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venerdì 21 novembre 2014

GABRIELE BELLINI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Si tratta di un album importante per me, perché coincide con due momenti molto importanti del mio presente. L'album celebra i trent'anni di attività nella musica ed allo stesso tempo è uno dei tre dischi che sono usciti per l'etichetta Qua Rock Records di cui sono il presidente. Il disco ripercorre le tappe del mio percorso musicale ed umano, un viaggio in ordine sparso attraverso la mia produzione musicale come solista e come membro di alcune band che hanno segnato la mia vita, come gli Hyaena, Ritmenia Zoo e più recentemente i Pulse-R. E' difficile parlarne perché lì dentro ci sono io e la mia musica, ma voglio ben precisare che i 30 anni non sono un traguardo ma un nuovo punto di partenza per i prossimi 30!

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Nasco come un autodidatta nella provincia pistoiese. Un percorso duro e difficile fatto di studi e di impegno, poco materiale a disposizione e molti sacrifici, fatti ti tentativi ed errori da cui ripartire a da cui crescere. Oggi è tutto più semplice (fortunatamente), accendi il computer e su youtube trovi decine di tutorial, a volte più dannosi che altro, mentre allora si andava ai concerti ad imparare ad osservare i chitarristi suonare, si ordinavano metodi via posta (successivamente le VHS), ma soprattutto il mio percorso è frutto di ascolto della musica, di suonare sopra i dischi dei grandi degli anni '70 dal prog italiano a quello inglese, l'hard rock, la NWOBHM e tutta quella musica in cui la chitarra ne faceva da padrona ma allo stesso tempo era al servizio della musica stessa.

Come hai scelto il titolo del disco?

Il titolo del disco era un po' un passaggio obbligato visto il contenuto, non avevo molte altre alternative!!

A cosa ti ispiri quando componi?

Difficile dirlo, perché sarebbe come spiegare una magia e quindi averne il controllo. Può essere un film, può essere qualcosa che ho letto o semplicemente è il suonare, provare soluzioni nuove, un pedale o un effetto ci sono decine di stimoli. Diciamo che comunque lo stimolo principale è ciò che vivo quotidianamente attraverso il mio ruolo di insegnante e produttore.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Se ti piacciono le etichette, se ti fermi alle etichette ed alle categorie allora stai lontano dalla mia musica perché io amo la musica a 360 gradi e non mi sono mai posto il problema di suonare esclusivamente un genere o uno stile. Se invece sei un ascoltatore curioso, un po' pazzo e soprattutto interessato alla musica allora credo che nel mio percorso di trent'anni troverai sicuramente qualcosa che ti darà la giusta emozione.

Come nasce un tuo pezzo?

Come dicevo poco fa, l'ispirazione è molteplice, sicuramente nasce sulla chitarra e poi si sviluppa in studio o in sala prove con la band, è il frutto di un momento, un momento che poi mi accompagnerà per il resto del tempo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Indubbiamente tutti questi brani sono legati visceralmente a me, ma se dovessi sceglierne uno credo che sia Endangered, il pezzo di apertura, inedito, ma che potete trovare anche su Qua Rock Shots una raccolta di artisti prodotta da me e Giacomo Jac Salani de "La Fucina Studio". Dello stesso brano ho appena realizzato un video per la regia di Adriano Giotti, un talento nel suo campo, con cui collaboriamo attivamente da anni.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Sono tantissimi, dai miei inizi potrei parlarti di PFM, Genesis, poi l'impatto con Van Halen e George Lynch, fino ad arrivare a Steve Vai. Diciamo che il mio sound è stato influenzato principalmente da band più che chitarristi, infatti i chitarristi che ti cito sopra mi hanno sempre colpito più nella loro capacità di prestarsi alla musica pur avendo una tecnica ed un gusto fuori dal comune. 

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

Attualmente siamo a lavoro con il nuovo disco dei Pulse-R, poi c'è questa bellissima avventura di Qua Rock Records, un sogno che si avvera, mettermi a servizio dei nuovi talenti. Un passo inevitabile soprattutto per chi come me ha fatto dell'insegnamento una ragione di vita. Questo nuovo passo è affrontato con lo stesso spirito, mettere a disposizione la mia esperienza e la mia conoscenza per aiutare i nuovi talenti e ti posso garantire che ne siamo pieni!

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Sicuramente porterò in giro il disco nelle varie occasione e sicuramente in forme alternative. E' chiaro che una raccolta celebrativa non possa essere risanabile per ovvie ragioni, ma stai pur sicuro che buona parte di questi pezzi potrai sentirli live.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

La scena italiana è ricca e florida. Manca un po' di ottimismo e la voglia di fare. Spesso le band che ci contattano vengono da brutte esperienze oppure sono sfiduciate. Quello che dico a tutti è sempre la stessa cosa: credeteci, divertitevi e non aspettatevi niente, ma siate sempre pronti a tutto!! Ci sono sempre ostacoli e difficoltà, piuttosto che parlare delle "problematiche" parliamo delle cose belle che ci circondano: talenti ed energie. Niente è facile, meno che mai in un momento dove sembra che tutto sia possibile per tutti, tutto facile e la musica perde la sua ricchezza emotiva frutto di un lavoro e di una costruzione senza però mai perdere di vista la spontaneità.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Sicuramente internet ha più danneggiato l'industria musicale che gli artisti che invece si sono viste spalancate le porte. Allo stesso tempo però manca un filtro, sicuramente viviamo in un momento in cui c'è questo calderone enorme dove belle cose sono miscelate a cose pessime, dove i professionisti lottano con gli amatori, dove gli operatori del settore non offrono servizi, ma prezzi al ribasso. Noi con la nostra etichetta cerchiamo di riportare la musica in mano ai musicisti e cerchiamo (essendo no profit) di fare in modo che le tasche degli artisti non si svuotino.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Il genere che suono è il MIO genere e quindi penso di essere in grado di esprimermi al meglio, nel corso degli anni ho sperimentato ed affrontato mondi sonori diversi per fonderli insieme e liberare la mia creatività senza guardare troppo al "genere".

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Sicuramente, ce ne sono molti, alcuni purtroppo con cui non potrò sicuramente collaborare visto che non ci sono più, altri che per svariati motivi, hanno perso nel corso del tempo, quello smalto creativo, quella spinta necessaria per continuare a stupire ed emozionare. Ma se proprio devo citarne uno solo, un musicista che ormai da tempo continua a suscitare in me enorme curiosità e desiderio è sicuramente Mike Patton, infinitamente eclettico ed incredibile genio contemporaneo!!!

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Vi ringrazio dello spazio che mi avete concesso e vi invito a seguirci sulle nostre pagine nei social network dove sarete sempre aggiornati sulle evoluzioni del nostro lavoro, della nostra associazione Qua Rock e della sua relativa etichetta Qua Rock Records!! Grazie ancora!!


Maurizio Mazzarella

giovedì 20 novembre 2014

QUINTETTO ESPOSTO - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Il nostro lavoro ha elementi del nostro primissimo periodo musicale e contemporaneamente ha tratti del nostro nuovo corso che stiamo prendendo. La sensazione è che la band stia andando più verso il rock classico, ma mantenendo sempre molti elementi della musica jazz che ci contraddistinguono.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La Band nasce nel 2010 come un trio, quindi con tutt'altro intento e obbiettivi differenti rispetto a quelli di oggi, nel progetto iniziale si voleva rendere omaggio ai principali cantautori italiani rivisitando i brani in maniera acustica,nonostante con il tempo siano cambiati i progetti e le ambizioni le nostre origini come gruppo rimangono legate al cantautorato italiano, ovviamente arricchito dalle esperienze e dai gusti musicali personali dei componenti, dal rock al jazz fino alla musica classica

Come è nato invece il nome della band?

La storia del nostro nome è molto divertente e simpatica, il nostro chitarrista Edoardo suonava con un gruppo chiamato trio nascosto, un po' per ironia un po' per contrapposizione abbiamo deciso di chiamarci quintetto esposto!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Nei nostri testi cerchiamo di trattare tematiche relative alla società contemporanea spesso attraverso metafore o aneddoti di vita quotidiana che hanno però un significato più profondo. I nostri testi cercano sempre di raccontare qualcosa, di far viaggiare con l'immaginazione l'ascoltatore. Essendo musica cantautoriale quella che facciamo, il testo inevitabilmente ricopre un ruolo di grande importanza.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Credo che nel nostro modo di fare musica ci siano elementi ben definiti che emergono subito all'orecchio dell'ascoltatore, come ad esempio i testi che risuonano attraverso la profonda voce di Matteo, e che facendo musica cantautoriale non possono che essere di fondamentale importanza per la riuscita dei nostri brani. Un altro aspetto che può incuriosire un potenziale ascoltatore sono i giri di accordi suonati dalla tastiera di Luca o dalla chitarra di Edoardo che con richiami al jazz, contengono una raffinatezza armonica particolare.

Come nasce un vostro pezzo?

Solitamente uno dei componenti scrive un giro di accordi o trova una melodia che alle prove viene lavorata da tutti insieme, seguendo una struttura che viene definita durante le prove.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

E' difficile trovare un brano " preferito", sono tutte nostre creature e in un modo o nell'altro tutte rappresentano qualcosa di significativo per noi. sicuramente Al PIanterreno è il più introspettivo dell'album, sia dal punto di vista musicale che da quello del testo. la canzone racconta di due persone che stanno dormendo e vanno insieme ad incontrare il mattino, la lunga progressione strumentale alla fine del cantato tenta di disegnare con i suoni il risveglio delle due persone. al pianterreno è un titolo metaforico, l'idea è quella di lasciare all'ascoltatore la possibilità di cominciare o finire la frase come meglio crede e di dipingere un pianterreno personale. per noi il pianterreno è una lunga scala di cui probabilmente non riusciamo a vedere la fine ma che sicuramente speriamo di poter percorrere fino alla vetta.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Paolo conte, i Negrita, Capossela e Cammariere sicuramente sono stati fondamentali per noi. Poi chiaramente le parti per chitarra risentono molto delle influenze e degli jazz di Edoardo Baroni, mentre Matteo Ceragioli è stato sicuramente molto influenzato da De Andrè per quanto riguarda i testi.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Stiamo presentando da un mese a questa parte al pian terreno con concerti a brescia e provincia. in cantiere, e possiamo dire anche in fase di rifinitura abbiamo un nuovo lavoro che andremo a registrare a gennaio ma è ancora presto per svelare tutti i segreti di questo album

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

E' un'idea che non ci siamo mai proposti di realizzare, anche se potrebbe essere molto utile per farci conoscere e per promuoverci sul web.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Nell'ultimo periodo brescia sta facendosi sentire dal punto di vista musicale, come citato da te vengono in mente Timoria, Renga, plan de fuga e omar pedrini, nomi noti al grande pubblico, ma esistono anche tantissime altre realtà più piccole e di ogni genere, dal country al folk allo ska e perchè no, anche al cantautorato. negli ultimi anni è stato attuato un processo di riqualificazione del territorio per un quartiere del centro della nostra città e in questo quartiere hanno iniziato a nascere un sacco di piccoli locali, ognuno dei quali da la possibilità di suonare e di farsi conoscere, certo, non parliamo di grandi live club, ma forse anche questa realtà, cosi intima può essere una delle motivazioni di questa esplosione di talenti.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet senza dubbio è una risorsa, soprattutto per un gruppo emergente come noi. La nostra pagina facebook (www.facebook.com/quintettoesposto) ci consente di aumentare i "fan" pubblicizzare la nostra musica e i nostri eventi, inoltre aiuta organizzatori di eventi a contattarci. Abbiamo anche un sito (www.quintettoesposto.it) e svariati video su youtube. Attraverso questi portali il nostro nome si sta via via diffondendo.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Sì, ci sentiamo di dire che questo genere ci calza perfettamente. Prima di tutto perchè si presta alla vocalità calda di Matteo, in secondo luogo, ma non di secondaria importanza, perchè è un genere che da spazio all'estro armonico compositivo e dove è possibile giocare con "soli" dei nostri strumenti solisti.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Assolutamente. Ce ne sono svariati, su tutti Paolo Conte e Vinicio Capossela, vere e proprie divinità del nostro genere. Ovviamente poi collaborazioni con musicisti di calibro non possono che farci del bene, quindi siamo aperti a tutto.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ascoltate il nostro disco! è acquistabile su itunes e le maggiori piattaforme on-line. Potete ascoltarci su Spotify, seguire la nostra pagina facebook e il nostro sito, già citati in precedenza. Detto questo buona musica a tutti!

Maurizio Mazzarella

Eternal Silence, al lavoro sul nuovo album!

Reduci dal brillante successo di Raw Poetry, i lombardi Eternal Silence sono attualmente riuniti presso gli Old Ones Studios di Arona con il produttore Giulio Capone (già producer del disco d'esordio) per le registrazioni del nuovo album. L'uscita del disco che non sarà un concept è prevista per la prossima primavera. Gli Eternal Silence nel frattempo, stanno perfezionando la fase compositiva, valorizzando le caratteristiche già espresse, aggiungendo nuovi elementi.

UFO: nuovo album e tour nel 2015

Il nuovo album degli UFO “ A CONSPRACY OF STARS” uscirà in Italia il 23 Febbraio 2015 su Spv/Steamhammer e sarà distribuito da Audioglobe.

La line up della band è formata da Phil Mogg (voce), Paul Raymond (tastiere, chitarra), Vinnie Moore (chitarra), Andy Parker (batteria) e Rob De Luca (basso)

Le dodici nuove tracce sono state prodotte e mixate a Deal nel Kent da Chris Tsangarides famoso per i suoi lavori con Judas Priest, Thin Lizzy e Gary Moore.

“A Conspiracy of Stars” sarà disponibile in Digipak (con bonus track e poster), in CD, in doppio vinile e in download digitale!

Gli UFO saranno in tour da Febbraio a Maggio 2015 in diversi paesi europei, qui sotto la lista completa

TOUR DATES 2015

FEBRUARY

Fri 20 Germany, Barby – Rautenkranz

Sat 21 Germany, Berlin – K17

Sun 22 Germany, Hagen/Osnabrück – Saal Stock

Mon 23 Germany, Hamburg – Downtown Blues Club

Wed 25 Germany, Mannheim – Alte Seilerei

Thu 26 Germany, Bochum – Zeche

Fri 27 Germany, Siegburg – Kubana

Sat 28 Germany, Affalter – Zur Linde

MARCH

Mon 02 Germany, Rostock – Mau Club

Wed 04 Poland, Warsaw – Stodola

Thu 05 Lithuania, Vilnius  – Forum Palace

Fri 06 Poland, Krakow – Kwadrat

Sat 07 Czech Rep., Zlin – Masters of Rock Café

Mon 09 Germany, Burgrieden/Ulm  – Riffelhof

Tue 10 Germany, Osterode – Dorster Festhalle

Wed 11 Germany, Freiburg – Jazzhaus

Thu 12 Switzerland, Zug – Choller Halle

APRIL

Thu 16 England, Norwich – Waterfront

Fri 17 England, Cambridge – Junction

Sat 18 England, Wolverhampton – Wulfrun Hall

Sun 19 England, Manchester – Ritz

Tue 21 Ireland, Dublin – The Academy

Wed 22 N. Ireland, Belfast – The Limelight

Fri 24 England, Glasgow – O2 ABC

Sat 25 England, Newcastle – O2 Academy

Sun 26 England, Leeds – O2 Academy

Tue 28 England, Nottingham – Rock City

Thu 30 England, Bristol – O2 Academy

MAY

Fri 01 England, Falmouth – Pavilion

Sat 02 England, Exeter – Phoenix

Sun 03 England, Salisbury – City Hall

Tue 05 England, Brighton – Concorde 2

Wed 06 England, Oxford – O2 Academy

Thu 07 England, London – HMV Forum

Photo from left to right:

Rob De Luca (bass), Phil Mogg (vocals), Andy Parker (drums), Vinnie Moore (guitar), Paul Raymond (keyboards, guitar)

martedì 18 novembre 2014

PAUL DI'ANNO - The Beast Arises

Metal Mind
Paul Di'Anno che piaccia o meno è un mito ed ha un grosso merito, ovvero quello di aver tenuto sempre in vita a livelli discreti la grandezza degli Iron Maiden dei primi lavori in studio, anche nei momenti più bassi della stessa "Vergine di Ferro". E' vero, probabilmente Paul Di'Anno non è mai stato in uno stato di forma eccellente, ma è sempre riuscito a trasmettere la passione che ha portato Iron Maiden e Killers a diventare due autentici classici del metal. Il mio Paul Di'Anno è stato poi possiile toccare con mano nel corso del tempo, con un folto numero di tappe anche umili se vogliamo, in giro per tutto il mondo. The Beast Arises è un DVD dal vivo che immortala quello che nel corso di questi anni è sempre stato un classico show della prima ugola degli Iron Maiden. Un live pieno zeppo di classici tratti dai primi due dischi di Steve Harris e compagni, con qualche episodio estrapolato dalla sua carriera solista. Nello specifico troviamo un Paul Di'Anno autore di una prova dignitosa, che canta con grande impatto i brani più noti dei Maiden, partendo da Sanctuary, Purgatory, Wrathchild e Prowler, passando per Murders in the Rue Morgue, Remember Tomorrow, Charlotte the Harlot, Killers e Phantom of the Opera, fino ad arrivare Running Free, Transylvania ed Iron Maiden. Tra acuti e momenti più rabbiosi, Di Anno coinvolge tutti i presenti divertendosi e facendosi divertire. La qualità delle immagini è buona, anche se The Beast Arises non è un DVD dalle multi dimensioni e per la sua semplicità piace, proprio perché regala una idea reale di quello che è davvero uno show di Paul Di'Anno. Presente negli extra anche una gradevole intervista alla prima vera voce degli Iron Maiden. Per chi da sempre ama gli Iron Maiden ed ha visto almeno una volta Di Anno dal vivo,  The Beast Arises, registrato nell'aprile del 2014 presso il Cracow's Lizard Club,  merita una congrua attenzione. 

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella


lunedì 17 novembre 2014

SEPTICFLESH - Titan (Full Album)

Season Of Mist

1. War in Heaven 05:42  
2. Burn 03:17  
3. Order of Dracul 03:33  
4. Prototype 05:36  
5. Dogma 04:04  
6. Prometheus 06:35  
7. Titan 03:53  
8. Confessions of a Serial Killer 04:51  
9. Ground Zero 03:55  
10. The First Immortal 03:58

  

SEPTICFLESH - Titan

Season Of Mist
Sono passati tre anni dal pregevole The Great Mass e più aggressivi e crudeli che mai, i Septicflesh sono tornati con un lavoro di altrettanta qualità. Titan è un lavoro completo, dotato di una brutalità equilibrata, supportata da una tecnica di notevole livello, mista ad una qualità compositiva dai connotati sbalorditivi. Tra tutti questi ingredienti, ne viene fuori un lavoro complesso, probabilmente difficile da assimilare nell'immediato, ma comunque straordinario nel suo insieme. Sono tante le componenti che formano Titan, album che mette in mostra l'ottimo stato di forma di una band che ormai rappresenta una vera e propria certezza nel suo genere. Titan è un disco spiazzante, fatto di brani di natura progressiva come War in Heaven e la splendida Prometheus, che si associano ad altri più d'impatto come Burn e Order of Dracul. In questo lavoro le linee vocali hanno un ruolo predominante, ma ogni parametro come le linee sinfoniche e le tastiere sono state studiate con la giusta misura. Anche la sezione ritmica nel suo martellare suscita coinvolgimento, ma è quando vengono fuori le linee melodiche che Titan colpisce l'obiettivo. Ottima la produzione, pregevole il suono. Titan è un lavoro rischioso, che mette in luce la coerenza di una band che in passato ha saputo anche rischiare con lavori più accessibili come Revolution DNA, ma oggi la band greca ha deciso di mettersi in gioco con un lavoro nobile che se ben recepito confermerà la palpabile importanza di una band divenuta seminale e non solo nel proprio settore musicale. 

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella


Dark Quarterer in studio per completare il nuovo album

I Dark Quarterer sono entrati a tempo pieno in studio per completare la track list del nuovo album, la cui uscita è prevista per metà aprile del 2015. Cinque dei sette brani previsti che faranno parte del nuovo progetto sono giá pronti, gli altri due sono in fase di rifinitura, a breve verranno curati i dettagli e gli arrangiamenti a cui la band ci ha abituato. Il nuovo album è ispirato da una poesia del poeta greco Konstantinos (Kostas) Kavafis, intitolata  "Ithaca". La poesia racconta il viaggio di ritorno dalla guerra di Troia di Ulisse verso casa. Il viaggio è visto come metafora della vita, in cui non é importante l'obbiettivo, bensì il viaggio stesso. Un "viaggio immaginario", nel quale i protagonisti sono circondati da continui inganni e da "distrazioni" che dirottano i viaggiatori lontano dalla strada principale nonché dal percorso che li avvicina alla loro dimora e alle persone veramente care. L'album sarà la prosecuzione della vena compositiva, sfociata nel quinto lavoro in studio  "Symbols", ma stilisticamente più completo, con l'obiettivo di allargare lo spettro sonoro verso mete finora solo sfiorate. Prosegue nel frattempo la programmazione del "2015 Promo Tour" dedicato alla promozione del nuovo disco che avrà inizio dal prossimo 7 febbraio con la partecipazione all'Italia Di Metallo Festival, presso l'Exenzia di Prato (Italy) proseguendo poi il 27 dello stesso mese a Padova, al Work In Progress e il 18 aprile al Blue Rose Saloon a Bresso (Milano). Tutti i dettagli definitivi saranno comunicati nei prossimi mesi. Saranno inoltre confermate a breve nuove date all'estero (Europa ed oltre). Si prospetta quindi un altro anno di intensa attività per i Dark Quarterer, che nonostante i cambiamenti sostanziali e lo scorrere del tempo ha saputo mantenere uno stile unico e inimitabile.

martedì 11 novembre 2014

ACE FREHLEY - Space Invader

Steamhammer 
A cinque anni dal precedente Anomaly, l'ex ascia storica dei Kiss torna sul mercato con un disco davvero pregevole, fatto di ottime canzoni e virtuosismi degni di un grande chitarrista qual è Ace Frehley. Un mix di hard rock, heavy metal e assoli taglienti, il buon vecchio Ace conosce i gusti dei propri sostentori e non li tradisce con un lavoro gradevole e coerente, ma soprattutto coinvolgente. Nei contenuti non si discosta dagli altri dischi da solista, ma Space Invader ha una maggiore presa, nonché un entusiasmo stratosferico. Già a partire dalla title-track si nota quanta grinta e quanto carisma ci sia nel disco, ma è con pezzi come Gimme a Feelin' e I Wanna Hold You che il brano decolla in modo netto. Ace Frehley è in gran forma ed anche la sua voce graffiante si dimostra appropriata ai contenuti di Space Invader, lavoro complessivamente ben riuscito, dove anche Matt Starr alla batteria e Chris Wyse donano un contributo di spessore. Ottima la produzione, con un suono non eccessimante moderno, ma appropriato. In Space Invader c'è molto dei Kiss, ma è l'anima di Ace Frehley ad emergere ed era ciò che il chitarrista del Bronx desiderava. Gran bel disco, da ascoltare tutto d'un fiato!

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella


mercoledì 5 novembre 2014

MASTERCASTLE - Intervista alla band


Enfer [De La Bibliothèque Nationale] è il titolo del vostro nuovo album in studio. Cosa si nasconde questo titolo così introspettivo? Si tratta di un concept?

Giorgia: Si chiama 'Enfer' la sezione ,presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, di testi proibiti e censurati, secondo le regole della morale comune,a partire dal '700. Una sezione del genere si trova in ogni grande biblioteca. Questi testi o stampe sono catalogati come immorali, andavano contro le regole dell'epoca. Mi sono occupata di questo concetto di 'proibito' che sembra anacronistico ai tempi d'oggi, dove con un clic si ottiene di tutto e di più, proprio perché adoro il fascino e il silenzio che si respira nelle biblioteche, l'odore e il fruscio della carta che si sfoglia. L'aspettativa e il segreto hanno un fascino che con un clic non si otterrà mai.

Enfer è un disco molto diverso da On Fire ed a sua volta si dimostra molto distante dal vostro lavoro d'esordio. Come possono essere descritti musicalmente i Mastercastle di oggi senza cercare una definizione precisa?

Giorgia: Infatti la definizione precisa è secondo me sempre riduttiva. Forse una fra le migliori è quella di metal melodico. Semplice e pura.

Nel disco c'è la presenza di Andrea De Paoli alle tastiere. Quanto è stato importante il suo contributo?

Giorgia: Fondamentale, direi. Sono sempre stata un'amante delle tastiere, le adoro e ho spinto molto per aggiungerle al nostro sound. Andrea De paoli è un professionista vero,oltre che un amico e le parti che ha fatto arricchiscono i brani di atmosfera. Era proprio ciò che desideravo.

Da punto di vista compositivo Enfer rappresenta la dimensione definitiva dei Mastercastle o il sound della band è destinato ad evolversi ancora?

Giorgia:  Siamo in continua evoluzione. E' giusto non stravolgere il genere iniziale, ma credo che sia impossibile rimanere fermi adesso. Tutto si evolve molto velocemente, le persone cambiano attraverso le esperienze e i sentimenti che la musica trasmette sono sempre diversi.La nostra musica si evolve con noi.

In genere l'ultimo disco per una band è da sempre considerato il migliore. Ma a prescindere dai luoghi comuni, Enfer può essere considerato come l'album più maturo mai inciso dai Mastercastle?

Giorgia: Questo cd ci rispecchia più degli altri, lo trovo moderno, melodico, emozionante e le recensioni che ci sono state fatte mi stanno dando ragione. C'è una grande cura delle melodie e spero sempre di arrivare dritta al cuore di chi ascolta, attraverso note e parole. Non m'interessa che dicano che ho la voce virtuosa o perfetta se non coinvolgo l'ascoltatore. Preferisco trasmettere anche in maniera imperfetta che fare tutto preciso.

Quali sono le differenze principali tra Enfer ed On Fire e vista la poca distanza di tempo tra la pubblicazione dei due dischi, in cosa musicalmente i Mastercastle possono ritenersi migliorati?

Giorgia: L'ingresso di Andrea De Paoli ha arricchito il nostro sound e Francesco la Rosa ha creato finalmente, dopo numerose esperienze, l'idea di 'Gruppo'. Sensazione che avevo dimenticato da tempo.

Pier Gonella: A mio parere, ed anche di tanti feedback che ho ricevuto, ci sono due fattori. Il primo è l'arrangiamento dei brani, sicuramente ,sicuramente meglio riuscito che negli altri album, nel senso che ogni strumento occupa il suo posto ma anche dove il brano risulta più' semplice o "dritto" mantiene sempre una certa classe. Poi la produzione. Ormai da qualche anno ho concentrato tutte le mie energie qui in MusicArt studio, e album dopo album riusco sempre a crescere. A questo giro sono grato anche Giuseppe Orlando (vedi Novembre) degli Outer sound che a mixaggio ultimato si è fermato un paio di giorni per fungere da "orecchio esterno" e mi è stato di grande aiuto.

Enfer sarà supportato anche da un tour live in Italia ed all'estero?

Pier Gonella: Stiamo lavorando ora alla programmazione dei live. Per sfornare 5 album in 6 anni abbiamo sempre dato la precedenza alla composizione ed al lavoro in studio, visti anche i numeri di vendite sempre molto soddisfacenti nonostante i tempi difficili. Partiremo con una presentazione del disco a Genova il 19 dicembre presso il 261 LiveClub e mi auguro di riuscire a chiudere qualche evento anche fuori Italia, 

Un chitarrista di qualità come Pier Gonella con quali sonorità riesce ad esprimersi meglio tra Mastercastle e Necrodeath?

Pier Gonella: Alla fine si tratta solo di modi di lavorare differenti. Con Mastercastle solitamente fornisco le basi di partenza dei pezzi per cui mi ispiro a tanto materiale chitarristico o classico che mi ha sempre appassionato. Poi il materiale passa a Giorgia per le voci e le melodie, e quindi a Steve e Francesco per le parti di basso e batteria. Con il loro tocco il pezzo viene smussato ed abbellito al meglio ed acquista una sua personalità. Con Necrodeath lavoro sempre al fianco di Peso e solitamente è lui a proporre le idee di partenza, io do sfogo al lato piu' prettamente heavy o thrash e via...

Come è invece mutato il cantato di Giorgia tra On Fire ed Enfer?

Giorgia: 'On Fire' è stato un songwriting difficile. Il titolo doveva essere 'Metals' ed era un concept sui metalli nobili e meno nobili. Ogni brano un racconto, una leggenda. Ma entro breve mi sono accorta che non ero soddisfatta. I concept mi stanno stretti. I brani prendevano direzioni diverse, come se dotati di vita propria. Non riuscivo a trattenerli. Ho dovuto cambiare tutto all'ultimo. 'Enfer' mi rispecchia in pieno. E' libero, tratta di vari argomenti, sensualità (Naked) , ribellione (Let me out) , ricordi d'infanzia( Pirates) e via così.

Quali sono i passi futuri dei Mastercastle? Dobbiamo aspettarci un nuovo disco tra un anno?

Pier Gonella: Onestamente per ora non lo so, Pero' di sicuro non ci siamo ancora stufati di fare dischi!

Maurizio Mazzarella