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domenica 2 aprile 2017

DELIRIUM X TREMENS - Troi

Punishment 18
Questo disco non è fatto di sola musica, ma ha storia, memoria, ricordo; tre parole semplici, ma che servono per descrivere questo grande disco; perché i nostri veneti ,hanno saputo mettere pathòs e anima in un’impresa ardua ma riuscita alla perfezione, per ricordare il coraggio, l’umiltà e lo spirito di sacrificio dei nostri beneamati alpini durante il primo conflitto mondiale; attraverso strutture death metal tecnico ma dotate di anima, furore e una punta di malinconia, raccontano l’epica nostrana. Basta sentire l’opener “Ancient wings” con strutture spezzate, riffing vorticosi e voci in diverse tonalità che vanno dallo scream, al growl ad un tono fermo e drammatico, ”Col di Lana, mount of blood” è una perla di brano, pregno di tecnica, melodia dosata ma soprattutto orgoglio del sacrificio compiuto per la libertà, The voice of the Holy river” racconta con passaggi potenti, violenza sonora la battaglia sul Piave, fiume sacro italico per eccellenza; il death tecnico proposto dai nostri sembra imitare il crepitare dei fucili e lo squarcio tonante nel cielo dei mortai, tecnica, passione emozione, con chitarre chirurgiche e perfette,”Owl” è un inno ad uno dei rapaci simbolici per eccellenza, il gufo; mentre “Spettri nella steppa” racconta i nostri durante la campagna di Russia, tra freddo e gelo e molti mai più tornati(potrebbe essere la colonna sonora dello stupendo libro di Giulio Bedeschi Centomila gavette di ghiaccio).

La cover”Song to hall up and high”, non è una cover, ma un tributo, perché i Bathory con la loro opera hanno dipinto l’orgoglio, la drammaticità e l’amore per la propria terra;e questi cantori veneti, le danno una veste nuova, come se facesse parte del tessuto del disco stesso, oltre che del magnifico Hammerheart dal quale è tratto, con un tappeto di tastiere, una malinconica fisarmonica e un coro da brividi, ti fa battere il cuore; ultimo capitolo “The picture” un ricordo scolpito nell’immagine con colori musicali e ardore, amore per la propria terra e ricordi; che dire se non un sincero grazie! Grazie ragazzi per aver ricordato il gestro nobile di un gruppo di persone che portavano con orgoglio una penna nera(ve lo dice un nipote di alpino),che il metal non è rumore, ma sa colorare ricordo, cultura e storia e meriterebbe più rispetto, e a voi che leggete, prendete questo disco, compratelo e siate orgogliosi delle gesta di molti, raccontante da un gruppo che per sentimento e onore, portano con orgoglio questa storia e memoria comune! BRAVI! 

Voto: 9/10 

Matteo”Thrasher80”Mapelli