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giovedì 8 giugno 2017

ASTRAL DOORS - Black Eyed Children

Metalville
Aspettati al varco, non si sono fatti aspettare troppo gli Astral Doors, band svedese che sin dal 2002, anno della fondazione, portano avanti con estrema convinzione un progetto che fino ad oggi continua a far crescere l’anima della band e che fa aumentare non di poco la già ben nutrita fan base. Ennesimo lavoro, Black Eyed Children, che mostra un robusto heavy metal in pieno stile anni ’80. Brani robusti, duri come la roccia che non disdegnano affatto una certa dose di melodia. Nulla da far gridare al miracolo, un lavoro che non mancherà forse di dividere le opinioni tra gli addetti ai lavori. Le tracce sono prevalentemente formate da mid-tempos, con qualche escursione sulla velocità come nel caso di: Good Vs Bad, brano che tra l’altro risulta il migliore dell’intero lotto. Lasciando solo un brano dalle tinte musicalmente più spinte, quest’album risulta un pochino noioso, non sarebbe stata male l’idea di inserire qualche brano più movimentato, avrebbe dato una diversa e migliore piega a tutto. Siamo comunque davanti ad un platter che si fa ascoltare abbastanza bene, suonata magistralmente e prodotto alla grande. Le vocals ricordano molto da vicino, forse anche troppo, il mai dimenticato Ronnie James Dio.

E da qui che prendono particolare influenza non solo in fase vocale, ma anche sulle composizioni. Si buttano totalmente sull’era Dio post Rainbow. Diciamo che gli sono particolarmente devoti. Arma che potrebbe risultare a doppio taglio ovviamente. Rischiano di essere criticati per una certa mancanza di personalità. Ci sarà comunque chi apprezzerà questo platter , magari trovando un po’ di conforto per la perdita del grandissimo cantante. Sembra più un album nostalgico, ma a tratti ribadiamo che non è poi così malvagio. Le composizioni si assomigliano un pochino troppo tra di loro. Una menzione a parte la si deve alla bonus track di Black Eyed Childre, ovvero Jesus Christ Moviestar, in cui Dio è presente più che mai e ironia della sorte , insieme alla già citata God Vs Bad ,risulta la migliore dell’intero lavoro. 

Voto: 6/10

Sandro Lo Castro