Mazzarella Press Office

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martedì 13 marzo 2012

OLAF THORSEN - Intervista all'Artista

Olaf Thorsen (web)
Inutile fare troppo giri di parole. Olaf Thorsen con la sua chitarra ha segnato un'intera generazione per quanto riguarda la scena metal nostrana. E' stato tra membri fondatori dei Labyrinth, la più importante band di power metal in Italia. Poi ha dato vita ai Vision Divine, portando ai massimi livelli anche questo gruppo d'immenso valore. A messo la sua firma su due autentiche pietre miliari della nostra musica, parliamo di "Return To Heaven Denied" con i Labyrinth e di "Stream Of Consciusness" con i Vision Divine. Se parliamo quindi di Olaf Thorsen, parliamo di uno dei maggiore musicisti italiani come compositore, ma anche come chitarrista. Con estrema gentilezza, Olaf ci ha concesso un'intervista molto profonda, dandoci la possibilità di conoscere anche l'uomo oltre che l'artista:  

Allora Olaf, partiamo da un punto basilare. Tu ti chiami Carlo Andrea Magnani, perché la scelta di chiamarti Olaf Thorsen, un nome che ormai ti sta accompagnando da tantissimi anni?

-Perché semplicemente, quando noi iniziammo a mandare in giro il nostro primo demo, nel 1994, tutti ci rispondevano allo stesso modo: "non c'è spazio per gli italiani nel metal". Da li, un po' per gioco, accettammo l'idea di provare a girare con nomi stranieri, e la cosa funzionò subito!

Come è nato il tuo amore per la chitarra e per la musica. Come è stato il tuo primo approccio con l’arte e con lo strumento che suoni. Che percorso didattico hai effettuato?

-Sono sempre stato molto legato alla musica, intesa come ascoltatore. Oggi forse i ragazzi vogliono diventare musicisti ancora prima di essere ascoltatori, ed è per questo che ci sono migliaia di gruppi, ma nessuno compra cd o va nemmeno più ai concerti... Ma quando io ero un ragazzino la musica era come una religione, un percorso preciso che iniziava con l'ascolto e poi con lo studio ed infine una band. Ho iniziato a studiate teoria e solfeggio verso i 15-16 anni,con la chitarra classica, per poi passare alla elettrica verso i 19-20... Piuttosto tardi.

Come hai avuto l’illuminazione per mettere in piedi la tua prima band e cosa ricordi di quei primi giorni quando ancora non eri conosciuto nell'ambiente musicale?

-Come ti dicevo prima, era una passione. Una passione che faceva riunire tre ragazzi in un garage per passare intere giornate ad imitare i nostri idoli. Sono stati i tempi migliori, fatti solo di divertimento ed una vera compagnia di metallar DOC, come oggi non ne esistono più.

Tu hai composto canzoni bellissime, che ormai fanno parte della storia del metal non solo italiano ed europeo, ma mondiale. Quali sono le tue fonti d’ispirazione principali?

-Ah, domanda difficile. La mia ispirazione è solamente legata alla bella musica e sicuramente alla melodia. Non tento mai di copiare qualcuno in particolare, non l'ho mai fatto nemmeno all'inizio, visto che non ho mai suonato cover, all'inizio, ma solo roba mia fin da subito!

Tutti ti conoscono semplicemente come il chitarrista dei Labyrinth e dei Vision Divine, ma chi è Olaf Thorsen nella vita di tutti i giorni? E cosa fa?

-Sono uno qualunque, che tenta di risolvere i problemi della vita, che hanno un po' tutti. La dicotomia Olaf- Catloandrea, in questo senso, è ancora più accentuata.

Ti consideri una persona profonda?

-Chi è che non si considera tale? Basta leggere un qualsiasi post, per vedere che tutti si considerano onesti, puri, intelligenti, integerrimi. Poi vedi che il mondo è andato a puttane, e allora ti chiedi di chi possa essere la colpa, visto che nessuno ammette di essere una persona con dei difetti. Non so come sono in realtà, ma credo che i fatti diano un'idea di come una persona è veramente, più delle parole. E i fatti non possiamo giudicarli da soli, ma sono gli altri che devono farlo, quindi mi rimetto al giudizio delle persone, in questo senso. Sicuramente sono uno che non ha mezzi termini, né scende mai a compromessi. Ho sempre messo la faccia in tutto quello che faccio e quando sbaglio, ne accetto l'onere .

Quanto c’è di Olaf Thorsen nelle tue canzoni. Come si trasmette la  vita privata e la tua intimità nella tua musica. Quanto sono importanti le tue emozioni?

-C'è molto di me stesso, soprattutto nei testi. Quello che a volte non tutti comprendono, è che un testo si fonde con la musica e viceversa. Quindi alcuni brani per i quali ho scritto testi particolari hanno necessariamente richiesto una musica particolare, ma non sempre tutti riescono a capirlo, o forse è meglio dire accettarlo. Un esempio? 9º west of the moon: per la particolarità del testo, la musica doveva essere molto particolare, ma a volte sembra che qualcuno voglia sempre sentire lo stesso pezzo, a prescindere dalle parole. Che senso ha un brano veloce ed incazzato sopra un testo che parla di sofferenza interiore?

Quali sono state le influenze principali di Olaf Thorsen e quali sono i tuoi ascolti attuali?

-Ascolto poco, molto poco del presente e molto del passato. In particolare ho riscoperto la classica che ascolto spesso per rilassarmi. Influenze particolari non ne ho, come ti avevo già detto.

-In genere alle tue band hanno sempre provato a dare delle etichette, che tutto questo sia limitativo per un musicista? Nel tuo caso lo è?

-Le etichette sono un male necessario. A nessuno piace essere etichettato, ma in fondo tutti hanno bisogno di usare etichette e categorie per fare ordine nelle cose. Non mi da poi così fastidio, fintanto che in fondo sono Libero di fare quello che preferisco... Gli altri poi lo chiamino come lo preferiscono.

Come chitarrista avrai certamente dei colleghi che stimi in modo particolare. Quale chitarrista adori, chi è in un certo senso il tuo idolo e quale è il tuo collega che ritieni sia in possesso di grandi numeri?

-In realtà non sono molto Legato al mondo dei chitarristi. È una brutta categoria, sempre in competizione con tutto e tutti. Oggi chiunque suoni la chitarra sembra debba fare video di puro onanismo strumentale da pubblicare sui vari youtube Facebook etc... alla ricerca di un po' di approvazione. Io non ho mai fatto video di quel tipo, sicuramente perché non mi serve l'approvazione di gente sconosciuta che posta su quei siti. Chi sono e quello che sono è determinato da quello che ho fatto, scritto e suonato negli anni e non mi serve fare qualche video insensato dove suono le 4 stagioni per farmi dire bravo. Non rientra nei miei parametri di giudizio.

Malmsteen, Satriani, Vai. Secondo te è tra di loro il miglior chitarrista del mondo? C’è un miglior chitarrista del mondo, o è un discorso utopistico?

-Non c'è IL MIGLIORE. Mai, in nessun campo. Ci può essere un preferito, e in questo caso il mio è sempre stato Malmsteen, lo sanno tutti...

In Italia secondo te, chi ritieni siano i migliori chitarristi in senso assoluto, non solo nel campo metal?

-Non saprei rispondenti. Di onanisti ormai ce ne sono a migliaia, di artisti anche, ma non sempre sono le stesse persone. Conosco molti ottimi chitarristi e molti ottimi esseri inutili. Troppi per fare solo qualche nome. Per andare fuori dal mio genere, sono rimasto impressionato da Colonna, il chitarrista classico che accompagna la Ruggiero, capace anche di duettare con Frank Gambale rimanendo fedele al suo stile e senza perdere nulla nel confronto...anzi.

Nella tua carriera hai collaborato con tantissimi grandi cantanti. Tiranti, Lione, Luppi e Morby. Puoi descrivere le differenze tra loro? Come si rapporta e si è rapportata la loro voce al tuo strumento?

-E' molto difficile entrare nel merito della tua domanda: dopo la categoria dei chitarristi, la peggiore è sicuramente quella dei cantanti e dei loro fans. Ho avuto la fortuna di suonare con i migliori cantanti italiani, ma direi anche la capacita di scoprirli e di valorizzare le loro voci negli anni, visto che con quasi tutti quelli che hai nominato la conoscenza è ormai quasi ventennale. Fabio, Roberto, Morby (in ordine sparso) sono sicuramente quelli a cui sono più legato da valori umani e dal tempo. Li stimo per le voci che hanno e per essere sempre rimasti quello che erano quando iniziammo da ragazzi, pur avendo fatto a loro modo la storia del canto in Italia, nel loro settore. Pur essendo dei grandissimi professionisti hanno sempre messo prima l'amicizia davanti a tutto il resto, e questa è una cosa enorme che li mette al di sopra di tutto e tutti. Ogni volta che li vedo passare da palchi con 20.000 persone a club con 20, li vedo sempre sorridere e cantare nello stesso modo spaventosamente grande. Ogni volta che gli propongo un brano o un disco, li vedo ascoltare la canzone e non pensare solo alla loro voce, e questo mi fa capire perché sono quelli che sono ed hanno fatto tutto quello che hanno fatto. Non li ho mai visti autoincensarsi, né mettersi al di sopra degli altri e questo, in mondo come quello di oggi, gli ha fatto a volte raccogliere meno di quanto avrebbero meritato.

A livello umano, cosa hai provato quanto sei rientrato nei Labyrinth?

-Beh, ho ritrovato tanti amici, dei musicisti eccezionali ed il gruppo che avevo fondato da ragazzino, dentro quel garage di cui ti parlavo.... Ovviamente ne sono molto felice.

Ogni artista ha sempre una musa ispiratrice. Quanto sono state e quanto sono importanti le donne per te, non solo nella vita, ma nella tua musica?

-Mah, le donne sicuramente sono importanti. Credo lo siano un po' per tutti, direttamente o meno. In realta', comunque, la musica per me e' sempre stata un po' come un mondo a parte, che tendo a lasciare fuori dall'orbita femminile, in quanto l'esperienza mi ha insegnato che i due mondi non sempre combaciano molto bene.

Quanto c’è di Olaf Thorsen nei concept album dei Vision Divine? Sono tutte storie inventate o c’è qualcosa di autobiografico?

-Come ti dicevo prima, c'e' molto di vita vissuta, ovviamente riadattata e rielaborata al "concept" che di volta in volta ho affrontato. Per quanto a volte inquietanti, molti degli argomenti di cui parlo con Vision Divine hanno fatto parte della mia vita reale.

Ci dici una canzone dei Labyrith ed una dei Vision Divine alle quali ti ritieni particolarmente legato, sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Ogni canzone e' figlia di un momento e di uno stato d'animo particolare, che ovviamente nel corso del tempo e con il cambiare della vita e delle esperienze puo' non perdere valore, ma cambiare la prospettiva da cui la si guarda o si ascolta. Per questo motivo, non e' mai semplice stilare una classifica dei pezzi scritti in passato, perche' il loro valore non e' un qualcosa di assoluto e di immobile, ma varia con il tempo, le emozioni e gli stati d'animo. Al contrario, ogni canzone rappresenta invece come una specie di foto, che immortala una specifica sensazione o un'emozione vissuta nel momento in cui quel brano e' stato composto. Brani come "Falling Rain" o "The fallen feather" avranno sempre un valore particolare, per i motivi di cui sopra, mentre altri come "Thunder " o "La vita fugge" ne hanno un altro, legato forse all'aspetto piu' esecutivo.

Ritieni che nel tuo percorso artistico ci sia stato un disco sottovalutato da stampa e fans al quale di ritieni particolarmente affezionato e che consideri di grande valore?

-Ognuno ha il diritto di valutare e considerare un disco come meglio crede o sente, fintanto che la sua opinione e' genuina. Non si puo' piacere a tutti, cosi' come non si puo' realizzare un qualcosa che possa piacere a tutti. Questo diventa sempre piu' valido,tanto piu' si esce dai confini delle composizioni "standard" e ci si avventura in qualcosa di piu' personale, che non e' stato necessariamente composto per "il pubblico" ,ma piuttosto per noi stessi. E' il caso di un disco come 9° west of the moon, un concept che ruota intorno ad un padre e la perdita di un figlio mai nato, che proprio per le sue tematiche non poteva assolutamente rientrare nei cliche imposti da quel genere che la gente considera Power Metal. Ovviamente, quando uno decide di realizzare un'opera del genere, deve essere cosciente di stare per compiere un atto che potremmo definire egoista, perche' compone qualcosa che sa gia' che sara' fatto per lui stesso ancora prima che per gli altri. E questi altri hanno il diritto, un domani, di non gradire al 100% quanto proposto, perche' le tematiche potrebbero non essere nemmeno comprese da tutti, dato che non tutti hanno le stesse esperienze e la stessa sensibilita'. Ovviamente, sono comunque enormemente soddisfatto di "9 Degrees" ed anche dell'accoglienza che ha ricevuto. Mi sono anzi stupito che per la maggior parte, le polemiche si siano ridotte solo a discorsetti da bar riguardanti quale dei miei due cantanti fosse il migliore, quale avesse l'acuto piu' alto etc... segno che chi ha fatto tali polemiche, in fondo, non aveva proprio capito una mazza del perche' i Vision Ddivine oggi continuano a fare musica, e con quali obbiettivi la fanno. Quando le polemiche invece arrivano per un album come Sons of Thunder, invece, il discorso e' diverso: purtroppo quell'album e' stato distrutto da un produttore totalmente incapace ed in mala fede, quindi quando leggo critiche ai suoni di quel disco, non posso fare altro che essere d'accordo,e magari rimpiangere il fatto che con una giusta produzione, sicuramente molti commenti oggi sarebbero stati molto diversi, visto che artisticamente lo ritengo un album molto valido, in cui sentivamo il bisogno di cominciare a scrollarci di dosso l'etichetta di un gruppo meramente "power metal".

Qual è il sogno più grande di Olaf Thorsen?

-Fare tanti soldi ed essere felice. Chi non sognerebbe altrettanto? (ride n.d.r).

Domanda d’obbligo. Quali sono i piani futuri sia dei Labyrith che dei Vision Divine?

-Con i Vision sto per entrare in studio per il prossimo album, che cominceremo a fine marzo. Con i Labyrinth stiamo ancora lavorando al songwriting per il prossimo album, che spero sara' terminato presto.

Come vedi la scena musicale attuale?

-Non seguo molto della scena attuale, quindi non sono molto in grado di darti un giudizio valido in merito.

Tu ti sei esibito tante volte nel sud Italia con le tue band? Puoi esprimere un tuo pensiero nei confronti dell’Agglutination? E’ il festival più importante del sud ed ogni hanno deve far fronte ad una miriade di difficoltà per poter essere realizzato. Non ti sembra assurdo? Torneresti ad esibirti sul palco dell’Agglutination sia con i Labyrinth che con i Vision Divine?

-Sono d'accordissimo con te. Conosco Gerardo da una vita e so quanto si stia sbattendo ed esponendo in prima persona per continuare a portare musica al sud, spesso purtroppo a quella stessa gente che, dopo avere saltato il festival, si lamenta perche' non scende mai nessuno a suonare al sud... Io ho sempre suonato molto al sud con entrambe le mie band, ed in particolare con VD ho suonato piu' volte in quasi tutte le regioni, comprese le isole. So bene quali sono le difficolta' di quei posti,ma da parte mia/nostra c'e' sempre stata la volonta' e la disponibilita' per fare in modo che i concerti si realizzassero, e devo dire che molte volte infatti ci siamo riusciti. Non serve nemmeno dire che se Gerardo mi chiamasse, tornerei al volo a suonare all'Agglutination, che e' un evento che merita rispetto e per il quale chiunque sia chiamato a suonarci dovrebbe sentirsi orgoglioso.

Sei notoriamente un appassionato di calcio. Ti piace praticarlo ancora? Di quale squadra sei tifoso? Essendo di Viareggio tifi per la tua squadra locale che milita nel campionato di Lega Pro?

-Io tifo Atalanta, dai tempi in cui giocava il mitico vichingo Glenn Stromberg (ero veramente un bambino, andavo alle elementari!). Sono solo nato a Viareggio, ma sono un Massese DOC. Mi piaceva seguire la Massese ai tempi della serie C, ma in questi ultimi anni, grazie ad una gestione scellerata della societa', ormai ci siamo persi nei meandri delle varie serie D-E-Z.... e ho perso un po' l'interesse.

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-Grazie a tutti per la pazienza di leggere i miei deliri, e se qualcuno non avesse mai sentito il nome prima d'ora, non preoccupatevi: e' piu' che normale! Se proprio vi ho incuriosito, magari fate un salto sui miei vari siti, chissa' che non si possa diventare amici. Ciao a tutti!

Maurizio Mazzarella