Mazzarella Press Office

EMP 1

mercoledì 28 giugno 2017

THIAGO BIANCHI - Arena

Die Hard
Thiago Bianchi, vocalist brasiliano già attivo con le bands Karma, Shaman e Noturnall, ci propone questo suo nuovo progetto nato dalla sua collaborazione con il bassista/vocalist Tito Falaschi (Symbols, Zaltana) ed il drummer Gabriel Triani (Devon, Temblor, Tempestt, Wizards) nonché con la partecipazione di molti altri nomi illustri della scena metal carioca, per proporci un bel platter infuocato e battagliero di metallo incandescente ed epico quanto questa estate rovente. Il nome ufficiale del progetto è "Thiago Bianchi's ARENA", si presume quindi che la parte di leader del progetto sia da attribuire a Thiago, che con la sua particolarissima timbrica ed una preparazione tecnica di tutto rispetto, ci propone 53 minuti abbondanti di epico power metal forse un po' manieristico, incanalato perfettamente all'interno degli stereotipi del genere, ma che ci fa comunque ben sperare ancora una volta nell'ottima salute della scena brasiliana.

A colpire sono comunque i frequenti cambi di ritmo e le ragnatele di riffs molto elaborati, un gusto della melodia attribuibile a background classico. I brani si susseguono a ritmo vertiginoso e sono forsennatamente agitati e battaglieri. Oltretutto è straordinariamente in sovraimpressione il basso di Tito, superlativo. Non hanno neanche voluto farsi mancare due cover di ordinanza, la prima una magistrale esecuzione di "Nova Era" dei connazionali Angra, la seconda, ben più singolare come scelta, "Woman In Chains" dei Tears For Fears, che assieme alla più melodica ed eclettica semi-ballad "Glance" presente più avanti nella scaletta, rappresenta un piacevole intermezzo un po' più arioso e tranquillo, prima della ripresa delle battaglie chitarristiche a ritmo serrato. Qualche caduta di tono è presente nell'ultima metà del disco (riffs colmi di già sentito ed un paio di altre ballad non incisive quanto la suddetta "Glance"), ma nonostante ciò, diciamo che un'idea generale me la sono fatta. Anche per questo disco vale, in sostanza, lo stesso discorso che feci con l'ultimo album degli Ariadna Project: forse nulla di epocale ma una buona dimostrazione dello stato di attività febbrile e serrata che le bands del genere hanno raggiunto in un paese come il Brasile. Brasilian Metal full speed ahead!!! 

Voto: 7/10

Alessio Secondini Morelli