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Cadaveria VS Necrodeath

venerdì 21 febbraio 2014

ELDRITCH - Tasting The Tears

Scarlet
Dare un’etichetta ad un gruppo come gli Eldritch è da sempre stata cosa impossibile. La loro è una miscela micidiale di diverse componenti che formano l’atomo del metal, partendo dal progressive metal, con partiture tipicamente thrash, supportate da un’attitudine power. In tutto questo non si può dire quali siano i riferimenti di un gruppo che ha un proprio stile, un proprio sound ed una propria impronta. Gli Eldritch per farla breve non assomigliano a nessuno che non a se stessi e questo nel nuovo millennio, non è certo un particolare di poco conto. Tasting The Tears è il nono disco targato Eldritch, esce a qualche anno di distanza dal precedente Gaia's Legacy e si dimostra un lavoro completo, capace di tracciare un solco rispetto al passato, per segnare una nuova era e mostrare un nuovo percorso, per una band che ha in Terence Holler ed Eugene Simone il proprio cuore pulsante, ma che nel complesso ragiona da band da un punto di vista compositivo ed è un aspetto che balza agli occhi, o meglio ancora alle orecchie, sin dalle prime note di  Inside You, un brano molto tecnico, che punta più sull’atmosfera che sull’impatto. La title-track segue la stessa scia, rimarcando l’estro del tastierista Gabriele Caselli, impeccabile in ogni frammento. Ma se per molti El Nino resterà per sempre un punto di riferimento indelebile, Tasting The Tears ha tutte le carte in regola per divenire un grande classico grazie a brani come Alone Again, che metti in luce l’aspetto lirico di Terence Holler, abile a destreggiarsi tra melodie e toni accesi. L’anima crepuscolare degli Eldritch emerge in Waiting for Something, differentemente in Seeds of Love e Something Strong  viene fuori l’aspetto più rude di una band che ha nella sezione ritmica un supporto notevole. The Trade è il giusto equilibrio tra passato e presente, prende gli Eldritch dal passato e li catapulta verso il futuro, con un suono moderno ed innovativo, riscontrabile anche in Don’t Listen e Love from a Stone a conferma di un gruppo sempre in avanti rispetto al presente per idee, genio ed inventiva. Fa forza di Terence Holler e compagni è anche stata l’attitudine poetica emersa nelle proprie ballate e tutta l’ispirazione di Tasting The Tears si concentra in Iris uno dei brani più belli in assoluto non solo dell’album, ma dell’intera discografia della stessa band. Clouds chiude l’ennesimo capolavoro targato Eldritch, tra chitarre taglienti, tastiere ipnotiche ed una batteria massiccia, ma a seguire la conclusiva cover dei Queensryche I Will Remember, ci consente di ammirare con un aspetto moderno, un componimento dai connotati sempre attuali. Ottima anche la produzione, un aspetto che non può andare certamente in secondo piano. Tasting The Tears è sinonimo di perfezione e per dirla in stile Eldritch: that’s all.

Voto: 10/10

Maurizio Mazzarella