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lunedì 14 luglio 2014

NOVERIA - Risen

Scarlet
Eccolo l’album che dovrebbero far ascoltare a chi si ostina ad affermare che popolarità è sinonimo di qualità, che riempire uno stadio dà il diritto a non essere assolutamente attaccabile in relazione al prodotto proposto; che sia metal o rock non importa, perché la musica in quanto arte, troppe volte rimane incompresa o ancor peggio ignorata. Prendete per esempio questo debutto/capolavoro dei romani Noveria, aiutati dalla produzione e, questa volta, anche dalla chitarra (in Fallen from Grace) di quel genio musicale che di nome fa Simone e di cognome Mularoni, e dalle tastiere di Emanuele Casali, che ha da poco concluso le sue”fatiche” sul bellissimo album degli Astra e grande protagonista anch’egli nei DGM. Risen è un meraviglioso esempio di come si deve suonare oggi il progmetal, indurito da iniezioni power/speed da antologia, da far rabbrividire i grossi nomi internazionali del genere; chiaro che se la popolarità dovesse andare sempre a braccetto con la qualità, non basterebbe il Maracanà per contenere tutti i fan di questi splendidi musicisti. Un album che ha del clamoroso, con una manciata di brani che definire perfetti è il classico eufemismo, forse meglio sarebbe dire da pelle d’oca, che non andrà via neanche dopo vari ascolti perché le sfumature che, inevitabilmente, al primo ascolto avrete perso, vi travolgeranno e vi lasceranno senza fiato. Dopo l’intro The New Age, la title-track vi esploderà nei timpani, con tempi serratissimi di una sezione ritmica da infarto (Omar Campitelli alle pelli e Andrea Arcangeli al basso), momenti di calma prima che i solos di Francesco Mattei, chitarrista assolutamente strabordante, vi porteranno ad un grado di esaltazione totale. Neanche il tempo di riprendersi da cotanta meraviglia che Downfall continua il massacro, con la salita in cattedra delle superbe tastiere del buon Casali e ci lasciamo trasportare così, come in Paralysis, dal talento di Frank Corigliano, vocalist dall’ugola eccezionale e dalla forte personalità, che pur seguendo le orme di Russell Allen, riesce a non sfigurare al confronto con una prova maiuscola. Bene ho rotto il ghiaccio e allora parliamo di “influenze”: Symphony X, sicuramente, per l’approccio al genere, sempre con quel tocco drammatico nella struttura dei brani e mi fermo qui perché una band del genere ha necessariamente molto di suo e allora sarebbe meglio parlare di affinità. Risen mi ha ricordato un altro bellissimo debutto, dello scorso anno e sempre di una band italiana,”A Prelude into Emptiness” dei Chronos Zero, finito sulla mia playlist di fine anno, anche se il gruppo ferrarese ingloba nel proprio sound elementi più thrash oriented, mentre qui si viaggia sul pendolino speed/power. Abbiamo ancora il tempo di farci stupire dalla bellissima Ashes, dalla magniloquente ed epica Through the Abyss e dalla più ariosa in apparenza, Waste, stupenda conclusione di un album magnifico e affascinante, che lancia i Noveria alla ribalta del mondo metallico, non solo a livello nazionale.
Fatemi e fate soprattutto a voi stessi il piacere di supportarli. Grazie.

Voto: 9/10

Alberto Centenari - www.iyezine.com