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mercoledì 5 luglio 2017

LIONSOUL - Welcome Storm

Limb Music
Da Bergamo, Italia, ecco i LionSoul, in pochi anni diventati una delle realtà più massicce e viscerali del power metal nazionale, sono arrivati così al secondo album, pubblicato dei tedesconi della Limb Music, label di settore molto agguerrita quanto ormai storica. Bel colpo! Fin dalle primissime note di questo secondo album non si fanno prigionieri: niente preziosismi inutili, attacco frontale, favorito da una produzione che picchia con le chitarre come fossero cintate. Le canzoni che si susseguono sono tutte una più bella dell'altra. E si apprezza con grande facilità il guitar work della coppia Parise/Pedrini, tanto in fase di ritmica quanto nei solo (soprattutto in quelli "armonici") sempre serrato e caratterizzato da un suono di gran classe. L'ugola di Luca Mazzocchi è in stato di grazia in quanto a tecnica ed espressività. Un prodotto professionale in tutto e per tutto, e c'é anche da ringraziare il massivo lavoro dei tecnici dello studio "Musica per il Cervello" di Caravaggio (BG) nonché del produttore Alessandro del Vecchio, nonché dal lavoro di mixing/editing degli "Ivory Tears Music Works Studios" di Somma Lombardo (VA). Le sonorità del gruppo partono frontalmente per episodi di antemico speed come l'iniziale "A Common Forever" passando poi per brani più "orecchiabili" e mid-tempo come "Iron Whispers" e "Lion's Throne" ma non fa mancare la potenza neanche a questi ultimi.

Nella bio i nostri citano come influenze principali Iron Saviour e Domine, ma un po' tutto il metallo classico, epico e power che si conosca è ben rappresentato all'interno di questo platter, alla maniera in cui solo gli italiani hanno sempre saputo fare, con il gusto melodico che li contraddistingue (Domine di sicuro, ma ricorderei anche i Catanesi Valkija ed i Milanesi Time Machine, a titolo di esempio), e se i LionSoul di sicuro si ergono a rappresentanti attuali del movimento sull'italico territorio... più avanti ne vedremo delle belle. A questo proposito, presumo sia una specie di bandiera celebrativa elaborare un logo color metallo cromato con i profili leonini alle due estremità, che rievoca quello degli storici Bolognesi Crying Steel. In finale, se L'Anima del Leone aveva il proposito, con questo bel dischetto ottico, di ruggire e farsi sentire in un settore così inflazionato come il power, di sicuro auguro loro di farsi sentire anche molto all'estero, portando con se tutta la tradizione del metal tricolore. Supportate la band, fate vostro questo disco, o voi che avete la passione per il metal sanguigno, epico e senza fronzoli. Non sia mai che, come dice la loro bio, una città come Bergamo possa essere ricordata in futuro, oltre che per essere una delle principali mete di turismo del Nord Italia, anche per essere una delle fucine del power metal nazionale. 

Voto: 9/10

Alessio Secondini Morelli