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giovedì 6 luglio 2017

SUFFOCATION - ...of the Dark Light

Nuclear Blast
Otto dischi, otto centri, perché questo è l’ennesimo per i nostri alfieri del death metal di long island. Quattro anni di distanza dal precedente “Pinnacle of bedlam”,qualche scossone a livello della line up, ma la qualità è sempre un marchio indelebile dei nostri; basta sentire l’opener “Clarity through depravation”,un brano tecnicissimo che ti mette al muro con i riff intricatissimi della squadra creata dalle asce Terrance Hobbs e Charlie Errigo e la batteria terremotante di Eric Morotti fresco membro del gruppo che qui da un esempio della sua tecnica distruttiva; blast beats, rallentamenti e grande perizia tecnico/esecutiva e il growl di Frank Mullen una garanzia; The warmth within the dark” è un altro brano che farà furore dal vivo, cambi di tempo spezzagambe, accelerazioni, doppia cassa senza pietà e riffs a incastro e graffianti come lamette; ”Your last breaths” è possente, senza respiro come il titolo, rullate, stop and go e blast beats si succedono e il ritmo non cala mai; questi ragazzi ci sanno fare e tantissimo, perché si sente che la materia l’hanno creata; chitarre che si succedono in una sequela di accordi malvagi e segaossa.

”Return to the abyss” è la perfetta canzone death; potente, precisa, ricca di cambi di tempo, maligna e marcissima, dotata di tecnica, un brano scritto e suonato alla grande; la titletrack è velocità pura, aggressione, un carro armato estremo, non trovo espressione più giusta per descrivere una batteria che è un portento, accellera, si ferma, le chitarre incastrano riff su riff e un solos da brivido e il buon Frank aggredisce vomitando odio; ”Caught between two worlds” è l’ennesima canzone scritta dai nostri in modo eccelso, mid tempo che a metà brano cambia accellerando in un turbinio ,con la sezione ritmica che entra anche in controtempo e chitarre sugli scudi dissonanti e graffianti; ciliegina sulla torta la riproposizione di “Epitaph of the credulous” incisa in origine nel lontano 1993. Un gruppo che è sinonimo di due parole: death metal; perché non c’è nulla di più che i nostri amino fare; perché si sente e non è possibile pretendere oltre, io mi ricordo quando poco più che adolescente mi venne prestato un disco dal nome strano e dal titolo ancora più inquietante ed ero totalmente digiuno di metal estremo; quel disco era “Pierced from the within” e li ritrovo ancora oggi qui dopo tanto tempo, grazie Suffocation! 

Voto: 8/10  

Matteo ”Thrasher80” Mapelli