Mazzarella Press Office

EMP 1

sabato 3 giugno 2017

SINNER - Tequila Suicide

AFM
Mamma che botta!!! E' davvero un disco potente ed energico questo nuovo capitolo targato Sinner, la band madre del noto bassista teutonico Mat Sinner, che a distanza di quattro anni dal precedente Touch Of Sin 2, torna con Tequila Suicide, un lavoro probabilmente non miracoloso, ma coerente ed sempre incline al classico marchio di fabbrica del combo teutonico. Tequila Suicide si dimostra un lavoro coinvolgente, colmo di grandi riff di chitarra ed una sezione ritmica al fulmicotone, pronta ad esplodere in ogni brano. Tecnica eccelsa, suono graffiante ed intenso, queste le caratteristiche principali del sound made in Germany dei Sinner, a partire dall'opener Go Down Fighting, un carrarmato sonoro inarrestabile, seguito dalla title-track, atta a riassumere i contenuti di tutto il disco in modo eccellente. La chitarra anni ottanta di Tom Noumann apre Road To Hell, classico pezzo hard n' heavy che ben presto diventerà un grande classico marchiato Sinner, segue Dragons, aperto dal basso del buon Mat che non sbaglia mai un colpo e mostra l'ottimo stato di forma del musicista tedesco anche dietro al microfono.

Tequila Suicide a differenza dei precedenti capitoli dei Sinner si distacca grazie a brani più sperimentali, vedi ad esempio Battle Hill, corredata da una ritmica ben nota nella musica di origine irlandese che arricchisce e non poco il brano, senza renderlo incoerente rispetto agli altri pezzi. Il discorso resta valido in Sinner Blues, brano atipico per chi conosce Mat Sinner, spesso coinvolto in progetti heavy/power. Why esalta e non poco i colpi dietro alle pelle dell'ottimo Francesco Jovino, che messa alle spalle la sua esperienza con UDO, ha ritrovato nuova linfa con i Sinner ed i Primal Fear. Splendide chitarre si incrociamo in Gypsy Rebel, un brano dal sapore classico, stesso dicasi per Loud & Clear, pezzo probabilmente più adatto ai Primal Fear che ai Sinner, visto che la mano alla fine è sempre la stessa. Tequila Suicide trova la parola fine con Dying Of a Broken Heart, una ballata movimentata, raffinata e potente, dotata di un ritornello straordinario e di un sapore country. Da segnalare la presenza di Gus G (Firewind) in veste di guest. Ottimo lavoro. Complimenti Mat! 

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella