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venerdì 12 gennaio 2018

CLAMFIGHT - III

Argonauta
La band è attiva fin dall’ormai lontano 2005, i quattro ragazzi che compongono il combo si conoscono fin da giovani ed insieme sono cresciuti suonando e scambiandosi i dischi. Questa cosa a mio avviso si sente parecchio, le canzoni hanno tutte un’anima intrinseca potente, assente a volte anche nelle band più mature e longeve, infatti ascoltando i brani sembra di andare a sbattere contro un muro, tanto la band appare uniforme, unita, compatta, precisa. La copertina del lavoro non lascia spazio ad immaginazioni sul contenuto del disco, quelle grosse pietre infilate nel terreno, con una veduta del cielo per tre quarti di copertina la dicono lunga… Le influenze a quanto pare passano dai vecchi dischi di rock classico, al thrash piu’ furioso, all’hardcore. I cinque bei brani che compongono il terzo full dal titolo III appunto sono dei pugni in faccia.

Dopo il primi due dischi del 2010 e 2013 arriva questa fucilata pesantissima. La tecnica non manca, e sfocia in assoli e groove particolari che fanno di questa Sludge /metal/rock band un gioiellino da tenere con cura. Altro punto di forza la voce rabbiosa, urlata, potente che fa elevare ulteriormente il lavoro, come se ce ne fosse bisogno. A sto giro la mia preferita e’ “echoes in stones” dove percepisci l’echo e te lo immagini direttamente iniettato nelle pietre, complice anche la pesantezza del suono, e soprattutto dei cori e della composizione un po’ voivod oriented (ma questo mica e’ un difetto anzi…) Di sicuro gli amanti del genere troveranno similitudini con altre bands, Disco consigliato agli amanti di Eyehategod, Mastodon, Neurosis, e compagnia bella, ma anche a chi, crossoverando tra i generi ha bisogno di un disco carico per le sue discese di snowboard, visto il periodo, quei mucchi di neve, credetemi, verranno letteralmente rasi al suolo e il volo sembrerà più alto e lungo se alle cuffie ascolterete i Clamfight. 

Voto: 7/10

Flavio Facchinetti