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martedì 1 novembre 2016

RAGE - The Devil Strikes Again

Nuclear Blast
L'addio di due musicisti di spessore come Andrè Hilgers alla batteria e soprattutto Victor Smolski alla chitarra, avrebbe paralizzato artisticamente qualsiasi band. Sostituire due autentici mostri sacri dello strumento non è certo cosa semplice, eppure Peavy Wagner, da sempre leader indiscusso dei teutonici Rage è riuscito a rialzarsi, ricomponendo il gruppo con musicisti più giovani, ma non certo motivati, dando un seguito di spessore a “21”, album che appena quattro anni fa ha raccolto un folto numeri di consensi. Wagner è un grande musicista, dotato di una forte personalità. Un uomo che non si da mai per vinto e quindi niente è stato meglio che rifondare i Rage con l'arrivo di Vassilios Maniatopulos alla batteria e Marcos Rodriguez alla chitarra. L'ultimo enunciato, una sorta di fan pescato da una cover band proprio dei Rage pronto a vivere la favola della sua vita. Ed ecco quindi giungere The Devil Strikes Again, un lavoro in classico stile Rage, molto differente rispetto agli ultimi lavori con Vicotor Smolski come Speack Of The Dead o Strings To A Web, nel quale viene meno l'aspetto orchestrale, già sperimentato nei Lingua Mortis Orchestra, in favore di un approccio più thrash e veloce, che però non rinuncia mai a quella melodia caratterizzante della musica dei Rage. Il disco si apre con la title-track e si ha subito l'idea di un lavoro dal forte impatto, grazie al buon dinamismo della sezione ritmica ed alla genuinità delle chitarre, iper tecniche e graffianti contemporaneamente, come ai tempi di Black In Mind e End Of All Days. Segue My Days, un'autentica dichiarazione di guerra, un brano rabbioso e variopinto, Back On Track sembra uscire dalla track-list di The Missing Link, differentemente The Final Curtain è un brano che si discosta dal solito genere dei Rage, dove emerge un appeal più heavy in stile Grave Digger.

E' un disco che mette al centro di tutto la chitarra di Rodriguez, lo si comprende con War, un classica cavalcata anni ottanta, seguita Ocean Full Of Tears, il brano che fotografa meglio il buono stato di forma di Peavy Wagner. Deaf, Dumb And Blind, come Spirits Of The Night e Times Of Darkness alzano all'ennesima potenza il tasso di coinvolgimento, con ritornelli penetranti e diretti, la conclusiva The Dark Side Of The Sun invece, è un componimento talmente tecnico e complesso, nel quale si nota palpabilmente l'eredità lasciata dall'estroso Smolski. Come nota a margine infine, nel CD bonus i Rage con Slave To The Grind degli Skid Row, riscoprono le radici di un rock ormai smarrito e difficile da ritrovare. The Devil Strikes Again è un disco pregevole, il classico lavoro che ogni fan dei Rage vorrebbe ascoltare: potente, tecnico, diretto ed ispirato. Bentornato Peavy, la musica senza di te sarebbe vuota.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella