Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 2 giugno 2017

THE DEAD DAISIES - Live & Louder

Spitfire
Live & Louder” è il primo album dal vivo dei Dead Daisies,band dall’identità planetaria, con radici in Australia e negli USA) che vede in formazione Brian Tichy (Ozzy Osbourne, Foreigner) alla batteria, David Lowy (Red Phoenix, Mink) alla chitarra, John Corabi (Mötley Crüe, The Scream) alla voce, Doug Aldrich (Whitesnake, Dio) alla chitarra e Marco Mendoza (Thin Lizzy, Whitesnake) al basso. Sarà l'unico?...speriamo di no!.....Provate ad ascoltarlo...e verrete assorbiti anche voi dalla forza,vivacità,tecnica,vitalità e qualità di un combo fatto di vere rockstars che hanno solcato i più importanti palchi del mondo con alcune tra le più grandi hard rock band di sempre e che non solo non soffrono di “nostalgia” da arene ma al contrario pare si godano a pieno l’atmosfera magica dei club medio piccoli, regalandoci uno show trascinante, “loud” e davvero fisico tanto da far portare il latin lover Marco Mendoza a scendere tra il pubblico a suonare e cantare in “Join together with the band” . La caratura della band non è in discussione, (anche se la precedente line up che vedeva gli ex e ora attuali membri dei Guns n Roses Dizzy Reed alle tastiere Richard Fortus alla chitarra era a mio parere più amalgamata e più compatta nei suoni). Marco Mendoza da solo vale il prezzo del biglietto, per carisma, tecnica, presenza sul palco; Brian Tichy alla batteria è semplicemente spaziale!

Potente, preciso, scenografico in una parola, Metal! John Corabi è un vero, unico, consumato ma vivissimo animale da palco; Doug Aldrich (che per inciso io non apprezzo un granchè) ha una presenza da pura rock star che però sembra ancora leggermente fuori posto; infine il gregario del team David Lowy. Un ragionevole dubbio poteva invece nascere sulla qualità dei pezzi, visto che non sempre avere solo “top player” in squadra diventa sinonimo poi di buoni risultati. Non è il caso dei “Daisies”. Lo stile della band è maturato fino ad arrivare a dei livelli altissimi con il recente “Make some Noise” del 2016. Non a caso parte del leone la fanno i pezzi tratti da quest’ ultimo lavoro. Tutti pezzi con un “tiro” della madonna. Dall’opening song “Long way to go” a “Fortunate son” a “Song and a prayer” a “We all fall down” per arrivare al mega inno “Make some noise” un tributo ai Queen di We will Rock You con una sprizzata d’occhio ai Quiet Riot di Metal Health. Un po’ più sotto tono i pezzi dai precedenti lavori, fatto salvo per la mega pompata “Mexico” che dal vivo, più che in studio trasmette tutto il suo vero potenziale e la finale “Midnight Moses” con un Corabi sugli scudi! Cenno a parte merita la versione di “Helter Skelter” cover dei Beatles fatta da mille e mille band, ma che i “Daisies” riescono a far diventare semplicemente dirompente! Il basso di Mendoza sembra davvero esplodere!! Ascoltare per credere.Ma questo vale per l'intera track list di un live assolutamente imperdibile.E non mi sorprenderei se a fine anno sarà uno dei più graditi tra quelli che saranno usciti.  

Voto: 10/10 

Bob Preda