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sabato 23 luglio 2016

Metal On Air - #16


Nella puntata numero #sedici di #MetalOnAir le anticipazioni sui nuovi dischi del prossimo autunno, la Chart che incorona i #TrickOrTreat, il Flop Album di #PioSpiriti e poi il #BestLiveAlbum e #BlastFromThePast. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!

 

venerdì 22 luglio 2016

REVERBER - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

“Immortals” non è per noi solamente un disco, ma una sintesi della nostra recente storia come band. Tutto emerge: delusioni, rabbia, litigi, tradimenti, ma soprattutto passione. E se per passione intendiamo quel fuoco dentro che ti spinge a uscire fuori casa e dire “ehi, questo è il Metal, adesso ve lo sparo in faccia”, il disco la rappresenta a pieno. Sonorità, testi, temi. Tutto è frutto della passione che abbiamo per questo genere, che  fatica sempre più a rimanere a galla.”

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Mitraja: nasce dall'incontro tra me e Stazi,. Era poco prima dell'estate e gli dissi “ tu suoni la batteria vero? Perché al ritorno dalle vacanze non proviamo qualcosa in saletta? Così giusto per”. Lui accettò ed eccoci qui.

Come è nato invece il nome della band?

Inizialmente suonavamo a casa o in sala prove. In casa avevamo tutti, compreso Pacifici ( ex-bassista), un Marshall gx 30 watt. Per ogni esecuzione, c'era l'effetto del reverbero impostato al massimo, soprattutto per una scelta di Pacifici. Mentre cercavamo di decidere il nome della band, scegliemmo qualcosa che ci riuniva tutti in quel momento.  E' folle lo so.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

L'arte è critica. Di conseguenza, la musica anche lo è. La maggior parte dei nostri testi mirano a criticare gli aspetti più crudeli della società moderna, aspetto che alcune band  (anche quelle più grandi) hanno man mano dimenticato nel tempo. A volte la critica è diretta, a volte potete trovarla nelle storie che raccontiamo. Quindi direi di si, i testi sono fondamentali per la nostra musica. Senza perderebbe parecchio.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Sicuramente la nostra ricerca musicale tende a proporre sonorità aggressive, con un alto impatto ritmico, senza mai dimenticare la melodia e il tema centrale. Alessandretti ha fatto un grande lavoro con la parte solistica, facendo calzare a pennello le sue parti con le mitragliate di chitarra e batteria, in una perfetta simbiosi di violenza.


Come nasce un vostro pezzo?

Mitraja: Negli anni precedenti ho scritto quasi tutti i riffs e le tematiche delle canzoni. Questa volta c'è stata una maggiore partecipazione da parte della band, dovuta anche all'arrivo di nuovi musicisti. Comunque, in generale, nasce più o meno così: io o Alessandretti ci incontriamo e ascoltiamo i riff che abbiamo scritto nella settimana. Se c'è già una tematica si scrive il testo in base alla scelta del musicista, se no ci facciamo ispirare dai riff stessi. Della serie “cazzo, 'sta canzone deve parlare per forza della guerra del Vietnam” o “'sto riff mi fa prendere l'angoscia, parlerà di…”. Poi portiamo tutto in sala e Stazi ci mette sotto la batteria. Ma non sono poche le volte che scriviamo intere canzoni in sala, con riffs che vengono lì per lì. Strada è arrivato solo alla fine, ma ha già molte idee per il prossimo album, a mio avviso molto valide.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Bella domanda. In realtà, quando ce lo siamo chiesto, ognuno di noi aveva un'idea diversa, una canzone preferita. Ma Se proprio vuoi un titolo, scegliamo Kamikaze. E' quella che fa più presa sul pubblico e quella che ci fomenta di più in sala quando la suoniamo. Non ci chiedere il perché però ;)

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Altra bella domanda. E' ovvio che tutto ciò che proviene dal metal “classico” ci appartiene e ce l'abbiamo dentro. Ma le varie esperienze personali dei vari musicisti hanno permesso di avvicinarsi anche a sonorità che non avremmo mai pensato. Band in particolare nessuna, noi facciamo Thrash e quello suoniamo.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Per adesso stiamo pensando solamente a promuovere “Immortals” e a farci conoscere. Stiamo cercando di contattare band fuori Roma per proporre dei gemellaggi, anche se è molto difficile, soprattutto per il fatto che sono sempre meno i locali che propongono musica del genere.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

E' prevista l'uscita di un dvd con il “Making Of” dell'album ( che è già su Youtube) e il “Behind The Scene”, che invece è inedito. Ma l'editing è ancora da finire e ci vorrà ancora un bel po'.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Tasto doloroso. Anche se l'Italia NON E' un paese per l'Heavy Metal, ci sono moltissime band valide che non riescono ad emergere per vari motivi. Uno di questi è che sicuramente nessuno scommetterebbe dei soldi su una band Metal, poiché al livello commerciale renderebbe assai poco, anche se capacissima. Poi, in Italia soprattutto, abbiamo il concetto della cover band. Non capiamo come un individuo che si dichiari un musicista non voglia esprimere le proprie idee e si rassegni a suonare tutta la vita la roba degli altri, imitando gli altri ( peraltro il più delle volte goffamente). Noi siamo contro questo tipo band. E' ovvio poi che, non essendoci una cultura metal, la gente è spinta ad andare a questo tipo di concerti. Ma la verità è che non hanno curiosità e nemmeno amor proprio. Per noi ogni esperienza musicale diversa e originale è tanto di guadagnato. Ma il problema è anche tra le band underground. C'è sempre la guerra tra poveri, come ad esempio quello che spera ti salti l'ampli o che ti si stacchi il jack mentre suoni. E' pieno di gente che non lavora sul proprio sound o che non si interessa nell'organizzazione del proprio concerto, danneggiando magari l'esibizione dell'altra band insieme alla propria. Infine, molti gestori dei locali se ne approfittano o ti trattano come bestia da soma, con pasti da campo di concentramento e simpatia pari a Gasparri. Molte volte sembra che non amino il loro lavoro e che qualcuno li abbia messi lì a lavorare sotto ricatto. Per fortuna per molti locali non è così e alcune serate vengono veramente bene.


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet ci ha sicuramente favorito, in un'epoca in cui le case discografiche sono interessate ad un altro tipo di musica. Facebook, Youtube ,Soundcloud e il Sito Internet sicuramente sono un ottimo canale di diffusione ma anche di vendita. E' l'unica arma che abbiamo, anche se a volte la disprezziamo.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Credo che se facciamo metal un motivo ci sarà. Quello che veramente ci piace e ci dà la gioia di vivere è il Metal. Quindi la risposta è “dannatamente tanto”.

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Si. Un musicista corretto, cortese e professionale, che ci dia l'occasione di crescere insieme, famoso o sconosciuto che sia.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Non mollate mai perché chi fa Metal, quello vero, non molla MAI.

Maurizio Mazzarella

lunedì 18 luglio 2016

Metal On Air - #15


Nella puntata numero #quindici di #MetalOnAir, le ultime news dal mondo dei #Megadeth e dei #DarkTranquillity. A seguire la #Chart che incorona i #Paradox, mentre il #FlopAlbum è di #FrancescoBertone. Spazio al #BestLiveAlbum della settimana e alla rubrica #BlastFromThePast. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!  

martedì 12 luglio 2016

HIGHLORD - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Certamente! “Hic Sunt Leones” è la nostra ultima fatica, ed è un disco di cui siamo davvero orgogliosi, per diverse ragioni. Innanzi tutto, questo cd sancisce una netta svolta nel sound Highlord; dopo una serie di dischi che stavano pian piano allontanandosi dai più classici lidi power per avvicinarsi ad un sound più vicino al metal melodico, siamo ritornati ad un approccio alla composizione più immediato, più essenziale (molti pezzi sono intorno ai 4 minuti), ma anche più aggressivo e viscerale. Insomma, siamo tornati a pestare duro senza tanti complimenti! A livello interno, è un cd composto e registrato durante un necessariamente lungo periodo di tempo, in cui ci sono state alcune importanti novità a livello di line up (anche durante le registrazioni), con l’uscita del chitarrista e membro fondatore Sted, che ultimamente si occupava in toto della composizione dei brani. Questo lavoro è quindi il risultato di una ritrovata voglia di fare musica insieme, e di quell’entusiasmo che forse ultimamente si era un po’ perso.


Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Gli Highlord hanno una lunga storia… il primo nucleo risale infatti al 1996, quando il nostro moniker era ancora Avatar (poi modificato per questioni di omonimia), da un gruppo di amici con la passione per la nascente ondata power metal europea che in quegli anni stava esplodendo. Da allora, dal cambio di nome in poi, ci sono stati tanti cambi di formazione, cosa direi normale per una band underground in Italia, e la pubblicazione di otto cd, ma purtroppo mai la “grande occasione”, la possibilità di uscire dal mare magnum dell’underground. Sono convinto però che, con la qualità di “Hic Sunt Leones”, e la serietà di un’etichetta come Massacre alle spalle, qualcosa di significativo si profilerà all’orizzonte!

Come è nato invece il nome della band?

Data, come dicevo, la necessità di dover cambiare nome alla formazione, Highlord è stato il risultato della passione di tutti i componenti del gruppo per il genere fantasy, il role playing, i fumetti e tutte le tematiche legate al fantastico in genere: dai, diciamolo, siamo e saremo sempre un gruppo di irriducibili nerd, hahaha!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Come ti dicevo, il genere fantasy è stato importante per dare una prima connotazione lirica ai nostri pezzi, ma questo filone si è andato via via esaurendo, un po’ a causa della nostra maturazione come persone (siamo in media ben oltre i trent’anni…), sia per la necessità di parlare delle nostre esperienze, condividere quelle che sono le nostre emozioni, sia positive sia negative, che sono poi quelle di tutti; una necessità, se vogliamo, di parlare una lingua universale attraverso la nostra musica, e di fare in modo che chi legge i nostri testi possa riconoscervi magari un piccolo pezzo della propria esistenza. “Hic Sunt Leones”, è, nello specifico,  non un vero e proprio concept album, ma un disco a tema, che affronta l’ignoto (i “Leones” al di là dei confini esplorati dagli antichi Romani, appunto), in ogni aspetto dell’esistenza: l’arte, l’amore, la morte, e così via. Se ci pensi, l’ignoto ci accompagna sempre: viviamo solo l’attimo presente, non possiamo mai essere certi di ciò che accadrà da qui al prossimo istante.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Diciamo che, progredendo come compositori, abbiamo imparato che cosa è funzionale ad un pezzo e che cosa non lo è, per cui abbiamo forse eliminato qualche orpello per essere più essenziali e diretti, in un genere in cui invece sembra che siano necessari i barocchismi ad ogni costo. Non dimentichiamo poi una fortissima attenzione per la melodia: come regola, quando scrivo una linea melodica e la faccio sentire agli altri, ne studio le reazioni. Se canticchiano il ritornello, e mi maledicono perché non riescono più a toglierselo dalla testa, ecco, allora so che ho lavorato nella maniera giusta, hahaha! 

Come nasce un vostro pezzo?

Come accennavo prima, c’è stato ultimamente un sensibile scossone a livello compositivo in seno alla band; ultimamente avevamo sviluppato un metodo di lavoro che era funzionale, anche se forse non del tutto appagante, con una sola persona a scrivere praticamente il 100% del materiale. Ora si parte sempre dall’idea di un compositore (il nostro bassista Max ha scritto la gran parte dei nuovi brani), ma, una volta inviati i file, ognuno arrangia le proprie parti come meglio crede. Quando ci si trova in saletta per provare i pezzi ormai imbastiti, si tratta solo di limare gli spigoli, ma ciò che è venuto fuori è già stato il risultato del lavoro di cinque individualità che concorrono al risultato finale.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Credo che ogni membro della band ti potrebbe rispondere in maniera diversa, visto che ognuno può essere più legato ad un brano perché magari più stimolante dal punto di vista esecutivo, o più vicino alla sua sensibilità per le parole utilizzate nel testo. Personalmente, sono più legato a “Once Were Immortal”, forse uno dei testi più autobiografici dell’intero cd.


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Credo che all’inizio della nostra storia, i gruppi più classici del filone power europeo, tipo gli Stratovarius o i nostrani Labyrinth, fossero le influenze più evidenti. Man mano che siamo cresciuti come compositori, però, abbiamo cercato di seguire un discorso compositivo più personale, come si dice guardando al passato per costruire il futuro; abbiamo cioè attinto dalle influenze esercitate su tutti noi dai gruppi storici hard rock ed heavy metal, cercando di fondere il tutto secondo la nostra personale sensibilità musicale, “giocando” anche a sconfinare ed a fare esperimenti col thrash e col progressive, fino all’utilizzo delle growling vocals su alcuni pezzi (a proposito, l’esecutore di queste parti è solo ed esclusivamente il nostro batterista Luca, non mi sono messo a cantare in growl, hahaha!). Io credo fermamente che gli Highlord, pur non avendo inventato un nuovo genere (ce n’è davvero bisogno?), siano riusciti a creare un trademark sonoro immediatamente riconoscibile rispetto a tutte le altre band.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Vogliamo suonare il più possibile! Proprio questo sabato avremo l’onore di essere gli headliner al festival Rock Inn Somma a Somma Lombardo, poi abbiamo già qualche data in programma per il prossimo autunno/inverno. Purtroppo non posso ancora essere preciso a riguardo, perché le date sono in via di definizione, ma consiglio a tutti di seguire gli aggiornamenti dei live sul nostro sito www.highlordofficial.com e sul profilo Facebook www.facebook.com/highlordmetalband. Le pagine sono costantemente aggiornate con tutte le novità della band. 

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Questa sarebbe un’ottima mossa, in effetti avremmo il materiale anche per un doppio, hehe! Per offrire un prodotto simile vorremmo essere sicuri di poter proporre qualcosa di altamente qualitativo, e, come sai, spesso dalle nostre parti è molto difficile avere delle situazioni live davvero all’altezza. In ogni caso, una testimonianza di come sono gli Highlord sul palco è qualcosa che i nostri fan meritano, e di sicuro prima o poi usciremo con questo tipo di prodotto!


Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Diciamo che, rispetto agli esordi, la scena si è evoluta, e l’Italia, spesso considerata paese di serie B per quanto riguarda la musica metal, vanta oggi diversi gruppi estremamente validi, alcuni dei quali hanno avuto la giusta possibilità di ottenere visibilità e considerazione nel panorama della nostra musica. Alcuni gruppi vivono la paradossale situazione di essere più apprezzati all’estero, ma, si sa, nemo profeta in patria… Per quanto riguarda la scena underground, purtroppo, devo dire che la situazione non è altrettanto positiva. Se una band non ha raggiunto lo status di “grande”, valgono i soliti, annosi ed odiosi problemi: scarsità di locali in cui esibirsi, promoter oppure organizzatori improvvisati, richiesta di denaro per suonare, realtà amatoriali, pubblico latitante, ed un’odiosa tendenza alla “guerra tra poveri” tra band quando invece si dovrebbe essere abbastanza intelligenti per capire che l’unione fa la forza. Credo che questo stato delle cose rispecchi la situazione interna in Italia su altri versanti, ma ti prego, non farmi diventare “politico”, hahaha!!!

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Se parliamo del fatto che, un paio di giorni dopo l’uscita del nostro nuovo cd, questo si potesse già tranquillamente scaricare, non credo neppure di dover rispondere… Guardando la cosa a più ampio raggio, ovviamente la possibilità di dialogare direttamente ed in tempo reale coi fan, di aggiornare tutti su ogni novità in seno alla band, e perché no, anche di condividere momenti più leggeri ed allegri, è un enorme vantaggio, ed aiuta ad avvicinare le persone, oltre che a stringere il rapporto. Alcuni fan, che vivono in paesi stranieri quando non in altri continenti, sono diventati dei veri amici, e questo grazie ad internet! Le piattaforme tipo YouTube offrono una grandissima possibilità di autopromozione (a proposito, invito tutti a guardare il nostro nuovo video, “One World At A Time”!), ma alla fine, se il pubblico non compra i cd, non va ai concerti, non acquista il merch… beh, è un discorso antipatico, ma una band non si può sostentare solo con le pacche sulle spalle e gli attestati di stima. 

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Diciamo che, tecnicamente, ci siamo scelti una bella gatta da pelare… ma questo è il genere che amiamo, e va bene così! La nostra musica richiede un livello compositivo/esecutivo abbastanza elevato, ma non c’è soddisfazione più grande del provare, e riprovare, finché quell’assolo di chitarra, quel passaggio di batteria, quella nota vocale particolarmente alta, non diventano improvvisamente “alla portata”, così da poter poi proporre uno spettacolo che emozioni i presenti! L’esecuzione live è un mutuo scambio, in fondo, più la gente si diverte, più ci divertiamo noi, e viceversa. Per questo cerchiamo sempre di essere preparati al massimo!


C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Anche qui, ognuno di noi è cresciuto coi suoi “eroi”, e ti darebbe una risposta personale e diversa. Per quanto mi riguarda, da grandissimo fan dei Savatage, ho avuto l’onore di aprire per i Circle II Circe di Zak Stevens, ed è stato un momento grandioso, ma diciamo che se, un giorno, il “Mountain King” in persona Jon Oliva mi volesse dare l’opportunità di collaborare con lui, sarei l’uomo più felice della terra!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ringraziamo tutti i lettori di Giornale Metal per l’attenzione e te, Maurizio, per la bella chiacchierata!
Speriamo di incontrare tutti suonando in giro per l’Italia… mi raccomando, tutte le novità le avete appena lette, ora non vi resta che seguirci e, se vi piacerà la nostra musica, supportarci!
Grazie a tutti e: STAY HIGH!!!

Maurizio Mazzarella

GIO C (Giovanni Cirone) - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Cyborg Theoty è Il mio nuovo concept album di tipo strumentale dove il ruolo della chitarra solista sostituisce le melodie che di solito vengono cantate. È un album che mira a far riflettere gli ascoltatori sulle implicazioni della tecnologia sulla natura umana.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Nasco come musicista pianista all'età di 6 anni spinto dai miei genitori ho studiato musica classica fino ai 12, quando ho deciso di impugnare la chitarra e suonare il mio primo riff: smoke on the water! da li non l'ho più mollata e anzi ho ampliato le mie skills musicali anche allo studio del basso e della batteria, suonando diversi generi musicali (rock, metal, blues e pop) in vari gruppi. Dal 2007 compongo musica elettronica su DAW Logic Pro e ho iniziato a pubblicare musica col nome d'arte "Gio C" sui principali digital stores. MI sono iscritto poi al SAE Institute di Milano per conseguire le capacità tecniche professionali inerenti le produzioni discografiche e Proprio durante il mio percorso in SAE e le continue ore di esercitazione in studio, è nata in me l'esigenza di tornare alla musica "vera", quella suonata, abbandonando momentaneamente il mondo della pura sperimentazione elettronica. 

Come hai scelto il titolo del disco?

Mi sono ispirato alla “teoria dei cyborg” di Donna Haraway che mette in evidenza come ormai il dualismo occidentale uomo/macchina sia superato e lascia il passo ad una nuova concezione di uomo: un essere ibrido, il cyborg appunto ( si pensi all’uso di protesi, lenti a contatto etc)

A cosa ti ispiri quando componi?

Cerco sempre di farmi ispirare da temi extramusicali, l’influenza della tecnologia sull’uomo, la nascita di correnti come il transumanesimo etc hanno sicuramente inscenato in me un ardito interesse verso gli scenari futuri possibili della natura umana, cosi ho cercato di fondere questi concetti nella composizione musicale, usando molto il pc e voci robotiche.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Credo che la mia musica sia molto evocativa di scenari e paesaggi fantastici..cerco sempre di visualizzare dei luoghi quando scrivo musica, mi aiuta ad immergermi in un mood virtuale che è in sintonia con le note che sto suonando.. credo che il merito di questo album sia far viaggiare l’ascoltatore nel futuro senza muoversi dal divano!

Come nasce un tuo pezzo?

Sono molti anni che compongo ma non sono riuscito ancora a stabilire un preciso workflow creativo.. solitamente vengo rapito da un’idea una intuizione una melodia e in quell’attimo visualizzo già l’insieme.. cosi butto giù l’idea per non perderla.. tutto il lavoro che c’è dopo è pura sartoria..si cuce un tessuto su quell’idea originaria al fine di renderla presentabile e appetibile.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Per me ogni brano è come un figlio, ci ho investito tutto me stesso.. però credo che il brano a cui sono maggiormente legato sia “chemtrails”, la melodia che ho tirato fuori mi tocca l’animo ogni volta in maniera struggente, mi sono ispirato a questo fenomeno che è presente nei nostri cieli e che a detta di molti sta avendo ripercussioni gravissime sul nostro ecosistema…ecco perché la melodia è epica e malinconica al contempo: dove sono finiti i cieli blue e incontaminati di una volta? 


Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Pink Floyd su tutti, da ultimo Dream Theater e Muse.

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

Pensavo di catalogare questo esperimento musicale come un unicum nella mia discografia...ma dopo tutti i complimenti e il supporto che i miei amici, fan e i professionisti hanno mostrato nei confronti del disco, sto già pensando ad un sequel... il secondo capitolo sarà ambientato in un futuro lontano distopico dove la tecnologia avrà definitivamente soppiantato la natura umana! Lo chiamrò 2061 e come influenze di letteratura mi sto lasciando piacevolmente ispirare da 3 grandi classici: 1984 di orwell, brave new world di huxley e future shock di toffler! Pertanto anche la ricerca sonora credo sarà orientata più verso un sound elettronico/industrial e futuristico.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Per il momento non ho intenzione di portare live il disco, ma seguitemi per scoprire se in futuro ci saranno delle date.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

La scena musicale italiana mainstream la ritengo oltremodo penosa, dipendente dai vincitori dei vari talent e totalmente sconnessa dal tessuto artistico reale emergente, per gli artisti emergenti che non passano per un talent vedo davvero pochissime possibilità di emergere.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Internet è la salvezza per i nuovi musicisti, oggi grazie al web e ai social possiamo facilmente metterci in mostra e raggiungere con pochi click potenziali ascoltatori in tutto il globo, cose impensabili rispetto a pochi anni fa…senza dimenticare che ci ha permesso di eliminare i clasici gatekeepers, oggi quello che conta è il rapporto direct to fan! Bandcamp ci insegna che funziona alla grande. 

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Questo genere che si può inquadrare nel post- rock mixato al progressive metal con accenni psichedelici certamente mi permette di valorizzare appieno le mie capacità come compositore, musicista e produttore, posso sperimentare liberamente e questo è molto importante per un artista.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Ce ne sono tantissimi, sicuramente i miei preferiti sono David Gilmour e Steve Vai!

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Spero che abbiate l’occasione di dare un ascolto al mio disco che è presente ovunque, su youtube, spotify, deezer etc ma è anche presente in versione fisica CD con dedica autografata e plettro usato durante le registrazioni, questa copia esclusiva è disponibile solo sulla mia pagina: www.gioc.bandcamp.com.

Maurizio Mazzarella

 

domenica 10 luglio 2016

Metal On Air - #14


Nella puntata numero #quattordici di #MetalOnAir, si parte con le ultime news su #Megadeth, #Metallica e #Testament, a seguire la #Chart, la rubrica #BlastFromThePast con una chicca imperdibile e tante novità per voi! Vi aspetto numerosi e #potenti su #Metal On Air!

sabato 2 luglio 2016

Metal On Air - #13


Nella puntata numero #13 di #MetalOnAir, spazio alle news del momento, seguita dalla chart che incorona gli #Highlord, mentre il disco flop della settimana è degli #Ibridoma. Sempre interessanti le rubriche #BestLiveAlbum e #BlastFromThePast. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!

Dan Logoluso, disponibile il video live del brano Outdoor con John Macaluso

E' finalmente disponibile in rete il video live del brano Outdoor, registrato il 24 giugno scorso presso il Blue rose Saloon di Bresso (MI), nel corso della seconda data del Tour di promozione a "Back from a Journey", album solista di debutto del chitarrista Dan Logoluso, da cui è stato estrapolato, che vede alla batteria il grande John Macaluso (Malmsteen, ARK, James Labrie, Symphony X) e Andrea Dominoni al basso.

domenica 26 giugno 2016

Metal On Air - #12


Nella puntata numero dodici di #MetalOnAir spazio alle news di #Evergrey, #Airbourne ed #ExDeo, a seguire la #Chart che incorona i #Denner/Sherman, il #BestLiveAlbum e #BlastFromThePast con i #Sepultura protagonisti. Per la prima volta il #FlopAlbum che boccia i #GreatMaster e una chicca imperdibile per chi ci segue. Vi aspettiamo #potenti su #Metal On Air! 

lunedì 20 giugno 2016

Metal On Air - #11


Nella puntata numero #undici di #MetalOnAir si parte con le news riguardanti #IanPaice, #InFlames e #GraveDigger, a seguire la #Chart che incorona i #Rage di #PeavyWagner. Il #BestLiveAlbum è una chicca dei #DeepPurple, mentre #BlastFromThePast è riservato ai #Moonspell. Vi aspetto #potenti su #Metal On Air!