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mercoledì 28 giugno 2017

YE BANISHED PRIVATEERS - First Night Back In Port

Napalm
"CIURMA!!! QUESTO SILENZIO COS'E'???" pare urlare la Napalm Records un attimo prima di stupirci, presentando il terzo album di questi svedesoni, che si riuniscono sotto il nome di Ye Banished Privateers. Come si evince dal nome, si tratta proprio di Pirate... non-metal. Eh sì, ci troviamo difronte ad un collettivo di una trentina di musicisti uniti sotto la bandiera del Jolly Roger, che ci propone un sostanzioso terzo album il cui filo musicale si dipana tra ballade irlandesi e folk norreno. I nostri si presentano nelle foto promozionali in costume d'epoca, con abiti da bucanieri e tagliagole, armati di fiddle, accordion e sciabola. La musica cattura, così come i temi trattati, un ampio spettro di storie di arrembaggi, perdizione nelle locande tra dadi e fanciulle, inni all'indipendenza a costo della fedina penale in madrepatria ed antiche e terrificanti leggende in cui il diavolo incassa dei premi pesanti a discapito delle povere anime che ha soggiogato (provate a seguire il testo di "Devil's Bellows" dove vengono elencati i nomi del centinaio di persone decedute a causa del suono di una fisarmonica stregata figlia del rancore scatenato a causa di un furto!!!

Sinistro quanto affascinante). I nostri non difettano sia che si tratti di scatenate ballate da taverna portuale di terz'ordine o che si tratti di ballate dolci e malinconiche come "Annabel" o la splendida "Mermaid's Kiss". Rumori ambientali sempre ben calibrati per ricostruire l'atmosfera "piratosa", baldoria da locande oppure fruscii di onde contro le scogliere che siano, e una splendida voce solista gracchiante da pendaglio da forca (oltre ad una voce femminile dai toni molto più "irish" usata in modo più contenuto ma splendida e perfetta per brani come la citata "annabel" che è da brivido!), cori di fieri bucanieri, e chi più ne ha più ne metta. Il disco in questione è confezionato con una cura da educandi, e la splendida copertina, raffigurante la marmaglia di masnadieri-musicisti al completo, non è da meno. Brani da ricordare più di altri? Molto, troppo difficile. Mi preme solo segnalare il fiero coro di "We Are Ye Banished Privateers" che seppur auto-celebrativa mette i brividi per il suo decantare la libertà in mezzo al mare contro la prigionia della sudditanza imposta dalla corona britannica. Non ho molto altro da dire: se siete dei pendagli da forca, se vi brillano gli occhi a risentire le storie di Morgan, di Stede Bonnet e di Calico Jack, se vi esaltate ad immaginare galeoni con una bellissima polena sulla prua, dobloni e forzieri, sciabole e cannoni, occhi bendati e patti con il diavolo nel pallido plenilunio, io vi esorto a far vostro questo dischetto. Ne vale davvero la pena! Un semplicissimo pegno... SOTTO IL JOLLY ROGER!!! 

Voto: 9/10

Alessio Secondini Morelli