FORSAKEN - Pentateuch

Mighty
Il nome Pentateuco è un nome sacro, perché quante volte da bambino a catechismo mi hanno fatto una testa così nel nominarlo e spiegarne il contenuto. Perché il suddetto contiene i primi 5 libri fondamentali per le religioni ebraiche e cattoliche, ovvero: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronimio; questi compongono il Pentateuco. Questo potrebbe essere una delle ispirazioni che i maltesi Forsaken hanno usato per confezionare il loro ritorno discografico a distanza di otto anni dal precedente “After the fall”. “Phaneros(coming to light” introduce in maniera epica il brano iniziale facendo capire il genere suonato dai nostri, ovvero epic/doom metal. “Serpent bride” è il brano potentissimo coi quali i nostri aprono le danze, pesante, chitarroni che più heavy non si può, tanta pesantezza a livello ritmico e il singer che usa in maniera magistrale la voce; qui si respira epicità con un tocco mediorientale; grandi solos di chitarra che denotano la maestria della band. “The banishment la breve strumentale, con chitarre arpeggiate, voce narrativa evocativa e un coro femminile, un modo per dare sacralità epica al brano.

“Primal wound” è compatta, una cavalcata doom con accenni heavy che non smorza l’impatto epico dei nostri; si sente che i nostri conoscono e sanno scrivere grandi brani, chitarre dai riff serrati, up tempo pesante eppure che nell’economia del brano casca a pennello, soprattutto un chorus dal pathos epico e drammatico; anche qui solos brevi ma che calzano a pennello. “The dove and the raven” è doom nella sua essenza, basta sentire i riffoni, che richiamano i sabbath più elegiaci e pesanti; un mid tempo possente, il singer usa in modo sapiente la voce un tono alto, drammatico ed evocativo, e la band confeziona un brano con riffing possenti; solos che più heavy non si può, melodici e che danno pathos ancora di più al brano. “Sabaoth(the law giver)”è una cavalcata heavy/doom, riffing d’acciaio temprato, batteria potente, la band procede compatta e soprattutto il singer è un grande, con una performance ispirata; un brano che certamente farà la gioia degli amanti del genere. “Apocryphal winds” è quasi una suite doom con i suoi 15 minuti di durata, ma che sono intensi, pieni di soluzioni heavy, pathos drammatico ed epico; la sublimazione dei maestri svedesi Candlemass; un brano lungo, articolato, riffing heavy, sotto una marcia pesantissima e un cantato evocativo, pieno di pathos e tragicità. Un disco stupendo, carico di anima, epicità e pathos, davvero i maltesi, hanno confezionato un grande disco doom metal classico dal respiro epico. 

Voto: 9/10  

Matteo ”Thrasher80”Mapelli