MARTY FRIEDMAN - One Bad M.F. Live

Prosthetic
A Marty Friedman non interessano gli orpelli e le infiorettature. Lui vuole solo suonare. Tutti gli anni come chitarrista di Cacophony, Megadeth e da solista non sono, a quanto pare, bastati a rallentare o annacquare il suo estro chitarristico di pura derivazione "shredder", l'hanno anzi addirittura galvanizzato. Questo sostanzioso e potentissimo live album segue e celebra il tour inerente l'ultima fatica discografica del nostro, l'album "Wall Of Sound" pubblicato circa un anno fa, ed è stato registrato il 18 di aprile di quest'anno, se non ho capito male in quel di Mexico City, durante un concerto piuttosto rovente... e ovviamente incentrato sulla sua altrettanto rovente chitarra elettrica. La sezione ritmica da un ottimo supporto... ma scompare, giustamente, di fronte all'infuocata performance del nostro (da premettere che, ascoltando il tutto su Spotify, non sono a conoscenza dei musicisti che lo accompagnano, né tantomeno di eventuali ospiti, come il secondo chitarrista che mi pare di aver sentito duettare con Marty, ad esempio, su "Dragon Mistress"). Che dire, in apparenza si potrebbe esser combattuti tra due opinioni. Da una parte, soprattutto ai non avvezzi, un live album di ben 14 brani, pur dalla resa sonora perfetta, potrebbe risultare piuttosto pesante, quando basato esclusivamente sulla celebrazione del virtuosismo chitarristico da parte di un musicista ultra-tecnico. Dall'altra, però, la chitarra di Marty Friedman è una Chitarra con la C maiuscola, e sentir sciorinare in sequenza tutti i più bei brani del suo repertorio da solista, in realtà, non dovrebbe mai neppure avvicinare alla noia lo stato mentale di chi la Chitarra la ama alla follia. In effetti, essendo io un chitarrista, tra le due opinioni, propendo senz'altro per quest'ultima. Non foss'altro per il fatto che, oltre ad essere (ed essere stato) un chitarrista parecchio influente sulla scena, il nostro ce la mette tutta per tirar fuori uno show particolarmente coinvolgente e tener sempre alta l'attenzione del pubblico, ad esempio con dei medley che comprendono addirittura citazioni di brani storici come "We Are The Champions" e "Hound Dog". E poi, diciamocelo: a parte il discorso sull'ultra-tecnica, spesso le composizioni sono Composizioni con la C maiuscola. Le mie preferite, ad esempio, sono "Whiteworm", caratterizzata da una partitura tortuosa quanto accattivante, e la velocissima e bellissima "Hyper Doom", foriera di tecnica chitarristica di livello quasi alieno. La resa in questo live rende queste tracce (ed anche il resto) ancor più godibili, proprio in virtù della dimensione live... relativamente "raw" e "straight in your face". Qui 2018, Friedman è in ottima salute. Ed il live album in questione è consigliato a tutti gli amanti della Chitarra con la C maiuscola. Rock on! 

Voto: 7,5/10 

Alessio Secondini Morelli