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martedì 25 luglio 2017

YASRU - Börübay

L’ascesa incontenibile e frenetica, nel senso più positivo del termine, della nostra italiana etichetta Worm Hole Death non conosce sosta già da diversi anni. La qualità delle band e album che vedono la luce tramite questa bellissima realtà nostrana, sono davvero tante. In questo calderone d’oro vi sono i turchi Yasru, band dedita ad un certo tipo di metal con fortissimi richiami al folk di matrice turca. Molto passionale, caldo, epico. Borubay è il titolo della loro terza fatica discografica. Sette i brani proposti compresa la prima 552 AD (Borü) che funge da perfetta intro per un lavoro che regala solo stupende emozioni. Nei primi istanti del brano vengono alla mente i grandi Waylander del mai dimenticato Reawakening Pride Once Lost del 1998. La seconda traccia Börübay mostra tutta la sua epicità in una sorta di emozionante cantilena, complice un cantato in stile folk turco, che risulta sempre ammaliante, data la tanta profondità che ne scaturisce mentre la si ascolta. La base in Atalara in linea di massima è uguale, ma qui viene usato in modo intelligente anche il cantato in growl, il che dona al brano oltre al sapore tipicamente folk, anche un’impronta metal estrema. Brano ricco di strumenti folkloristici del proprio paese.

Nazar Eyle continua il meraviglioso viaggio all’interno di una terra si difficile ma che sa anche dare tanta calorosità, canzone decisamente rilassante, sensuale e piena di epicità. I tempi raramente si velocizzano, i nostri amano andare con una certa calma, per descrivere al meglio le loro personali visioni di un genere tutto da scoprire. Anche ascoltando la stupenda Rüzgarìn Yìrlarì, si viene come catapultati in quelle zone e si riesce quasi a percepire il profumo di una terra che tra l’altro non è neanche troppo lontana da noi, ma incute sempre un certo fascino e curiosità. La penultima Hafiz è uno strumentale da tre minuti in cui ci si può ulteriormente immergere senza avere la benché minima volgia di uscirne. L’ultimo brano in questione Yaƒru è quello più ritmato con un particolare groove, in cui risalta tutta la magnificenza patriottica del loro sound. Degna chiusura di un disco che prende dall’inizio alla fine, lasciandosi dietro chilometrici fumi di incenso. Da avere nel modo più assoluto. 

Voto: 10/10

Sandro Lo Castro