GAME OVER - Claiming Supremacy

Scarlet
I ferraresi Game Over, in attività da ben 9 anni, arrivano con "Claiming Supremacy" al quarto full-length. E fin dal nome della band (omaggio, certo dovuto, ancora una volta ai Nuclear Assault) siamo chiari: Thrash Metal, di classico gusto americano, sì, ma fatto alla ben consueta italica maniera, rimembrante cioé bands storiche a cavallo tra anni '80 e '90 del ventesimo secolo, tipo Headcrasher, Alligator e Deathrage. Di sicuro, sono toccanti e sollevanti l'affezione e l'omaggio alla tradizione del Thrash italico underground dell'epoca d'oro, che più di una band attualmente sta mostrando, sfornando sempre più prodotti discografici su quella stessa linea d'onda da un paio di anni in questa parte. Ciò vuol dimostrare che non tutto ciò che fu è andato perduto. Qui però c'é un ma. La preparazione tecnica del quintetto è dignitosa, per carità. Purtroppo però, sono presenti un po' di pecche tanto a livello di produzione, troppo poco "svecchiata" e legata agli '80s del genere, quanto a livello compositivo. Siamo chiari che questo è un disco su cui "pogare" e "mosheggiare" dall'inizio alla fine, e ciò è reso con energia e precisione esecutiva più che buone. Di sicuro il disco potrà piacere ai più attempati Thrasharoli.

Ma troppo spesso le composizioni paiono reggersi su quelli che, più che stilemi del genere in esame, sembrano essere gli stereotipi di esso. In effetti, risuona qua e là una stanca ripetitività dei riffs impiegati per confezionare più di una song, non sempre motivata da reale veracità. Insomma, le forzature eccessive, i passaggi dispersivi (coem certi passaggi arpeggiati molto Metallica-style che non fanno proprio gridare al miracolo), non fanno suonare questo disco come farebbe invece una produzione fresca, frizzante ed attuale. "Claiming Supremacy" potrebbe suonare certo bene se fosse stato confezionato nel 1988 o 1989 (e fare la concorrenza a "Nothing Will Remain" degli Headcrasher su scala underground nazionale), con tutti i limiti che avevano le bands all'epoca. Ma al momento d'oggi, non risulta rappresentare ad altissimi livelli una band che vuol rinverdire i fasti e le sonorità del grande Thrash Metal che fu, con un occhio all'attualità. Consiglio alla band una ben più approfondita preparazione su certe sonorità "storiche", maggior costanza e prendersi più tempo per arrivare ad una conoscenza dei propri mezzi tale da concedersi il coraggio di saper osare, riuscendo a fare il salto di qualità che bands come i National Suicide stanno già provvedendo ad attuare. Con gioia di tutti i Thrash maniacs italioti vecchi e nuovi. Auguri e buon lavoro. 

Voto: 5/10 

Alessio Secondini Morelli