Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 11 luglio 2017

MISS MAY I - Shadows Inside

Sharp Tone
Gli americani Miss may I, sono una delle colonne della scena metalcore americana, e con questo disco di ritorno mettono a segno un nuovo colpo. Il genere è abusato in patria; spesso viene invaso da canzoni pop con chitarroni e qualche elemento metal edulcorato per non essere troppo pesanti per la gioventù finto alternativa americana cresciuta a pan cake,moda e Mtv; ma qui di metal e classe ce n’è a bizzeffe, perché l’opener è terremotante ”Shadows inside” che è anche la titletrack ha un pedigree metal di tutto rispetto, thrash/death, doppia cassa sparata e riffing con breakdown e ritornello cantabilissimo ma non per questo stona nell’economia del brano, perché la sostanza c’è; ”Under fire” è un’altra colata lavica, un chiaro riferimento alla scena swedish death moderna come i nuovi In flames ma con un gusto tipico americano, perché l’apertura melodica è epica ,intrisa di pathos e un solos che più metal non si può.

”Never let me stay” è un mid tempo quasi malinconico, intriso di melanconia rabbiosa, con dualismo vocale azzeccato; ”My destruction” è breve ma diretta, un mid tempo metal, chitare swedish con qualche punta goth e un chorus da brivido, impossibile non cantarlo; ”crawl” è un brano che i Linkin park si sognerebbero di scriverlo, intenso, melodico ,ricco di lirismo alternative che farebbe battere il cuore di ogni ragazzina, ma graffia in superficie; ”Swallow your teeth” e “Death knows my name” sono una doppietta metalcore, che si ricorda e fa ricordare che la cifra è metal con qualche concessione alla melodia vocale e non il contrario, qui i nostri reggono bene il tiro con chitarre graffianti; in ultimo la melanconicamente rabbiosa “My sorrow”,un brano che potremmo definire una ballad in chiave metalcore che intrisa di tristezza chiude il disco. Orbene,i nostri si ricordano prima di tutto che la scena di riferimento è il metal ,sanno manovrarlo, conoscono i dettami e li usano per aprire a strade più commerciali, come il pubblico di riferimento, ma la sostanza messa in mostra ce n’è ed è tanta, quindi per chi ama il genere è da avere, assolutamente. 

Voto:7/10  

Matteo ”Thrasher80” Mapelli