THE OBSESSED - The Obsessed

Relapse
Ecco una ristampa che gli amanti del doom, ma soprattutto di questo trio del Maryland non devono farsi scappare. Opera meritoria questa fatta dalla Relapse, una label che ha sempre prodotto album di qualità assoluta, e dopo aver pubblicato il nuovo album dei nostri a distanza di vent’anni dall’ultima pubblicazione; ecco il primo passo del gruppo di Wino. Pubblicato in origine dalla mitica hellhound records, in un doppio album con delle chicche imperdibili che faranno la felicità dei collezionisti del gruppo. L’opener “Tombstone highway” è puro doom, sentite quel riffing risentito, carico di asprezza blues, e la voce del nostro che è piena di sentimento, i nostri rappresentano appieno la filosofia dei natural born loosers ma con caparbietà senza arrendersi. “The way she fly” è possente, carica di umori hard, potente; mid tempo con riffoni e la voce del nostro che canta la sua rabbia lucida con un riffing intenso, la sezione ritmica è quadrata e potente.

“Forever midnight” è aspra nella sua fierezza, con un che di malinconico, il nostro usa toni potenti ma ricchi di pathos, i riff sono essenziali ma con tanta melodia hard, sentitevi il giro di hard blues inserito all’interno e vi trascinerà con lui. “Ground out” inizia con un solos hard, puro doom carico di atmosfere hard blues, i nostri sanno colpire duro, riff potenti, voce amara, suono ben prodotto, assoli carichi di asprezze hard. “Fear child” dura neanche due minuti, un brano strumentale, fatto di hard rabbioso, mid tempo pachidermico nella sua marcia, una batteria potente e dei riff d’acciaio che accellerano in un up tempo diretto e senza pietà alcuna con un sol magnifico ad opera del nostro. “Freedom” è un mid tempo fatto da riff carichi di scorie punk/hc, rabbia, tanta turgida rabbia, difficile resistere a questo brano, la batteria spezza il ritmo con un mid tempo fluido per poi riprendere a correre, acciaio puro, e la voce del nostro è pulita e ricca di colore blues. “Red disaster” introdotta da brevi rullate e lenta, drammatica e doom nella sua più rabbiosa lentezza, il nostro ha un tono carico, rabbioso e sofferto, riffing dalla carica nera come nuvoloni si saldano al mid tempo della sezione ritmica. La conclusiva “River of soul” è lenta, possente e ricca di soluzioni hard, il nostro ha un tono sofferente, carico di blues, mentre i riffing sono hard, nerissimi , il solo conclusivo è vibrante e ricco di pathos elettrico. Grande ristampa per un artista puro, che non si è mai corrotto, è sempre andato lungo la sua via, tracciata nel solco del doom carico di mestizia per un destino avverso, ma mai piegando la testa, mai. 

Voto: 8/10  

Matteo ”Thrasher80”Mapelli