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EMP 1

lunedì 24 luglio 2017

BAD BONES - Demolition Derby

Sliptrick
In Italia di gruppi che suonano hard rock stradaiolo ce ne sono in abbondanza. Una band che probabilmente dal 2007 (anno della loro formazione) ad oggi può tranquillamente rappresentare al meglio questo genere anche al di fuori dei nostri confini sono sicuramente i Bad Bones. Da ormai dieci anni ci propinano la loro miscela esplosiva di rock sanguigno, blues e un pizzico di metal. La loro ultima fatica discografica risale al 2016, quel Demolition Derby che continua la linea tracciata da Steve Balocco(basso) e soci , con gli album precedenti. Ad oggi è il quarto album in studio, escludendo un ep Dead Boy del 2009. La recensione per Giornale Metal arriva con un po’ di ritardo, ma come si dice, meglio tardi che mai. Si parte alla grande, in pieno stile Bad Bones con Me Against Myself, ottimo esempio di come dovrebbe essere un roccioso e melodico brano rock. Qui tutto funziona alla grande dalle robuste e compresse chitarre, alla grande voce di Max Bone, ormai una garanzia dietro il microfono.

Non tralasciando ovviamente il pregevole lavoro in fase ritmica ad opera di Steve e Lele (batteria). Il gusto per un sound tipicamente americano viene messo in risalto anche nella seconda Endless Road, brano da ascoltare lungo una Route 66 ad alto volume. Un brano arioso e ricco di pathos. In Some Kind Of Blues fa breccia la loro vena tipicamente rock blues, in cui è impossibile resistere senza muoversi, cercando di andare a tempo, immettendo anche una certa carica erotica nell’andamento bluesy. Il disco è una fucina incandescente di brani suadenti, carichi dell’energia che solo loro sanno dare. Undici gioielli di musica spensierata, ariosa, positiva e divertente, come la veloce e pimpante Rusty Broken Song, da cantare sotto la doccia e in ogni loro live show. Hanno saputo prendere le varie influenze musicali di ogni componente e incanalarle in questo splendido lavoro, che gli darà molta più visibilità e soddisfazioni di quante ne hanno già avuto. In Red Sun possiamo trovar anche un ospite d’eccezione come Roberto Tiranti, brano squisitamente melodico. Termini di paragone con altre band non credo ci sia bisogno di segnalarne. Sono molto personali, fondamentalmente sono i Bad Bones. Obbligatorio per tutti coloro che cercano sano , sincero e graffiante hard rock di classe. 

Voto: 10/10

Sandro Lo Castro