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martedì 18 settembre 2012

TONGS - Intervista alla Band

Tongs (Kizmaiaz)

Risponde la band al completo:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nostro disco si chiama Fractal, ci abbiamo messo anima e corpo nella creazione, è potente e più vai in profondità e più trovi dettagli ed entri nella dimensione parallela dei Tongs. Oltre ad essere di ottima qualità sonora è vario ma secondo noi si ascolta tutto di un fiato senza perdere i filo. Noi cerchiamo di portarlo all’attenzione di tutti ma specialmente lo dedichiamo a chi è stanco della musica come industria, quella fatta per guardare e non per ascoltare, e a chi è disponibile ad entrare nel nostro mondo e aprirsi a una musica fatta di opposti, dura e poetica, complessa ma diretta.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-I Tongs si formano nel 2008 partendo da un lavoro intensivo precedente della sezione ritmica bassobatteria. Questo amalgama speciale costruito con lavoro assiduo resta una componente determinante nel sound e nel processo creativo, come in tutte le fasi evolutive che ci hanno portato dal fare improvvisazione jazz contaminata con rock ed elettronica fino a sviluppare uno stile sempre più duro, comunicativo e personale, che con l’aggiunta di chitarra e voce ha raggiunto l’apice esplosivo.

Come è nato invece il nome della band?

-Tongs è nato in sala prove come ogni nome che si rispetti, prima di tutto ci piace e significa pinze, che in quanto utensile rimanda a un immaginario di lavoro e di creazione che non rifiuta la parte manuale ed artigianale, servendosi degli strumenti più appropriati ai propri scopi. Alla fine questi strumenti siamo noi al servizio della musica.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Le tematiche vanno dalla denuncia delle cose incredibili che il mondo sopporta placidamente tutti i giorni come lo scempio ecologico o la pedofilia nella chiesa, ai testi più spirituali o più poetici, legati alla dimensione interiore. Ci ispira quello che ci circonda e quello che abbiamo dentro, che spesso essendo in conflitto, creano una scintilla di poesia o di rabbia, da cui nasce un testo che si può sviluppare in direzione più introspettiva o più politica a seconda dello stato d’animo in cui ci troviamo. I testi sono molto importanti per noi e li consideriamo l’estensione e la parte più esplicita del nostro messaggio musicale.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Noi vorremmo condurre gli ascoltatori nel nostro mondo, alla ricerca dell’essenza della musica attraverso il nostro interesse maniacale per il ritmo, il timbro e la densità sonora, quel substrato dove giace l’essenza energetica e magica della musica, dove il sound potente e personale è l’elemento che unifica ed esprime nel presente elementi universali.

Come nasce un vostro pezzo?

-In tutti i modi possibili, qualche brano è nato nella mente di un singolo e poi arrangiato e perfezionato insieme, altri dalla creazione collettiva in sala prove, per esempio a partire da una linea di basso cantata dal batterista, mentre per esempio Italian Politics, il brano con Pierpaolo Capovilla come ospite è nato seduti a un tavolo parlando di un messaggio da comunicare.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?


-Sicuramente Ziqqurat, il brano che apre il disco e di cui è in arrivo il video, perchè è il brano che ha segnato la nostra svolta come sound, per il significato del testo che è un messaggio all’umanità e per l’energia che ci trasmette suonarlo.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Abbiamo suonato e ascoltato di tutto, forse in questo disco emergono maggiormente le influenze di Tool, Primus, King Crimson, Motorpsycho, Einstürzende Neubauten, Melvins e chi più ne ha più ne metta.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Alcune date ci sono già, altre sono in arrivo e stiamo lavorando per cercare di fare un tour in America a primavera, adesso siamo nella fase dura organizzativa e suonare soprattutto in Italia è più dura che mai ma speriamo di fare tanti concerti.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Non è ancora in programma ma ci lavoreremo, siamo molto contenti del disco ma la dimensione live per noi è fondamentale, sia come sviluppo dei brani con le nostre digressioni psichedeliche che come rituale.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?


-In Italia conta solo il nome per suonare o arrivare da qualche parte e purtroppo non sempre te lo conquisti sul campo, in più i musicisti non hanno il rispetto che meritano secondo me ma nonostante questo ci sono molte realtà interessanti e scene prolifiche che ci invidiano in giro per il mondo.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet è un grande mezzo e un’arma a doppio taglio, ti puoi perdere nell’immensità delle proposte come scoprire cose e realtà che difficilmente incontreresti per strada, è difficile rispondere, noi lo usiamo ma non vogliamo perdere il contatto con la vera essenza del rock che è andare in giro a suonare e a cercare il contatto con le persone per condividere la nostra musica.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Penso che un limite alla creatività e alla manifestazione del proprio talento non sia dato da un genere musicale ma solo dalla pigrizia e dal conformismo, il talento è la semplice espressione di se stessi fino in fondo e senza compromessi. Quindi visto che questa è la musica che sentiamo nostra credo che ci valorizzi.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Ce ne sono tanti di grandi musicisti, uno a cui a volte pensiamo è Mike Patton, sarebbe figo!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?


-Trovate il tempo di ascoltarci e se vi scatta qualcosa e vi arriva il nostro messaggio comprate il nostro disco o venite a sentirci dal vivo... la musica salverà il mondo!

Maurizio Mazzarella