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domenica 23 luglio 2017

ENTRAILS - World Inferno

Metal Blade
Svedesi, logo identico a quello classico dei connazionali Entombed, secondo voi cosa possono suonare? Esatto! Death Metal di stampo Stockholm-style prima maniera. Il fatto è che questo loro quinto album non mi pare di certo avere il carisma dei loro illustri connazionali. Mi spiace dirlo, ma nonostante una preparazione tecnica dignitosa, qui pare tutto uno scimmiottare il gruppo più famoso, senza dare granché di proprio. Anche il famoso suono delle chitarre a grattugia, creato da Thomas Skogsberg al Sunlight Studio, viene qui riproposto tale e quale. Mi dispiace affibbiare, almeno una volta in vita mia, la stroncatura. Ho sempre pensato che ogni album che viene pubblicato abbia un suo perché, ho sempre analizzato ogni particolare dei dischi che mi hanno dato da recensire, ma vi giuro che qui mi sfugge qualcosa.

Trovo che addirittura certe intro pompose siano addirittura prese a forza da "Left Hand Path" o "Clandestine" senza praticamente alcuna variazione. Qualcuno mi illumini, perché ancora non ho capito dove vogliono andare a parare. Oltretutto in dischi del genere di solito ci sono delle variazioni di ritmo, ma qui pare ci sia sempre lo stesso monotono ritmo. Immagino che chi ascolta Death Metal, soprattutto di derivazione scandinava, dalla mattina alla sera, possa trovare almeno un po' interessante questo disco, ma... sono dubbioso anche su questo. Ciò nonostante, sono al loro quinto album, e allora... tanto di cappello. Ma di certo, lo dico anche ai fans del Death più oltranzista, non aspettatevi di trovare qualcosa di davvero EPOCALE da aggiungere alla vostra collezione. I Broken Hope, da me recensiti poco fa, sono di sicuro una genialità rispetto a questo disco qui. 

Voto: 3/10

Alessio Secondini Morelli