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sabato 11 ottobre 2014

MASTERCASTLE - Enfer [De La Bibliothèque Nationale]

Scarlet Records
I Mastercastle sono una della band più interessanti e di maggiore qualità che il panorama metal tricolore ha prodotto dall'inizio del nuovo millennio ad oggi. Non solo per l'estro di Pier Gonella, probabilmente una delle migliori asce italiane, o per la splendida voce di Giorgia Gueglio, bensì per l'appel compositivo che il combo ligure ha sempre messo in messo in mostra. Da Phoenix a questo pregevole Enfer, i Mastercastle sono riusciti sempre ad evolversi in modo coerente, fondendo un power metal raffinato ad uno stile neoclassico particolarmente originale, che strizza l'occhio ad un rock melodico, oltre che ad un prog accessibile e mai complesso. Enfer [De La Bibliothèque Nationale] è il loro quindi lavoro in studio e giunge ad un anno di distanza dal precedente On Fire, sancendo il nuovo sodalizio con la Scarlet Records. Gli standard musicali dei Mastercastle proseguono sulla consueta scia che ha reso celebre il gruppo, anche se a differenza di On Fire, Pier Gonella e compagni hanno irrobustito notevolmente il loro sound ed è proprio nella chitarra che si nota la forza di un artista che riesce liberamente ad esprimere al massimo il proprio talento sia di musicista da un punto di vista esecutivo, che di compositore. Un aspetto palpabile in Let Me Out, dove assoli eclettici si fondono con il tono raffinato della Gueglio, autrice di una prova pregevole. Già a partire dall'opener the Castle si ha un'impronta ampia di quelli che saranno i contenuti del miglior disco mai inciso dai Mastecastle. Canzoni mature ed ispirate. E' in sintesi questo che viene trasmesso da Enfer, che scorre via senza sosta lasciandosi apprezzare dall'inizio alla fine. Ed è l'innovazione uno degli aspetti fondamentali del disco, riscontrabili in brani come Naked, supportato da raffinate tastiere e Pirates, probabilmente uno dei pezzi più accessibili. La title-track ad ogni modo, resta il momento più elevato del disco, grazie una struttura musicale estatica.  La dinamica del disco è ben tracciata, con brano sempre accattivanti e di spessore. Straight to the Bone, Throne of Time, Behind the Veil  e Venice sono componimenti che non fanno altro che confermare come Pier Gonella sia un genio contemporaneo. Il tocco delle tastiere di Andrea De Paoli dei Labyrinth presente in veste di queste, non è altro che la ciliegina su una torta maestosa che si conclude con lo strumentale Coming Bach. Produzione sopraffina, suoni appropriati, brani eccellenti. Un disco da premio Oscar. 

Voto: 10/10

Maurizio Mazzarella