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martedì 16 dicembre 2014

HELL IN THE CLUB - Intervista alla Band


Risponde Andy Buratto (basso):

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Andy : "Devil on my Shoulder" è il nostro secondo disco ed arriva a tre anni di distanza dal nostro esordio "Let The Games Begin".Rispetto al suo predecessore suona forse un pochino piu maturo e sicuramente ha un tipo di produzione diversa.Per il mix è il master di questo disco ci siamo rivolti a Simone Mularoni e sicuramente anche il suo tocco si sente.Come persone ci conosciamo di piu ora e si è creato quel feeling musicale che si crea solo dopo un po di anni che si suona insieme.E' sicuramente un disco vario con diversi stili che vengono amalgamati poi dalla nostra impronta e dal nostro modo di suonare.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Andy:erano anni che provavo a mettere in piedi una band hard rock perchè amo questo genere di musica.E' il tipo di musica che mi accompagna fin da quando ero un nanerottolo:-)Per diversi motivi però non ero mai riuscito a portare a termine il progetto.Un giorno con Picco , il chitarrista degli Hell in the Club , ci siamo messi a lavorare su idee che avevo in testa e abbiamo sviluppato delle canzoni che sembravano proprio funzionare cosi ci siamo decisi ad andare avanti .Nel frattempo ho conosciuto Dave degli elvenking scoprendo che anche lui aveva la stessa passione mia per l hard rock .. l ho coinvolto e da li è partito tutto .

Come è nato invece il nome della band?

Andy: Il nome della band deriva dal wrestling ... dallo show chiamato hell in a cell .L abbiamo riadattato ad una band rock e simboleggia il far festa e divertirsi nei lclub di musica dal vivo .

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Andy: dei testi ce ne occupiamo sempre io e Dave.Parlano di fatti vissuti in prima persona o da terzi .Sicuramente il testo ha una grande importanza nelle canzoni per quanto mi riguarda e mi piace pensare che chi ascolta ci si possa riconoscere un po' nelle parole e diventare una cosa sola con chi sta suonando.Sia i testi piu frivoli e divertenti che quelli piu seri devono comunque raccontare qualcosa e lasciare un messaggio .In questo disco ci sono anche due testi tratti da due racconti .

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Andy:credo che sia un disco molto positivo .. che regala serenità e divertimento a chi lo ascolta .Abbiamo ricevuto in effetti da molti questo tipo di considerazione dopo l ascolto del disco

Come nasce un vostro pezzo?

Andy: Tutti e 4 i membri della band portano le loro idee di partenza che possano essere riff , linee vocali , parti ritmiche su cui poi tutti insieme ci lavoriamo e creiamo la canzone definitiva.E' un lavoro molto di squadra e non c'è una persona che prevale sulle altre.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Andy: Per chi compone un disco di musica originale è sempre difficile scegliere un brano rispetto ad un altro .Dopo parecchi ascolti una volta che il cd è finito stampato e pronto sicuramente a periodi si preferisce uno rispetto all 'altro .Ma cambia continuamente anche a seconda del proprio stato d animo

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Andy: Ce ne sono molte . Ascoltiamo tantissima musica differente ... non solo rock ... e credo che i nostri ascolti , alcuni piu altri meno , si riflettano un po tutti nelle nostre canzoni

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Andy: Sicuramente l'intento è quello di suonare il piu possibile dal vivo !E' la dimensione che piu amiamo .Abbiamo già suonato al nostro release party e da gennaio inizieremo una serie di date un po ovunque in Italia .Successivamente ci dedicheremo anche all ' estero .Nel mentre stiamo già buttando giu materiale per quello che sarà il nostro prossimo disco!

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Andy: Al momento no ma è una cosa che sicuramente cercheremo di fare in futuro

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Andy: In italia ci sono tantissime band veramente valide !purtroppo c'è una mentalità molto spesso sbagliata a mio modesto parere .Sia nel pubblico che nelle band stesse .A volte ci si lamenta che il musicista non viene considerato come un lavoro ma io credo che purtroppo siano gli stessi musicisti a volte a non trattarlo come tale .Non ci sono molte persone disposte a sacrificare tanto e sbattersi e lottare ogni giorno per quello che stanno facendo .Oppure molti non vogliono investire e preferiscono spendere i soldi magari per andare in vacanza o fare altro .Nelle attività lavorative differenti dalla musica che io sappia si investe .Non parlo solo di denaro ma sopratutto di sudore e tempo e energia . Se apri un azienda qualsiasi per promuoverla e farla crescere , per migliorare uno investe no? :-)Spesso vedo band che fanno video clip o organizzano eventi e poi non li promuovono per niente ... non cercano di farlo vedere a piu persone possibili ma lo lasciano li ... sperando che lo faccia qualcun altro .Beh se si vuole ottenere qualcosa credo che in primis bisognerebbe sbattersi in prima persona ... poi se lo fanno anche altri ben venga .In più noto sia per quanto riguarda l ' ascoltatore che il musicista tantissima gente che spreca ore a parlare male di ciò che non gli piace . Ma che voglia ne hanno ? :) se si passasse la metà del tempo ad esaltare ciò che si ama invece di criticare ciò che non piace le band avrebbero già una promozione fortissima gratis... (ride n.d.r.) 

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Andy: Come tutte le band credo che internet faccia un po entrambe le cose .Promozionalmente è un mezzo potentissimo . Ma è anche vero che c'è il discorso pirateria che ammazza le vendite .

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Andy: La cosa piu importante è che cio che facciamo continui a fare divertire noi e chi ci ascolta ... questo è il valore piu grande per me.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Andy: Ce ne sono tantissimi ... se ci pensi il mondo è veramente pieno di grandi talenti e di tantissime canzoni stupende .Avessi la possibilità collaborerei con diversa gente perchè amo la collaborazione nella musica e mi piace confrontarmi con chi stimo .

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Andy: Un grazie gigante a te e a tutti quelli che leggeranno questa intervista!Invito tutti a venire a trovarci ai nostri live e fare un po di festa insieme!!!!

Maurizio Mazzarella


lunedì 15 dicembre 2014

RATED X - Rated X

Frontiers
I Rated X sono una super band formata da quattro super artisti, parliamo del grande vocalist Joe Lynn Turner, del batterista Carmine Appice, del bassista Tony Franklin e del taòlentuoso chitarrista Karl Cochran. A loro si aggiunge la presenza in veste di guesti di Nikolo Kotzev e Daniel Palmqvist che suonano la chitarra in alcuni brnai ben definiti. Ne viene fuori un disco dal titolo omonimo di straordinaria qualità. Da un punto di vista musicale ci muoviamo su lidi ormai ben conosciuti e quindi consueti agli artisti che formano i Rated X. Si tratta quindi di un buon rock melodico di matrice americana con diverse sfumature neoclassiche alla Rainbow. Una sorta di mix tra la musica dei Survivor o dei Foreigner e quella del beneamato Blackmore, con la differenza che c'è una maggiore impronta moderna nel sound, anche se il cuore e l'anima del progetto sono entrami ancorati agli anni ottanta o alla fine degli anni settanta. Il disco è gradevole e ben strutturato, contiene ovviamente dei brani di grande qualità, anche se nessuno decolla a tal punto da guadagnarsi i gradi di hit. Non è quindi il classico compitino svolto da mostri sacri del rock che si incontrano per una scampagnata, è certamente un lavoro di qualità, ma che non lascia il segno come dovrebbe, anche se farà certamente felici tutti i sostenitori del settore. Tecnicamente Rated X è un lavoro valido, anche se si nota un certo studio al tavolino alle spalle che rende lo sviluppo dei brani freddo e quindi poco intento a coinvolgere, ma ciò non toglie che lo spessore arstistico sia molto elevato. Tra brani come Get Back My Crown, This Is Who I Am e la ballatate Fire And Ice, l'album scorre via sino ad arrivare a pezzi estatici come Peace Of Mind, Our Love In not Over e la bellissima Stranger In Us All. Disco pregevole per i fan del genere.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella


venerdì 12 dicembre 2014

SAXON - Warriors Of The Road (The Saxon Chronicles Part II)

UDR
Un degno capitolo live di una grande band come i Saxon. Ci sono poche parole che possono essere dette su un'opera mastodontica come questa. Distribuito nei formati DVD + CD, Blu-ray + CD e digitale, il live contiene le registrazioni degli show tenuti ai festival inglesi Steelhouse 2013 e Download 2012, al tedesco Wacken Open Air 2012, nonché il Graspop Metal Meeting 2013. Inutile dire che la prova della band nei quattro show è superlativa e ci presenta una serie di musicisti in un ottimo stato di forma. La presenza folta del pubblico rende il prodotto anche più coinvolgente del solito, dando l'impressione di essere presente a quattro eventi dal sapore storico. E che dire delle scalette: che risultano complete ed adatte per quella che è la dimensione attuale del gruppo. Da un punto di vista tecnico, il prodotto è ben riuscito, perché le immagini sono state riprese in modo ottimale e quindi trovare anche un difetto lieve è opera pressoché impossibile. La cosa che piace anche dei vari show è la cornice che i Saxon hanno scelto, da un punto di vista scenico gli sfondi riportati e l'aggiunta dei violini che donano alla band l'impressione di essere quasi un'orchestra riconducano ad un'atmosfera estatica. E' giusto spendere qualche parola poi per un grande Biff Byford, maniacale nella sua prova. Tra i tre show se vogliamo andare a trovare il pelo nell'uovo, l'episodio del Wacken sembra il più riuscito, più che altro per l'importanza internazionale che ha ormai il festival, ma nel complesso si equivalgono tutti. Dello Steelhouse Festival piacciono davvero tanto le prove di Sacrifice, Conquistador, The Eagle Has Landed,  Denim & Leather e Princess Of The Night, del Download Festival invece Heavy Metal Thunder, Hammer Of The Gods, Power And The Glory e Motorcycle Man vanno sugli scudi, senza dimenticare poi il Wacken dove il trittico finale Wheels Of Steel, To Hell And Back Again e Denim And Leather è d'applausi. Opera mastodontica da avere senza se e senza ma. 

Voto: 10/10

Maurizio Mazzarella


KALEDON - Intervista alla Band


Risponde Alex Mele (chitarra):

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Ciao, quello appena uscito è il nostro ottavo album senza contare il best of del 2011! E’ un album di power metal sinfonico con molte influenze e ricco di molte sfumature che, a mio avviso, lo rendono molto interessante.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band è nata nel 1998, dopo la mia fuoriuscita dalla precedente band in cui militavo! Inizialmente facevamo cover dei gruppi che ci piacevano in quel momento ma, subito dopo ci siamo spostati a fare quello che facciamo tutt’ora. Siamo molto orgogliosi della nostra carriera.

Come è nato invece il nome della band?

Kaledon è il nome del regno dove è ambientata tutta la storia che c’è dietro i nostri album

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Nel 1998 ho scritto un racconto fantasy e, ogni testo dei Kaledon è legato a quella storia! La storia era divisa in 6 capitoli e, ogni capitolo è diventato un disco… Chapter 1 fino a 6. Dopo il sesto disco ho proposto alla band di dedicare un album ad ogni persongaggio della storia, in modo da analizzare stessi fatti ma da punti di vista diversi. Il nuovo album è interamente basato sulla vita del re di Kaledon. Antillius.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Sicuramente incuriosiremo gli amanti del power ma, essendo una band che utilizza molti generi diversi all’interno di un disco, credo che potremmo avere uno spettro più largo di ammiratori. In un nostro disoc puoi trovare il brano power, ma anche quello più hard rock, più melodico, più aggressivo! Tutto è legato alla storia… dipende da che tipo di emozione vogliamo trasmettere.

Come nasce un vostro pezzo?

Di solito io scrivo l’80% del materiale dei Kaledon quindi, per quanto riguarda me, presento alla band un brano più o meno completo in ogni sua parte e poi, tutti insieme aggiustiamo, modifichiamo o miglioriamo l’idea iniziale! I brani che scrivono gli altri, ad esempio quelli di Tommy Nemesio o Paolo Campitelli, vengono di solito presentati interi solo a livello musicale, e poi io curo melodia e testo. Mi piace molto quando gli altri collaborano perché, avendo stili di scrittura diversa, portano freschezza al prodotto finale.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Credo che il mio brano preferito sia The Fallen King! Un brano molto complesso a livello di struttura, e lungo quasi nove minuti. Sarà molto bello suonarla dal vivo e sono sicuro che diventerà un classico della band.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

I componenti dei Kaledon hanno tutti gusti musicali diversi quindi puoi trovare chi ama gli slayer, chi ascolta samba o musica jazz, chi i Manowar, e chi come me è amante alla follia dei Queen.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Stiamo ricevendo molte proposte di tour per il 2015 e a breve ne parleremo pubblicamente! Per adesso sono tutte proposte da concretizzare.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Per il momento no ma in futuro mi piacerebbe molto!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

La scena italiana è molto florida e ricca di band validissime ma, purtroppo è l’Italia in se che non funziona! Ci sono troppi stereotipi legati alla nostra musica e troppi preconcetti che fanno si che questo genere non riesca ancora a decollare e ad avere la giusta attenzione mediatica che merita! Noi siamo stati molto spesso all’estero e, ti posso garantire che è un altro pianeta! Tutto funziona e tutto viene svolto in maniera iper professionale. Qui abbiamo ancora diverse pagnotte da mangiare…

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Se ti riferisci al file sharing e al download illegale si… ci ha danneggiato come del resto ha danneggiato tante altre band! Internet come mezzo promozionale è fenomenale ma, si dovrebbe cercare di raggiungere qualche accordo SERIO per punire chi ruba la musica! Produrre un album ha costi molto alti e, se continuiamo di questo passo, tra 10 anni non ci sarà più musica, o almeno molta di meno! Sopravviveranno solo i big che, campano di inerzia.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Moltissimo! Suonare la nostra musica richiede un discreto bagaglio tecnico e molta preparazione. Dobbiamo provare molto spesso per mantenere il livello tecnico e la coesione della band ad alti livelli.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Si… sto inseguendo da una vita Brian May dei Queen… prima di morire vorrei avere un suo assolo su un disco dei Kaledon!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Con piacere… Spero che possiate apprezzare il nostro nuovo album, e spero di vederevi numerosi ai nostri prossimi concerti. Vi saluto col mio motto che è: MAY THE DRAGON BE WITH YOU

Maurizio Mazzarella


giovedì 11 dicembre 2014

THE GERMAN PANZER - Send Them All To Hell

Nuclear Blast
Cosa può nascere da una miscela di esplosivi? Una bomba dalla potenza inaudita. Così messi insieme tre mostri sacri della scena metal teutonica, ecco venire fuori uno dei dischi di maggiore qualità dell'intero anno. Si tratta di Send Them All To Hell incisto dai The German Panzer, formazione che vede insieme il chitarrista degli Accept Herman Frank, il batterista della medesima band Stefan Schwarzmann ed il mitico Schmier dei Destruction alla voce ed al basso. Il disco è qualcosa di stupefacente, un lavoro che mette insieme le peculiarità delle due band rappresentate al meglio questo lavoro. Sin dal brano di apertura che non è altro che la title-track, si ha l'impressione che The German Panzer sia qualcosa di più di una semplice band di passaggio, ma un progetto destinato ad avere un seguito importante, perché capace di sprigionare ottima musica sia da un punto di vista tecnico che compositivo e la cosa era ampiamente prevedibile. The German Panzer è uan dichiarazione di guerra, con Hail And Kill che si candida a divenire il verbo assoluto della band, Temple Of Doom che vede Stefan Schwarzmann picchiare sulle pelli in modo inaudito e Panzer sprigionare assoli taglienti e possenti. Ogni canzone è sbalorditiva e mette insieme in modo ottimale il thrash ed il power di matrice tedesca. Freackshow è un inno alla velocità d'esecuzione, Mr. Nobrain è invece in assoluto il pezzo più cattivo di tutto Send Them All To Hell, non è un caso che ambo i brani stazionerebbero perfettamente in un album dei Destruction. Why è un pezzo che sorprendere grazie al suo intro cupo, introspettivo e melodico, Virtual Collision sterza nuovamente su territori più tradizionali, mentre Roll The Rice richiama di più la scena power con un chiaro tocco di Accept mix Judas Priest, anche se la cattiveria di Schmier risulta sempre incisiva. La conclusione è invece affidata a Bleed For You Sins, un altro pezzo molto tecnico e rapido, dove il progetto The German Panzer trova l'apice della prestazione. Ottima la produzione, tutto è stato curato in modo maniacale, un grandissimo album da non lasciarsi scappare!

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella    


Dark Quarterer, proseguono i lavori per il nuovo album

Proseguono i lavori per il nuovo album dei Dark Quarterer. Dalla seconda settimana di gennaio verrà allestito lo studio per registrare il nuovo album, i cui lavoro dovrebbero chiudersi nel corso del mese di febbraio. L'uscita del disco per la cronaca, è prevista per il mese di aprile. Nel contempo, la band presenterà i nuovi brani nel corso delle due date live in programma il 7 febbraio all'Italia Di Metall Festival II (Prato, Exenzia) e il 27 febbraio  a Padova (Work In Progress: "Dark Quarterer + Guests).  La release con la presenza fisica dell'album in merchandise, avverrà ufficialmente il 18 aprile a Milano (Bresso) al Blue Rose Saloon (Dark Quarterer + 3Dreams Never Dreamt + My Dea).  Si attendono nuove conferme per le date da inserire nel 2015 nel Promo Tour che porterà la band in giro per l'Europa. L'aspetto live sarà curato dalla Etrurian Legion Promotion che si è legata ufficialmente con i Dark Quarterer. 

PLANETHARD - Now

Scarlet Records
Un disco di rara bellezza, che si ispira all'hard rock del passato, ma con un approccio moderno. E' in sintesi questo Now dei Planethard, un lavoro che riassume con cura certosina la grinta degli Skid Row, la tecnica dei Mr. Big e l'approccio dei Nickelback, con una punta di Black Label Society nel tocco delle chitarre. Lo si apprende nell'immediato con Play Harder, che all'apparenza sembra venire da Train Of Thought dei Dream Theater, ma che poi col passare dei secondi prende una piega completamente differente. Poi c'è The One, un pezzo di diretto, più rabbioso, dotato di un buon ritornello e supportato da una pregevole vena melodica. Awake invece fa leva sulle chitarre ed è nel suo appeal americano che strappa applausi lasciando a bocca aperta l'ascoltatore, Neverfailing Superstar è all'apparenza una ballata dai connotati poetici in stile Extreme destinata a decollare, per poi fare spazio a 15' Of Fame, brano moderno e ben ritmato. Now piace perché scorre in modo fluido spaziando tra Inglorious Time e Shall We Be Safe, dove le influenze alternative prendono il sopravvento rispetto alla parte più tradizionale della loro musica. Don't Say Goodbye è un altro momento di straordinaria qualità, un pezzo certamente accessibile e commerciale degno del Bon Jovi dei tempi d'oro, ispirato al miglior rock americano degli anni novanta o a pezzi che hanno fatto il giro del pianteta. Non c'è un secondo di stop, Now piace in tutte le salse, dal primo all'ultimo minuto ed ogni brano ha una storia, un motivo valido per essere ascoltato, amato e apprezzato. Emozione e tecnica si fondono tra She's All Over, Fight It Out e Underworld, sino a giungere alla conclusiva Now, la title-track, la classica ciliegina sulla torta, dove i Planethard confermano il loro talento tecnico e compositivo. Un disco da premio Oscar, una piacevole realtà. 

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella


VIZA - Aria

Architets Of Melody 
In giro c'è tanta buona musica che merita di raggiungere un folto numero di consensi. E' il caso dei Viza che con questo Aria confermano di essere in possesso di un particolare talento. Tra suoni moderni ed un appeal alternativo, si sciorina questo pregevole album, composto da brani accessibili, ma non semplici nella loro stesura, grazie ad arrangiamenti complessi con equilibrio e strutturati in modo intelligente. E' il caso ad esempio di Never Feel, un pezzo che può anche sembrare commerciale, ma che si dimostra ricercato e palpabilmente valido. Stesso dicasi per Quicksand, dallo stile britannico per certi versi, nonostante un appeal rigorosamente americano, ma comunque molto poetico e personale. Il lavoro delle chitarre è ben omologato a quello della sezione ritmica, ma ad emergere oltre alle doti dei singoli musicisti è la voce del cantante K'noup davvero originale. Tutti i brani piaccono nell'immediato, da Midnight Hour a Vanished, che non danno mai alcun punto di riferimento, da Viktor's Vanguard a Forward March, dove sono gli arrangiamenti a spiazzare, da Beneath The Waves a Take Over The World, nelle quali l'aspetto interpretativo risulta a dir poco estatico. Tra rabbia e ispirazione, Aria trova la propria fine in Brunette, un pezzo riuscito che riassume alla perfezione i contenuti di un disco ben prodotto e di qualità.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella


mercoledì 10 dicembre 2014

QUINTETTO ESPOSTO - Al Pianterreno

Autoprodotto
I Quintetto Esposto sono una realtà straordinaria. Un insieme di giovani musicisti che si rifà alla musica italiana d'autore, mettendo insieme con grande classe musicisti dal tocco poetico come Paolo Conte, Fabrizio De Andrè e la Premiata Forneria Marconi, il tutto condito con un tocco di forte personalità, associata ad un approccio attuale di forte intelletto cosmico. C'è nel cuore dei Quintetto Esposto l'anima degli anni settanta, quella del rock progressivo di qualità, che spazia tra Area, New Trolls, Balletto Di Bronzo, Banco del Mutio Soccorso e Le Orme. Al Pianterreno è il loro disco d'esordio, che giunge dopo il l'Ep Naufraghi che aveva già avuto un riscontro positivo. Tra chitarre, piano forte, arrangiamenti perfetti e strumentazioni varie degne di una piccola orchestra, i Quintetto Esposto hanno composto un lavoro bellissimo, fatto di brani straordinari, come Corrida di Anime, seguto da Gitana, brano dotato di un arrangiamento estatico e complesso. Come poi non amare La Ballata del Naufragio, uno dei brani più completi del disco, capace di mettere insieme poesia e tecnica con pregevole maestria. Il disco di dimostra vario e scorrevole, con brani esotici e di stile come Capri, raffinati e profonti come la title-track, suadenti e melodici come Per Elisabeth e la vecchia Betsie, ubriacanti e dalle tinte blues come Notti di Liquore e Chiamata alle Arti. Poi è nella conclusiva Sipario che i Quintetto Esposto riescono a mettere insieme tutto il loro talento, esaltando la chitarra di Edoardo Baroni e la profonda voce di Matteo Ceragioli. I Quintetto Esposto hanno talento e meritano successo senza se e senza ma. Gran bel disco.

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella


JUDAS PRIEST 'DEFENDERS OF THE FAITH' 30TH ANNIVERSARY EDITION DAL 10 MARZO

I Judas Priest, una delle più grandi band della scena metal, che ha fatto la storia del genere con album fondamentali come 'British Steel' del 1980 e 'Screaming for Vengeance') del 1982 presenta 'Defenders of the Faith', l’album disco di platino del 1984 che contiene i grandi successi 'Freewheel Burning', 'Jawbreaker', 'The Sentinel', 'Some Heads Are Gonna Roll' e 'Love Bites.' Il 10 Marzo 2015 una nuova expanded version in 3 CD dell’album sarà pubblicata da Columbia/Legacy. Conterrà l’album originale (10 tracce) rimasterizzato dal produttore Tom Allom, e una registrazione live completa tratta dal 'Defenders' tour, registrata alla Long Beach Arena in California, il 5 maggio 1984. Il concerto comprende 21 brani suddivisi in due cd, e include classici quali 'Metal Gods', 'Breaking the Law', 'Sinner', 'Electric Eye', 'The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown)', 'Victim of Changes' e 'You’ve Got Another Thing Coming,' insieme al materiale del nono album da studio della band, all’epoca nuovo. Come afferma la band nelle note di copertina della ristampa "It's 30 years since we released 'Defenders of the Faith' - we're very proud to say it has become a classic that's beloved by Priest fans throughout the world" I Judas Priest sono reduci dal successo del loro diciassettesimo album in studio, 'Redeemer of Souls', che riconferma la popolarità del gruppo più forte che mai, con il debutto alla posizione più alta di sempre tra le pubblicazioni dei Priest (al 6° posto della Billboard 200). Il gruppo è attualmente in tour con uno spettacolo che comprende anche successi da ‘Defenders of the Faith’ che i fan non sentivano dal vivo da molto tempo.