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giovedì 8 giugno 2017

VANDROYA - Beyond the Human Mind

Inner Wound
I brasiliani Vandroya con il loro secondo album "Beyond The Human Mind" ci dimostrano che nella patria dei Sepultura la scena metal è in continuo fervore. Ed è davvero apprezzabile il livello medio delle bands di questa magica quanto tormentata terra. Il metal proposto dai nostri è molto Prog e molto Power, e la prima cosa che si lascia apprezzare fin dall'intro strumentale "Columns of Illusion" è lo shredding chitarristico estremamente pulito. Più avanti riusciamo fin da subito ad apprezzare l'ugola di Daísa Munhoz, calda ed espressiva come si addice al genere, la quale si adopera perfettamente alle melodie Power Metal tipiche di un disco che si avvale di una produzione pulita e di gran carattere. Lungo tutta la durata del dischetto in questione troviamo ben amalgamati tutti i tipici stilemi del Prog-Power Metal, messi a servizio di una perizia tecnico-compositiva davvero di gran classe.

Trattandosi di ballatone sentimentali come "Last Breath" e "If I Forgive Myself" dove la voce di Daísa nel suo lato più malinconico si dimostra particolarmente emotiva e sicura di sé, fino a episodi ai limiti dello speed come "I'm Alive" e soprattutto "You'll Know My Name" (dove troviamo la miglior prova dello shredding delle due esperte asce Marco Lambert e Rodolfo Pagotto in una partitura intricatissima e piuttosto complessa da eseguire, a loro va quindi un particolare plauso!), fino all'ultima, lunga title-track, con i suoi influssi Dream-Theater miscelati con un riffone che sa di Tony Iommi d'annata, trame ben congegnate di tempi dispari in quantità e intrecci vocali di gusto esotico nonché di grandissima perizia, il disco scorre senza grosse cadute di tono (cosa piuttosto inusuale di questi tempi), in una dimensione musicale atta a tirar fuori davvero il meglio di questo quintetto, esistente dal 2001 e ben skillato nel ruolo di portabandiera del Prog-Power Metal carioca. Io non credo ci siano ancora parole da sprecare. Amanti del genere, riservate a questo disco più di un attento ascolto e supportate la band perché davvero ne vale la pena. 

Voto: 9/10

Alessio Secondini Morelli