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mercoledì 8 aprile 2015

THE ONEIRA - Hyperconscious

Musea
Il prog metal, inutile negarlo, col tempo è diventato un genere abbastanza inflazionato. Gli stessi capiscuola, Dream Theater su tutti, faticano a pubblicare quello che potrebbe essere un nuovo “classico” e a volte scadono in composizioni lunghe, ostiche, noiose. Non c’è bisogno di andare lontano, però, per scoprire quelle eccezioni che possono ancora regalare l’emozione della scoperta, la sensazione di aver dedicato un’ora del proprio tempo all’ascolto di un lavoro che ricorderai nei giorni a venire. O che magari avrai voglia di riascoltare per captarne ulteriori sfaccettature… Immaginate un ponte sul Mediterraneo che lega due paesi che hanno profonde radici culturali in comune, come l’Italia e la Grecia. Immaginate ancora, mentre lo percorrete, di trovare il bellissimo cd di cui stiamo parlando e tornate subito a casa ad ascoltarlo… Hyperconscious è il secondo lavoro dei The Oneira, band progetto che vede il suo deus ex machina nel chitarrista (anche polistrumentista) e compositore greco Filippo Gougoumis, ben coadiuvato dagli italianissimi Giampaolo Begnoni (tastiere) a dalla splendida batteria del maestro Danilo Saccottelli, autore anche dei testi e del concept introspettivo su cui il lavoro è incentrato. Ancora una volta ritroviamo la collaborazione importante di Oliver Phillips dei tedeschi Everon, cosi come è sempre la prestigiosa Musea ad occuparsi della sua pubblicazione. Il risultato? Un trattato di musica prog di estrema classe, a tinte hard con sprazzi metal, dove nulla è lasciato al caso e tutto è ben misurato. Un lavoro imponente ma che nello stesso tempo bussa in modo discreto alla percezione dell’ascoltatore, con virtuosismi mai eccessivi, proprio come amano fare le migliori prog band d’oltreoceano, Rush e Kansas su tutti. Notevoli i contributi vocali di Manuel Ruscigno, Carlotte Whessels dei Delain e dello stesso Phillips (la splendida Forget Me parla da sola…). Ci piace l’utilizzo di sonorità “liquide” scelte per le tastiere e le fughe ritmiche di Face the Darkness, cosi come la grandeur della conclusiva Ocean Of Rebirth. Gran bel disco… davvero!!! 

Voto: 10/10 

 Salvatore Mazzarella