ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

sabato 29 luglio 2017

OVERKHAOS - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Intanto vorremmo ringraziare la redazione per questa intervista. “Beware of Truth” è un concept album di 55 minuti che esplora un futuro non troppo lontano, nel quale una società è colpita da un pesante inquinamento che fa ammalare irreversibilmente molte persone. I colpevoli di tutto sono le potenti lobby, che attraverso livelli di produzione eccessivi nelle loro industrie, puntano solo al guadagno ed al controllo delle masse. Gli unici che proveranno a contrastare questa situazione sono i componenti della “Khaos Inc.”, una organizzazione sovversiva guidata da “Z”. Il resto della storia lo lasciamo a voi… Le tematiche principali sono il “potere”, visto in tutte le sue forme, e in maniera non troppo velata, la situazione geopolitica della nostra terra. Vi sono quindi riferimenti all’eterna lotta tra il lavoro e la vita, elemento da sempre caratterizzante la nostra terra (e tutto il meridione in generale) e riferimenti legati a tutta la problematica ambientale della nostra città. Si tratta quindi di un album di protesta sociale che non manca però di integrare nel contesto vicende amorose, intrighi, sotterfugi e amicizia. 

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band nasce nel 2013 in stile heavy/thrash. I fondatori sono Giuliano, Davide e Anna ai quali, dopo un cambio di lineup, si sono aggiunti Andrea alla batteria e  Mimmo alla voce. Insieme abbiamo iniziato a rivisitare i vecchi brani ,ma soprattutto a comporre nuovo materiale, in uno stile piu progressive ,che ha portato alla stesura di 10 tracce  formanti il nostro album d'esordio Beware Of Truth.

Come è nato invece il nome della band?

Inizialmente la band si chiamava “Imperium”. Non appena cominciammo ad avere una attività live più proficua, decidemmo di cambiare nome con qualcosa di più originale, incisivo, che suonasse bene, e che in qualche modo richiamasse le nostre origini. Prendendo spunto dalla mitologia greca, il “khaos” era la personificazione dello stato primordiale di "vuoto", il buio anteriore alla generazione del cosmo dove tutti gli elementi erano mescolati in una massa informe. La nostra intenzione è quella di rielaborare questi elementi per dare vita a un qualcosa di ben definito nella forma dell'heavy metal per esprimere un messaggio. 

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Della quotidianità fanno parte emozioni e sensazioni che si scatenano in risposta ad eventi, positivi e negativi, pertanto la quotidianità è una fonte di ispirazione più che sufficiente a nostro avviso. Per questo primo concept album, la storia è ben precisa e ogni canzone ne ripercorre i vari passi.  I testi sono importanti e ricercati tanto quanto la musica. Niente è lasciato al caso, anche le linee vocali hanno una precisa collocazione rispetto al messaggio contenuto. 


Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Più di qualche recensione ha sottolineato come il nostro sound sia un buon mix tra old school e moderno, pertanto probabilmente la qualità principale dell’album è proprio quella di riuscire ad unire i gusti di più generazioni di ascoltatori. Da un altro punto di vista, di sicuro la versatilità dei brani è uno degli elementi di maggiore curiosità da parte di un potenziale ascoltatore. Nell’album abbiamo cercato di esplorare sonorità differenti tra loro, pertanto la novità e la sorpresa sul cosa un ascoltatore si possa ritrovare ad ascoltare è il nostro punto fermo in fase di composizione.

Come nasce un vostro pezzo?

Fondamentalmente non adottiamo un metodo o una tecnica rigorosa per scrivere musica, ma volendo quantificare, abbiamo più o meno 3 modi di scrivere un brano. Il primo è l’improvvisazione, in sala prove si comincia a fare jam sulla base magari di una ritmica in particolare o di un tempo più semplicemente. Non appena si raggiunge un riff, un pattern o un giro interessante, si scrive e si prosegue partendo dal risultato appena ottenuto. Un altro modo in cui scriviamo è diametralmente opposto al precedente, ossia ognuno di noi butta giù le proprie idee, che vengono successivamente valutate, provate ed eventualmente modificate, dopodiché si procede amalgamando il tutto. Infine come terzo ed ultimo modo di scrivere musica adottiamo la tecnica della “illuminazione folgorante”, nella quale uno di noi un bel giorno si sveglia e scrive una canzone per intero che è praticamente già ottima così come è, senza quasi neanche bisogno di provarla. E si, è successo per davvero. 


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Più o meno ognuno ha il suo brano preferito, non ce n’è uno in particolare che vale per tutti. L’unica eccezione da un punto di vista emozionale credo la si possa fare per Deadline, sicuramente la più forte da questo punto di vista.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Le band che hanno influenzato il sound di questo disco sono ricercabili nelle influenze personali che sono molto variegate, spaziando dall'heavy metal classico al progressive piu moderno. Sicuramente sono ben riconoscibili band come Dream Theater, Symphony X, Queensryche, Pantera o anche Tesseract.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Siamo già al lavoro per organizzare delle serate promozionali in giro per l'Italia e perché no all’estero, cercando di conciliarle con gli impegni personali dei vari componenti della band. Tra studio e lavoro non è facile fare tour lunghi.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Sarebbe bellissimo sicuramente, ma per ora non crediamo sia in programma un lavoro del genere. Di sicuro stiamo lavorando per fare dei live footage di qualità da poter pubblicare su internet, in modo tale da far apprezzare al pubblico la nostra essenza a 360 gradi.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Terribile è dire poco. Il problema principale è dato dal fatto che in Italia viene dato poco spazio alla musica “underground” e non solo, per cui non ci sono i posti adatti ad ospitare eventi, non c’è intenzione di crearne di nuovi, e anche dove c’è la possibilità di ospitare un evento di qualsivoglia portata, entrano in campo tutta una serie di fattori e condizioni tali per le quali non se ne fa più nulla. Parte della responsabilità però ricade sulla sempre più calante affluenza ad eventi musicali addirittura gratuiti, non parliamo di quelli a pagamento. Questo non solo scoraggia gli organizzatori, scoraggia anche le band, che nella migliore delle ipotesi vanno a cercare fortuna all’estero, quando possono permetterselo. La tipica storia italiana insomma.


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet va considerato come rampa di lancio. E’ un arma potentissima perché permette alla tua musica di arrivare potenzialmente in qualunque parte del mondo, ma allo stesso tempo essendo così vasto, rischia di farti scomparire nel mare della scelta. L’idea è quella di sfruttare internet per farsi conoscere, e poi consolidare la fiducia ricevuta dagli ascoltatori con le esibizioni live. Come band riteniamo la componente live fondamentale al giorno d’oggi. Paradossalmente rispetto al passato dove emergeva il più delle volte chi era in grado di fare un disco e pubblicarlo, oggi la differenza la fa la performance live, perché grazie al digitale chiunque, potenzialmente, è in grado di realizzare un disco, con costi relativamente bassi. Per il momento internet ci ha solo favorito, infatti anche e soprattutto grazie al lavoro di Rockshots, la nostra musica è arrivata in buona parte del globo, cosa della quale non possiamo che essere entusiasti.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Scegliendo di suonare progressive, ci siamo scelti una bella gatta da pelare. E’ un genere tanto gratificante quanto pericoloso, non solo per i requisiti richiesti ma soprattutto per le aspettative del pubblico, molto esigente. Alla parola progressive sono spesso associati nomi che è difficile eguagliare. In generale però, prescindendo dal genere, riteniamo che un musicista sia realmente valorizzato quando fa musica propria. E’ in quel momento che viene fuori tutto il lavoro e il sacrificio, sia che tu faccia pop, rock, reggae o death metal.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ce ne sono una infinità! Fortunatamente siamo pieni di talenti e mostri sacri, tirare fuori uno o due nomi è praticamente impossibile. Sicuramente ognuno di noi vorrebbe il proprio idolo su un proprio brano, quindi prima o poi credo che proveremo a collaborare per ogni strumento presente nella band.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ringraziamo i lettori e la redazione di Giornale Metal per averci dato la parola. Invitiamo tutti a seguirci sui principali social network per restare aggiornati, ad ascoltare la nostra musica e soprattutto supportare le band locali, siamo pieni di giovani talenti che hanno solo bisogno del vostro supporto per emergere!

Maurizio Mazzarella