quello stile potrà apprezzare in nostro disco.  

Come nasce un vostro pezzo?

Non seguiamo una vera e propria logica, generalmente partiamo da vari riff di chitarra, e dopo averli elaborati aggiungiamo gli altri strumenti. Ma è già successo che per alcune canzoni abbiamo scritto prima le parole...deciso come doveva essere cantato il pezzo e successivamente abbiamo scritto la base.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Senza dubbio Schizophrenia... infatti l'abbiamo scelta come title track del disco. Un testo dal significato "pesante",chitarre potenti e strofe cantante in screaming che danno proprio la sensazione di "malato". A nostro gusto una canzone ben riuscita da tutti i punti di vista...sia emotivi che tecnici.  

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Ci sono molti gruppi che ci piacciono, in primis Iron Maiden e Manowar...ci hanno dato molta ispirazione nella stesura della nostra musica. Soprattutto album storici come "The Number of the Beast" e più  moderni "Brave New World" per gli Iron... e "Kings of Metal", "Louder Than Hell" e "Hail to England" per la band di Joey DeMaio. Ma vogliamo citare altre band a noi care come Judas Priest, Iced Earth e i Motörhead del compianto Lemmy Kilmister. 

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Adesso siamo concentrati sulla promozione del CD, per quanto riguarda le date live con il nuovo album ci sono già state, e ce ne saranno sicuramente in futuro. Il prossimo traguardo da raggiungere è la registrazione del nostro primo videoclip, con una canzone estratta dal nostro disco "Schizophrenia". Una mossa da fare per forza per promuovere la nostra musica e la band.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

C'è ancora molta strada da fare comunque non si sà mai nella vita, intanto il nostro primo disco è stato fatto, noi cercheremo sempre di andare avanti e fare sempre di più, e forse alla fine arriverà anche l'album da vivo e il DVD targato MasterdoM.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Sicuramente il nostro genere in Italia non è molto seguito, diciamo che è un genere di "nicchia", se poi entriamo nello specifico dell'underground le cose si complicano di più. Invece basta pensare al metal in generale proposto ad esempio nei paesi scandinavi e in Germania per trovare una scena metal in continua crescita e sviluppo.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Sinceramente a noi ci ha dato una mano...Il nostro album "Schizophrenia" è uscito sotto la label Nerocromo Music/Heart Of Steel Records di Mirko "DeFox" Galliazzo, storico cantante degli X-Hero. Etichetta discografica che lavora solo sui canali digitali. A parer nostro più facile e veloce rispetto al passato con la vendita del cd fisico in negozio. Molto importanti sono anche i social network, Facebook e Twitter i più famosi... anche grazie a loro un gruppo può avere una bella vetrina sul web. 

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Non possiamo parlare di talento o meno, un musicista o una band deve suonare la musica che sente dentro. Ci deve essere impegno e dedizione allo strumento, generalmente con queste cose un musicista si sente ripagato al massimo. 

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

In "Schizophrenia" non abbiamo avuto collaborazioni esterne. Solo una volta, in "The Metal Goddess", seconda nostra Demo, c'è stata la partecipazione in "The Shadow" di Chiara Luci, cantante dei Seventh Seal. Per le prossime release non si sa , vedremo che ci riserverà il futuro.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ringraziamo Giornale Metal per lo spazio che ci ha concesso, invitiamo tutti a visitate il nostro sito internet (www.masterdomband.net) e i nostri social. Il disco è disponibile su tutti i digital store e canali streaming. E nella sezione merchandising del sito potete prenotare una copia fisica, oppure a qualsiasi nostro concerto. Un saluto rock da tutti i MasterdoM. 

Maurizio Mazzarella

mercoledì 27 gennaio 2016

RHAPSODY OF FIRE - Intervista alla Band


Recentemente è uscito l’ultimo disco in studio dei tuo Rhapsody Of Fire. Come è stata studiata la stesura di questo lavoro?

Ho iniziato a lavorare sulle prime idee per ‘Into The Legend’ quasi 3 anni fa. Avevo già scritto materiale, come parte della suite ad esempio, anche se ancora non l’avevo completata. Il fortissimo entusiasmo ed energia che ho vissuto durante tutto il processo lavorativo dell’album è stato davvero notevole, ma è stato anche grazie alla consapevolezza di volere creare un album che lasci il segno e che si sovrapponga ai lavori precedenti a darmi l’impulso. Comporre, creare, arrangiare, consapevole che poi in studio le parti sarebbero state registrate da una band cosi forte ti fa lavorare con estremo piacere.

Come è avvenuta la selezione dei singoli brani presenti di Into The Legend? 


Sono 20 anni che scrivo musica e non ho mai creato 20 brani per poi selezionarne 10 da inserire in un album. Non fa per me. Io parto da zero e compongo 10 brani, tanto per fare un esempio, e li compongo sapendo che faranno tutti parte dello stesso album. Li compongo con questa visione, anche seguendo una certa logica di successione dei brani, quindi ci lavoro duramente, come se fosse l’ultima cosa che faccio. Ho questo approccio in tutto nella vita, che sia una brano o un allenamento in palestra. Non mi risparmio mai. L’unica eccezione è stata “The Kiss Of Life” che avevo iniziato a comporre per “Dark Wings Of Steel” ma che ho preferito tenere da parte.

A cosa ti ispiri quando componi un tuo pezzo?

Film, immagini, fotografie, melodie, idee, ricordi, stati d’animo e tanti altri elementi che fanno parte di noi. Molto spesso compongo con la precisa intenzione di stimolare la fantasia di chi ascolta, compongo come se si trattasse di descrivere un film o una situazione emozionante.

Quali sono le differenze tra Into The Legend ed il suo predecessore?

Trovo importante dire che “Dark Wings Of Steel” è l’album che volevo fare in quel preciso momento storico della band. So che ha diviso i fans, c’è chi lo adora e chi dice che non rispecchia la nostra tipica tradizione musicale. A me piace molto e ci tengo a dire che è frutto di passione e di scelte musicali ben precise e mai lasciate al caso. Come già saprete ho la tendenza a lavorare su parti orchestrali in stile cinematografico, parti spesso complesse, ed è appunto ciò che ho voluto fare per “Into The Legend”, un album molto più ricco di = elementi tipici che adoro e che hanno reso questa band famosa. Orchestra, cori operistici, cori epici, cori di voci bianche, Baroque ensemble, moltissimi ospiti solisti tra cui la soprano Manuela Kriscak, nonché una produzione meticolosa a partire dalla batteria, basso, chitarre, voce, mix e mastering a Los Angeles. L’intera produzione è durata 7 mesi, tutti passati a Trieste.

Quali sono le tue maggiori influenze da un punto di vista compositivo?

Sono 4-5 anni che non ascolto nulla che possa interferire con le mie composizioni, quindi niente metal. A dire il vero il metal attuale non mi esalta più di tanto. I musicisti sono tutti bravi, ma non sento più quella profondità tipica delle band storiche degli anni passati, sento minestroni, scopiazzature, cd perfettamente confezionati ma che dopo 1 mese che li ascolti li metti da parte. Non dico che ciò che scrivo io sia destinato ad essere ascoltato in eterno, ma questo è sicuramente il mio approccio lavorativo.

Ritieni che questa sia la formazione dei Rhapsody Of Fire più solida della sua storia?

Ci tengo a precisare che non mi esaltano i cambi di formazione, resto sempre dispiaciuto nel vedere come certe persone si comportano e inevitabilmente si mettono nella condizione di essere ‘lanciati’. L’attuale line-up rappresenta la perfezione e spero che duri parecchi anni. Alessandro Sala è un ottimo bassista e soprattutto un nuovo amico. Per me la relazione personale viene prima della capacità di suonare il proprio strumento.

Che musica ascolti attualmente?

Il più delle volte ascolto colonne sonore, poi dipende, se sono a casa preferisco colonne sonore, se invece sono in auto ascolto di tutto, dagli Alter Bridge a Branduardi.

Quale brano di Into The Legend pensi ti abbia impegnato di più da un punto di vista compositivo e quale oggi ti da soddisfazione quando l’ascolti?

Ci sono state alcune parti su cui ho lavorato per settimane, per ricercare la perfezione, ma in genere è stato un processo incredibilmente fluido e ricco d’ispirazione. Tutto l’album mi da soddisfazione, se viene la pelle d’oca a me che l’ho scritto, prodotto, etc. in base alla mia esperienza è un segno molto positivo. Quando ascolto musica creata da me riesco a distaccarmi e ad ascoltarla come se non l’avessi mai sentita prima, questo mi aiuta molto in qualsiasi fase io mi trovi, a casa a comporre o in studio a mixare, e mi ritengo molto fortunato per questo.

Quali pensi siano le differenze tra principali gli ultimi due lavori dei Rhapsody Of Fire se rapportate esclusivamente al tuo strumento?

A dire il vero di tastiere negli ultimi due nostri album ce ne sono pochissime. L’orchestra vera, gli archi, gli ottoni, etc. hanno preso il posto di suoni finti e plastici che non mi sono mai appartenuti. Per essere precisi, l’80% dei suoni orchestrali che senti provengono da strumenti veri, il restante 20% proviene da librerie di estrema qualità che lascio a supporto del suono generale. Per fare un altro esempio, anche l’ensemble Barocco è suonato da strumenti veri e soprattutto originali, cosi come la cornamusa, il cello, flauto traverso, arpa Celtica, violone, clavicembalo, etc.

Quanto è importante la voce di Fabio Lione nei Rhapsody Of Fire?

Io identifico i Rhapsody Of Fire con la voce di Fabio Lione. Quando senti alcune note di voce si capisce subito che è Fabio che sta cantando, il suo timbro è unico e speciale, ormai è un brand.

Lo stile di Fabio Lione come si differenzia tra i Rhapsody Of Fire e gli altri progetti in cui è protagonista come Angra o Vision Divine secondo te?

L’approccio vocale di Fabio nelle band che hai nominato è forse più rock, più progressive a volte e in passato anche più pop. Nella musica dei Rhapsody Of Fire c’è una forte drammaticità, teatralità, e molti altri elementi che nessun’altra band ha. Ecco che la voce di Fabio si trasforma e diventa un tutt’uno con la musica. Numerose sono poi le sfumature e i modi di cantare all’interno di un nostro album, si passa da cantati metal a cantati soavi e poetici ad altri più teatrali ed interpretati.

Ci sarà un tour con delle date dal vivo?

Abbiamo alcune date confermate e stiamo lavorando per un tour in Asia e per un tour in Europa ovviamente. Ci tengo a precisare che i Rhapsody Of Fire sono una band affiatata e pronta a suonare ovunque in qualsiasi momento.

Cosa ricordi della tua esperienza all'Agglutination Metal Festival?

Bellissimo! Nessuno stress, una fantastica giornata di sole, buon cibo e poi la sera dei fans che ci hanno accolto benissimo e un bel concerto in un posto davvero speciale. Speriamo di tornarci in futuro.

La vostra label è molto attiva nelle pubblicazioni live. E' possibile che possa uscire un vostro Bluray o DVD a breve?

La AFM Records è molto attiva e sta facendo un lavoro molto intenso per la promozione di “Into The Legend”, varie edizioni, jewel case, digipak, vinili in colore argento io d’oro, il box set limitato a 1000 copie e molto altro materiale. Mi piacerebbe produrre un Live DVD in futuro, magari tratto da un evento speciale. Ci sto pensando da qualche tempo, forse non a breve ma nel vicino futuro! 

Into The Legend è uscito anche in una forma molto artistica in edizione limitata. Da chi è partita l'idea di creare il box set?

Stiamo parlando del box set limitato a 1000 copie in cui troviamo il drago della copertina di “Into The Legend”, più il cd in versione digipak, il certificato di autenticità, e un messaggio scritto a mano dal sottoscritto sul retro di uno spartito usato per questo nuovo album. AFM Records ha avuto l’idea che ho appoggiato completamente. Noi siamo consapevoli quanto importante sia l’aspetto grafico e gli oggetti da collezione per i nostri fans!

Vuoi salutare i nostri lettori?

Ci vedremo dal vivo molto presto!! Grazie, Alex Staropoli.

di Maurizio Mazzarella


martedì 26 gennaio 2016

Mattia Gosetti, disponibile il trailer de "Il Treno Fantasma"

E' disponibile il trailer della nuova Opera Rock Sinfonica prodotta da Mattia Gosetti (Sirgaus) dal titolo "Il Treno Fantasma". Visitando il seguente link https://youtu.be/l7LHocMApk8 sarà possibile avere un'idea concreta di quella che sarà la nuova produzione di Gosetti, dopo il successo de "Il Bianco Sospiro Della Montagna". Il cast è composto dallo stesso Mattia Gosetti coadiuvato da Sonja Da Col, Andrea Sonaglia, Denis Losso, Matteo Scagnet, Mauro Baldisera, Michaela Donerkcamp, Salvatore Bonaccorso. La parte strumentale, vedrà Mattia Gosetti suonare il basso, Marco Biasin e lo stesso Gosetti le chitarre, Salvatore Bonaccorso la batteria. La cover invece è opera di Andrea Sonaglia.

Per ulteriori informazioni: www.facebook.com/sirgaus

mercoledì 20 gennaio 2016

Simone Gianlorenzi presenta About Her al Planet Rock di Roma

Mercoledì 27 Gennaio 2016 alle 21,30, in occasione dell’uscita su tutti i digital store del suo primo disco da solista About Her, il chitarrista Simone Gianlorenzi salirà sul palco del Planet Club di Roma (www.planetroma.com) per suonare live le tracce dell’album, già uscito in formato fisico cd per la Maqueta Records il 3 Ottobre 2015.
L’album in poco tempo ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico ed ha permesso a Gianlorenzi di “conquistare” la nomination best Italian Guitarist nella lista Best of 2015, stilata dal noto portale guitarlist.it, grazie proprio ad About Her definito album rivelazione dell’anno.

Ad accompagnare Gianlorenzi sul palco ci sarà un accoppiata ritmica di tutto rispetto: Matteo Di Francesco alla batteria e Pino Saracini al basso. 
Ad impreziosire la performance come special guest ci sarà l’elettronica live di Emiliano Torquati.
La band, reduce dal successo dell’incandescente performance all’evento Elettrika Guitar festival di Roma di Dicembre, riproporrà live tutte le tracce del disco, arricchendo la performance con un brano inedito, che verrà presentato in anteprima, jam live e qualche omaggio ai grandi della chitarra.

A conclusione dell’evento, dopo il concerto, verrà proiettato in esclusiva il videoclip del brano Seasons (Stagioni) tratto da About Her, un animated music video prodotto dalla Kaderby Media srl che racconta la vita di Gianlorenzi. 
Un video biografico, in cui il protagonista rivede se stesso mentre attraversa le ‘Stagioni’ dei suoi primi 40 anni: il piovoso autunno dell’adolescenza, in cui tutto è bruscamente interrotto e tipicamente incompiuto; il freddo inverno della prematura maturità, in cui un duro incidente lo costringe a riflettere e a parlare di vita troppo presto; l’attesa primavera del risveglio, in cui sboccia la passione per la musica e per la chitarra; la calda estate dell’ardore, in cui il caso, la sabbia e le vele lo conducono ad incontrare l’amore. 
Un ciclo di vita, che lo porta a riprendere ciò che era stato interrotto, a compiere l’incompiuto.

Gianlorenzi festeggerà così i suoi primi quarant’anni, in musica, suonando sul palco e brindando l’inizio di una nuova era artistica .
Un evento assolutamente da non perdere per tutti gli amanti della chitarra, e della musica rock in generale.

lunedì 18 gennaio 2016

Metal On Air, venerdì 22 Gennaio la prima puntata su TarasTV

La prima puntata di Metal On Air andrà in onda su TarasTV il prossimo venerdì 22 gennaio. Metal On Air è la nuova trasmissione di TarasTV in collaborazione con Giornale Metal ed il Mazzarella Press Office, basata tutta sull'Hard Rock e l'Heavy Metal di qualità. Finalmente su una web TV uno spazio libero tutto dedicato alle band ed agli artisti del momento, arricchito da notizie e novità, con sorprese in ogni puntata e rubriche originali. Metal On Air Chart è la classifica settimanale dei dieci migliori album in uscita proposti dalla redazione di Giornale Metal, Metal On Air Live Album è il disco dal vivo scelto per i nostri spettatori dopo una ricerca accurata, mentre Blast From The Past sarà uno spazio dedicato ad un disco che ha fatto la storia del genere. Metal On Air è una trasmissione libera aperta a tutte le band e gli artisti che hanno voglia di proporre grande musica di qualità. Chi vuole può contattarci alla mail giornalemetal@gmail.com o sulla pagina Facebook di Metal On Air. Seguiteci in massa! Stay Rock! Stay Metal!

lunedì 11 gennaio 2016

ARMONITE - Intervista alla Band



Risponde Paolo Fosso compositore della band:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio. Potete presentarlo ai nostri lettori?

“The Sun is New each Day” è il risultato di 6 mesi di produzione, 9 brani strumentali prodotti dal primo producer dei Muse, Paul Reeve, con mastering agli Abbey Road Studios di Londra. Al basso, Colin Edwin dei Porcupine Tree.

Come si è districata la vostra formazione da musicisti?

Io e Jacopo studiamo musica da quando avevamo 5 anni. Jacopo si è specializzato in violino; io, dopo i primi anni di pianoforte, mi sono iscritto a Composizione al Conservatorio di Milano. Abbiamo una formazione classica, ma certo non possiamo definirci “classici”. Già adolescenti suonavamo in alcune band locali i generi più disparati, dai Beatles ai Dream Theater. Ad oggi Jacopo è orchestrale e insegnante di violino; io lavoro nell’amministrazione musicale.

Come avete scelto il titolo del disco?

"The Sun is New each Day" è l'aforisma di Eraclito che più mi rappresenta. Ricorda che nulla è permanente e non dovremmo diventare schiavi dei nostri pregiudizi. È tanto più vero in questi giorni di crisi economica: la povertà cresce, non c'è più lavoro, e quei pochi che ce l'hanno sono costretti a lavorare troppo e mal pagati. Siamo sicuri che questo concetto di lavoro non sia diventato obsoleto? A questa stregua preferisco lavorare meno, consumare meno, ma dedicare più tempo alla vita, all'arte, alla musica, alla famiglia, alla cultura, alla comunità. 

A cosa vi ispirate quando componete?

La vita e la gente offrono un ampio campionario da cui trarre spunto, in particolare quando muovono dalle nostre passioni: il cinema, la tecnologia, i videogiochi, i libri, i viaggi... Quando leggi un libro o guardi un film, sei investito da una tale quantità di idee da sviluppare che si susseguono come in una sorta di effetto domino. A noi piace partire da lì.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Violino elettrico, basso, batteria e tastiera. Hard rock con accenni di elettronica, classica ed etnica, condito da progressive metal e un pizzico di cultura pop. Abbiamo cercato un sound che potesse in qualche modo avvicinarsi a un pubblico eterogeneo, agganciando, se possibile, anche una fascia di ascoltatori non avvezzi.

Come nasce un vostro pezzo?

La nostra musica nasce da un'idea di movimento che passa attraverso l'immaginazione: scene di vita, storie, traumi, paure, passioni che scaturiscono da una sequenza di immagini. Per questo, in futuro, ci piacerebbe semplificare la densità compositiva, in modo da ritrovare una più naturale sincronizzazione col cinema, che resta una delle nostre più grandi passioni.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

“Le temps qui fait ta rose” è ispirato a una frase del Piccolo Principe: “È il tempo che hai speso per la tua rosa che rende la tua rosa così importante”. Lo dedico alla mia famiglia.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Dream Theater, Yes, Rush, Metallica, Pantera, solo per citarne alcuni, ma dovrei includere anche Beatles, Deep Purple, EL&P, Jethro Tull, Queen, Nirvana, Foo Fighters, Queensryche, Fates Warning, Spock’s Beard, Porcupine Tree, Yanni, Vangelis e Andrew Lloyd Weber.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? 

Abbiamo prodotto uno show che si intitola "The Soundtrack is New each Day - Colonne Sonore in Violin rock", un arrangiamento originale di brani di musica da film e serie televisive, da "Game of Thrones" a "He's a Pirate", passando attraverso "Harry Potter" e "La Storia Infinita". Questi brani sono già disponibili su YouTube; ne stiamo arrangiando altri. Poi penseremo al prossimo album; ma è ancora presto.

Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Se le condizioni lo permetteranno, ci piacerebbe riuscire a organizzare un breve tour entro il 2016. Presto pubblicheremo degli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come artisti?

Un inno al mercato, come dappertutto. Manca la curiosità: preferiamo vivere di certezze, e così ascoltiamo la stessa tiritera per tutta la vita. Finché non riusciremo ad instillare nel pubblico la curiosità di andare oltre la musica commerciale, ci ritroveremo sempre in uno sciame di tribute band.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come musicisti?

Non credo che uno strumento, in quanto tale, possa danneggiarci. La tecnologia progredisce inesorabilmente, a volte anche rivoluzionando il modo di produrre contenuti. Non è un male, né un bene. Ogni novità si trascina le paure degli scettici: è successo anche per il fonografo. Poi il pubblico la metabolizza, e via verso nuovi strumenti. Noi preferiamo affinare la capacità di adattamento.

Il genere che suonate quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Abbiamo la fortuna di poter suonare la musica che componiamo, che ci riflette appieno. Ci piacerebbe continuare a crescere musicalmente insieme ai nostri album. 

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Forse un solista della chitarra elettrica, tipo Steve Vai. 

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

“The Sun is New each Day” è disponibile gratuitamente sul nostro sito armonite.com. Ascoltateci e seguiteci sulla nostra pagina Facebook!

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Maurizio Mazzarella