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giovedì 1 agosto 2013

ECNEPHIAS - Intervista alla Band


Risponde Sicarius Inferi (tastiere):

Siete appena usciti sul mercato discografico con Necrogod potete presentarlo ai vostri lettori?

-Necrogod è il nostro album più ambizioso fino ad ora, allo stesso tempo potente e melodico, ricco di suggestioni e atmosfere che non possono non colpire l’ascoltatore, indipendentemente dai gusti; si tratta di un concept sui culti e gli Dei delle civiltà pre-cristiane del Sud del mondo; è stato masterizzato da Dan Swano e vede la partecipazione di Sakis dei Rotting Christ nel brano “Voodoo (Daughter of Idols)”.

Necrogod è appunto il titolo del vostro ultimo disco in studio, come lo avete deciso?

-Non ricordo se è nato prima il pezzo o è stato deciso prima il titolo dell’album e poi da lì abbiamo composto anche il pezzo, in quel periodo bevevo troppo; in ogni caso ci sembrava semplicemente il titolo più adatto ed evocativo per esprimere lo spirito dell’album e del concept alla base.

Quanto tempo è servito per completarlo tra stesura e registrazione?

-Sicuramente Necrogod è il nostro album che ha avuto la gestazione più lunga: per la composizione e gli arrangiamenti ci sono voluti circa nove mesi di duro lavoro (e poi abbiamo partorito ahahah); per i demo pre-registrazione, registrazione vera e propria, missaggio e mastering invece ci sono bastati un paio di mesi.

Chi ha curato la copertina del disco? Cosa rappresenta?

-Da tre anni la nostra grafica è curata da Pierre Alain; la copertina di Necrogod rappresenta Horus nell’incantesimo di preservare l’Egitto dai nemici in battaglia; è un omaggio al mito della civiltà egiziana.

Come si è evoluto il vostro sound partendo da Dominium Noctis, sino ad arrivare a Necrogod?

-Credo che le caratteristiche principali del nostro sound, come la continua alternanza tra momenti più riflessivi e melodici ed altri più duri, l’importanza data alle clean vocals e ai cori, il ricorso ad altre lingue (latino, italiano, portoghese) oltre all’inglese, la propensione per tematiche legate all’occulto ed una certa teatralità (che potremmo definire “mediterranea”) legata soprattutto all’interpretazione di Mancan e agli arrangiamenti di tastiere siano rimasti sempre un nostro marchio di fabbrica, che abbiamo cercato di definire meglio e rendere sempre più personale di album in album; l’evoluzione maggiore nel corso degli anni si è basata soprattutto su una progressiva riduzione delle componenti death-black (soprattutto a livello ritmico) a favore di ritmiche e arrangiamenti più vicini all’heavy metal vero e proprio (negli ultimi due album questa evoluzione è stata marcata molto anche dall’arrivo del nostro chitarrista Nikko, che ha impreziosito il nostro sound con assoli di matrice heavy metal classica, che prima erano totalmente assenti nel nostro sound).

Quali sono le differenze principali tra Necrogod ed il precedente Inferno?

-Oltre alla totale assenza dell’italiano nelle liriche, che invece su Inferno era stato utilizzato in tutti i brani (ricordo Lamia e Chiesa Nera, cantati interamente in italiano), credo che la differenza principale consista nel fatto che Inferno è un album più diretto e immediato,  con le componenti death ridotte quasi all’osso; al contrario Necrogod è invece molto  complesso, dalla struttura dei pezzi agli arrangiamenti (nei quali la componente Death è molto più presente), e necessita di più ascolti per essere apprezzato e capito fino in fondo. A livello tematico invece abbiamo abbandonato per una volta l’occulto legato all’iconografia cristiana, per concentrarci sulle divinità e i culti orientali, afro-mediterranei e sudamericani di alcune tra le più importanti civiltà pre-cristiane.

Quali invece i punti in comune?

-I punti in comune sono la teatralità, elemento che caratterizza ogni nostro lavoro, e la particolare attenzione che da sempre riserviamo alla ricerca di melodie calde ed emozionanti.

Quali sono i pregi di Necrogod?

-I pregi maggiori dal punto di vista prettamente tecnico credo siano un’ottima produzione e il mastering dell’infallibile Dan Swano; dal punto di vista artistico invece è un album molto ispirato, ricercato e curato in ogni suo piccolo dettaglio, più di ogni altro nostro album fino ad ora.

Ritenete che Necrogod sia il vostro migliore in assoluto?

-Sicuramente Necrogod è il nostro album più ambizioso e forse anche quello meglio arrangiato; mai come per Necrogod abbiamo provato così tante soluzioni e litigato tra di noi per ogni singola nota o suono; voglio osare però: il nostro vero capolavoro sarà il prossimo album, ho questo presentimento. Fino ad ora ti dico che oggettivamente il migliore è Necrogod, però l’album al quale io personalmente sono più legato in assoluto è Inferno.

Come nasce un vostro pezzo?

-Non seguiamo mai un metodo preciso, la stesura iniziale viene quasi sempre sviluppata da uno solo di noi, in primis Mancan, poi io e Nikko; successivamente arrangiamo e apportiamo le dovute modifiche per migliorare il tutto e portarlo alla versione finale che soddisfi pienamente tutta la band. 

Quale è il brano di Necrogod al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-E’ dura fare una scelta a nome di tutti, in quanto ognuno di noi ha il suo o i suoi pezzi preferiti; dovendo indicarne uno a nome di tutti dico “Voodoo (Daughter of Idols)”, anche perché in questo caso abbiamo un certo signor Sakis come sesto componente e sarà per noi sempre una grande emozione riascoltare la voce di questo grande artista sul brano in questione.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Abbiamo intenzione di girare uno o due video al più presto e poi dovrebbero arrivare diversi live a partire da settembre, il tutto però è ancora in fase di definizione e quindi non posso dirti molto di più.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Sarebbe stupendo avere un giorno l’onore di una collaborazione con Fernando Ribeiro, poiché i suoi Moonspell sono artisticamente molto vicini al nostro mondo e a quella che è la nostra idea di metal “estremo”.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori.

-Grazie per lo spazio concesso, un grande saluto a tutti i nostri fans e a tutti coloro che leggeranno quest’intervista, e mi raccomando, comprate Necrogod e non scaricatelo, sostenete la buona musica e il metal tricolore comprando solo dischi originali, il mercato discografico è in forte crisi e solo voi potete fare la differenza.

Maurizio Mazzarella