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giovedì 29 giugno 2017

CRIMSON CHRYSALIS - Enraptured

Wormholedeath
La band che prende il nome di Crimson Chrysalis proviene da una regione lontana, splendidamente soleggiata, mistica, attraente e molto calda. Parliamo del Sud Africa, terra che da sempre sembra vivere in un tempo tutto suo, con i propri ritmi, usanze e con una moltitudine di etnie che vivono tra di loro perfettamente integrate, nonostante tutti i problemi che si possono riscontrare. Chiusa questa breve parentesi possiamo parlare di musica, con un album, Enraptured, che trasuda emozioni fin dalle prime note. Diviso tra un rock sinfonico elegante e orchestrazioni di classe immensa. Alla base di questo progetto troviamo un artista, Renè Van Den Berg, che prima di cimentarsi con questo genere, basava la sua carriera sulla musica folk africana. Con questo disco, mostra ancora una volta di possedere una straordinaria voce, capace di ammaliare fin dalle prime note. Suadente, sensuale e magicamente inserita su un contesto prettamente rock. Una delle voci più belle, più emozionanti ascoltate negli ultimi anni. Ogni canzone, a partire da Soulstalker, con il suo incedere sinfonico, meriterebbe l’acquisto di questo lavoro.

Ogni singola nota trasuda emozioni pure, armonie struggenti, ma nello stesso tempo soavi. Non dimenticando le reminiscenze rock come nel caso di Elegy, brano dal sapore malinconico, con innesti chitarristici e operistici degne della migliore rock opera. Sacred Vow, brano che potrebbe essere suonato tranquillamente in un teatro. Porta l’ascoltatore ad una certa pace interiore, tanta è la dolcezza con la quale la musica scivola su di esso. In Enlightenement possiamo scorgere una classica rock song, sostenuta dalla voce di Renè e da alcune meravigliose parti di chitarra acustica dove in seguito si inseriscono le varie orchestrazioni. Sandro Lo Castro Non disdegnano mostrare anche un certo amore verso il symphonic metal con Fear. Stesso identico discorso può essere fatto con Raven. Non si riescono a trovare termini di paragone con altre band, essendo molto personali in quello che propongono. Un brano poi su tutti si fa notare per profondità, bellezza, magia e passione e amore, stiamo parlando di Surrender, brano che per chi scrive risulta essere una vera ossessione. Catalogandolo anche come uno dei più grandi mai ascoltati prima, in qualsiasi genere musicale che possa esistere. Magico nel suo incedere quasi struggente e malinconico con tanto di chitarre acustiche dal suono soave, dettato anche da un certa sensualità quasi teatrale, con un fascino tutto particolare, ricordando parecchio la classe francese per eccellenza. Difficile trovare parole degne per descrivere meglio questo platter. Qui si trovano i sogni riportati in musica. 

Voto: 10/10

Sandro Lo Castro