NECRODEATH - Refragments Of Insanity

Scarlet
Mitici Necrodeath! Un nome, un programma. Non terminerò mai di intessere le loro lodi. Tanto furono epocali ed influenti i loro primi, maldistribuiti albums "Into The Macabre" del 1987 e "Fragments Of Insanity" del 1989. I genovesi sono sempre stati (assieme ai mitici milanesi Bulldozer) una band di Metallo Estremo di portata internazionale. Fortuna che, dopo il brutto periodo di scioglimento e la parentesi Sadist nel cuore degli anni '90, il mitico drummer Marco "Peso" Pesenti ha riformato la band più brutale e malvagia di casa nostra. La quale ha iniziato subito dopo a raccogliere ciò che aveva seminato. Ormai da anni sotto contratto con Scarlet Records, i nostri hanno ripreso apparentemente da dove si erano interrotti a partire dallo scioglimento, sciorinando albums sempre più potenti ed infernali, continuando ad essere osannati dal pubblico internazionale, riuscendo a rinnovare e rendere attuale la loro espressività estrema, ma non lasciando mai venir meno la qualità intrinseca della loro musica, grazie soprattutto alla inamovibile fede nella tradizione ottantiana del Thrash/Black Metal. Questo grazie a Peso... ed anche a Flegias, la satanica ugola (ex-batterista degli Opera IX) che non manca mai di continuare la tradizione vocale più nera e velenosa che ci sia, inaugurata dall'"ancestrale" singer Ingo (passato agli Schizo dopo lo scioglimento dei nostri). Ormai tanta acqua è passata sotto i ponti, e tanti albums, dalla reunion. Ma... i primi due pioneristici albums non si possono dimenticare. Innanzitutto, sono stati entrambi oggetti, negli ultimi anni, di varie ristampe (ottenendo così un miglior mastering ed anche una distribuzione molto, molto più soddisfacente!). Oltremodo, già nel passato recente i genovesi avevano reinciso qualcosa di "classico" (vedi la grandissima "The Flag", incipit di "Into The Macabre", riproposta in una nuova versione sull'album "Ton(e)s of Hate" del 2003). Ma ora... E' arrivato il momento di svecchiare totalmente l'album del 1989 "Fragments...", reintitolandolo addirittura ("Refragments..." ovvio!). Beh, francamente, con una band attuale in forma ottima, e soprattutto con a disposizione tutte le possibilità di un moderno studio di registrazione, una cosa del genere prima o poi era da fare. Eccòme! Soprattutto per far brillare di nuova luce un album così storico ed internazionalmente influente, affrancandolo dalla limitata resa sonora della precedente "pioneristica" versione. Inutile dire che il risultato è ottimale! Ascoltando tutta d'un fiato la nuova versione dell'album, potrete accorgervi della vera ragione per cui Euronymous dei Mayhem (da sempre grande amico di Peso) adorava la musica dei Necrodeath. Aveva ragione lui! Possiamo discorrere per pagine e pagine sulla "finzione" dei gruppi Death-Grind più "finti" e "falso-horrorifici" provenienti dall'America rispetto ai Necrodeath. Non me ne frega nulla. Sta di fatto che una delle cose che faceva impazzire Euronymous, lo "stile di chitarrismo anarchico" degli arpeggi in levare, usati spesso da Claudio (il chitarrista storico) e qui perfettamente riprodotti dall'attuale axeman Pier Gonella, sono resi in maniera perfetta. "Fragments Of Insanity", trasformato in "Refragments Of Insanity", è ancora oggi spaventoso e preoccupante. Perché è brutale, malvagio e non si scorda mai del fattore "musicalità". Un elemento che, a causa di gente come Scott Burns e Thomas Skogsberg, dai primi anni '90 stava per diventare qualcosa di obsoleto. Lunga vita ai Necrodeath, allora. E viva il Thrash/Black Metal, quello vero, che non passerà mai di moda, perché come ampiamente dimostrato da "Refragments..." è qualcosa di difficile da descrivere a parole: senz'altro considerabile come una forma d'arte... oscura, ma di eccelso livello.

Voto:10/10 

Alessio Secondini Morelli