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lunedì 10 aprile 2017

LABYRINTH - Intervista alla Band


Risponde Olaf Thorsen (chitarra):

Ciao ragazzi e benvenuti tra le pagine di Giornale Metal. Partiamo dall'inizio. Dopo diversi anni di attesa tornano i Labyrinth con una formazione rinnovata. Come mai? 

Buongiorno a te! Rinnovare la formazione era una condizione fondamentale, per dare nuova linfa alla band e per evitare di rimanere avvolti nel passato e nella mera ripetizione di quello che siamo già stati e che abbiamo già fatto. Non ci sono motivi di astio, nè di malumore nei confronti di tutti i nostri ex, anche quelli più remoti nel tempo, ed anzi provo solo gratitudine nei confronti di tutti i quali con cui ho condiviso tanti bei ricordi e bella musica. Era, semplicemente, il momento di cambiare. 


Come è avvenuto il reclutamento di musicisti di grosso calibro come Macaluso, Mazzucconi e Oleg Smirnoff?

Ovviamente, dovendo cambiare, abbiamo scelto di cambiare inserendo "il meglio".  Per qualcuno come Oleg si è anche trattato di tornare a far musica con un amico con cui ho già condiviso molto, mentre con altri si è trattato di collaborare con autentici Musicisti, con la M maiuscola, che poi si sono rivelati anche ragazzi affabili ed in linea col nostro modo di essere e di vivere quello che facciamo. Il reclutamento è avvenuto naturalmente: una telefonata, un'intesa immediata e via al lavoro, come dovrebbe sempre essere: non potrei mai lavorare con qualcuno che non condivida i nostri gusti e le nostre passioni.

Cosa ha spinto Oleg Smirnoff a tornare dopo un periodo di assenza dalle scene? 

La voglia di rientrare l'aveva da anni, ma è difficile oggi trovare la forza di ripartire da zero. L'avergli proposto di tornare all'interno di una band come Labyrinth, in cui avrebbe comunque ritrovato anche degli amici, credo gli abbia dato quella ultima spinta di cui aveva bisogno. Ne sono molto felice e lasciamelo dire, sono più felice per lui che per noi, perché era un vero delitto che avesse smesso di fare musica. Lo reputo uno dei migliori talenti a livello mondiale.

Perché intitolare il nuovo disco Architecture Of a Gods? 

Perché ci intrigava l'idea del titolo riferito al lavoro che stavamo per iniziare, alla sua importanza per una band come noi, ferma da molti (fin troppi anni). Molte persone hanno un po' mitizzato la band, come se fossimo portatori di chissà quale "verbo musicale", l'attesa rispetto a questo lavoro era diventata subito molto alta e alla fine ci sentivamo un po' di fronte ad un vero e proprio lavoro di architettura, nel decidere quale direzione musica prendere. 


Ci potete parlare della bellissima copertina? Chi l'ha creata e su che basi? Come si ricollega al disco? 

L'ha realizzata il bravissimo Davide Nadalin, che ormai cura quasi tutto (tempo permettendo) quello che facciamo uscire. Gli abbiamo dato titolo, idea e lui ha fatto il resto, parlando anche con i ragazzi di Frontiers. Siamo soddisfattissimi di quello che ha fatto, soprattutto del fatto che ha saputo recepire la nostra  volontà di non seguire i canoni fin troppo abusati che vengono ripetuti ai giorni d'oggi, cioe' con super-colori e grafiche fin troppo cariche di dettagli. Tutte cose bellissime,  ma che poi risultano un po' tutte uguali e che si perdono, quando affiancate ad altri lavori.

Può essere considerata per i Labyrinth questa una nuova vita? Oppure una sorta di seconda era? 

Certamente, come ti dicevo. Anche il cambio di line-up è stato fatto in questa ottica. Siamo qua per guardare avanti, non indietro. 


Se l'intesa tra Thorsen e Cantarelli è ormai consolidata dal tempo, come si sono rapportate le chitarre ad un sound completamente diverso come quello di Smirnoff alle tastiere rispetto ad Andrea De Paoli?

Oleg è stato bravissimo e credo il fatto di avere già lavorato con lui nei Vision Divine abbia aiutato. Abbiamo realizzato i brani come abbiamo sempre fatto in passato: partendo dalle chitarre, creando una struttura sulla quale poi lo abbiamo lasciato libero di arrangiare, completare, tagliare e addirittura aggiungere. Non doveva copiare nessuno, ma semplicemente fare quello che sa fare lui, al meglio.

Nei Labyrinth da sempre ci sono stati musicisti eccezionali. Soffermandoci sulla batteria, è possibile che Macaluso abbia dato una marcia in più alla band?

Assolutamente! Si e' scritto TUTTE le parti di batteria, passaggio per passaggio, ascoltando la musica che avevamo composto e mettendo la batteria al servizio di ogni singolo pezzo. Si è integrato nella band ancora piu' di quanto potessimo sperare ed oggi posso dire che John non è assolutamente un turnista, ma un membro attivo a tutti gli effetti. Questo album, senza il suo lavoro, non sarebbe stato uguale.

Il vostro modo di comporre le canzoni si è modificato nel corso degli anni oppure è rimasto immutato? 

No, non è cambiato ed anzi: in questo album siamo tornati a comporre io e Andrea, con le nostre chitarre, di sera e magari con una birretta. Parte tutto da alcuni riff, alcune melodie, un coro di chitarra. Se suona bene così, il pezzo suonerà bene anche una volta completato con gli arrangiamenti.


In cosa si differenzia Architectured Of A God rispetto ai due "Return Of Heaven Denied"? 

Beh, sono confronti difficili da fare. Il primo RTHD ormai ha raggiunto uno status per cui tutto quello che gli viene paragonato, finisce inevitabilmente per venire sminuito. Rispetto a questo, direi che se RTHD pt2 guardava al passato ed era un po' il nostro modo di chiudere un certo capitolo musicale della band, AOG al contrario è un disco che guarda avanti, facendo un po' da "riassunto" di tutto quanto fatto fino ad oggi ed inserendo anche alcuni piccoli dettagli meno sfruttati in passato.

La voce di Tiranti è ormai un marchio di fabbrica autentico per i Labyrinth. Questa volte però ha donato al disco un carisma straordinario? Cosa ne pensate? 

La penso esattamente come hai detto tu e non saprei cosa altro aggiungere: in questo album Rob ha fatto un lavoro monumentale, sia come ricerca delle melodie che come cura della voce.

Cosa pensate di un album come Freeman oggi? 

Non avendo partecipato a questo album, posso dirti solo il mio punto di vista da esterno: l'ho trovato un disco ben fatto, ma molto, troppo lontano dai canoni che il monicker Labyrinth richiederebbe. Credo che per questo abbia pagato un po' il dazio di risultare un album musicalmente non in linea con quanto ci si aspetterebbe da un album che esce sotto monicker Labyrinth. 


Solo per fare chiarezza e senza alcuna forma di polemica, quindi se volete potete non rispondere. Concordate sul fatto che spesso i social alimentano polemiche stupide ed inutili attorno ai Labyrinth? Situazioni come l'addio di Sergio Pagnacco e De Paoli, o la parentesi di Mark Boals, non pensate siano state troppo gonfiate? 

Certamente e aggiungo che di solito non vengono alimentate da noi, ma dai media. In realtà noi cerchiamo sempre di mantenere un profilo basso e di evitare sterili polemiche, che non ci appartengono per indole. 

Nei vostri programmi c'è un tour? 

Abbiamo molte richieste e stiamo valutando il da farsi, ma sicuramente porteremo il nuovo album in sede Live. 

A quando l'uscita del vostro DVD live? 

Non saprei, perché al momento Frontiers ha (giustamente) deciso di dare massima priorità al nuovo album. Posso pensare verso l'autunno 2017.

Quanto aspetteremo di nuovo per avere un nuovo album dei Labyrinth? 

Continuando a leggere le solite polemiche da bar e da forum italiani, in questo momento mi sentirei quasi di risponderti che ne riparleremo tra almeno 15 anni, ahah! Poi in realtà potrebbe non volerci molto tempo...chi lo sa. Per ora preferisco godermi questo nuovo album! 


Ci sono news riguardanti i vostri progetti paralleli Vision Divine e APD? 

Con VD sto lavorando ad un nuovo album, che però mi porterà via molto più tempo del solito, per una serie di motivi, tra cui la direzione musicale che intendo prendere con i nuovi brani..anche li, uscirà quando sarà pronto, senza ansie! 

Volete lasciare un vostro messaggio ai nostri lettori?  

Grazie a tutti gli amici ed i fans che ci hanno sempre supportato e spinto a fare qualcosa di nuovo, aspettanto ben 7 anni! Questo album lo dedichiamo a tutti coloro che come noi vengono da un'altra epoca e che ancora colgono l'emozione di un nuovo album, con tutto il significato che si porta dentro e con tutta la collezione di emozioni, racchiuse nei vari pezzi. A presto!

Maurizio Mazzarella