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sabato 17 giugno 2017

ORDEN OGAN - Gunmen

AFM
I veterani tedeschi Orden Ogan sono considerati una delle più interessanti realtà nel power metal teutonico. Vi basti sapere che con "Gunmen" sono alla sesta prova su full-length album. E che il loro chitarrista/cantante Seeb Levermann ha avuto l'onore/onere di sedersi al banco di mixaggio per lavorare all'ultimo album dei nostri Rhapsody Of Fire. Il che è tutto un dire. I nostri si presentano nelle foto promozionali (e nel video della canzone "Gunman") in una minacciosa tenuta da fuorilegge del West, circondati da aridi deserti e diroccate città fantasma. Che dire? Nonostante l'underground settoriale del genere sia fortemente inflazionato, non è assolutamente da considerare malvagio questo bel discone di 57 minuti che ci appropinquiamo a recensire. Ottima produzione, ottimi musicisti, composizioni su una buonissima norma. Ma ciò che risalta, più di ogni altro disco ascoltato negli ultimi anni, è la vena fortemente "anthemica" che pervade tutta l'opera. Le ritmiche sono tutte costruite su delle ottime mitragliate metal di scuola power/thrash, ma di per contro, troviamo ogni canzone basata fortemente sulle tipiche parti vocali a coro epico/battagliero del power metal, che chiedono all'ascoltatore di cantare a squarciagola durante l’ascolto.

Non male come trovata. C'è come preziosismo aggiunto, l’inizio da madrigale di "Come With Me To The Other Side", solo piano e voce femminile (quest’ultima nientepopodimeno che la ex-Theatre Of Tragedy Liv Kristine, oggi in forza ai Leaves’ Eyes), ma dopo pochi minuti la stessa melodia è rappresentata rafforzata da cori da manuale a più non posso. Forse a lungo ascoltare si arriva anche ad avvertire un senso di stancante ripetizione, ed è forse per questo che il voto massimo non è raggiunto. Ma di poco. Difatti, oltre a sottolineare le trame corali ed epiche tanto in ritmi più serrati e “cavalcati” come nella iniziale "Gunman" quanto nei più rocciosi mid-tempo come "Forlorn And Forgotten" e soprattutto "Vampire In Ghost Town" (personalmente il mio brano preferito), la segnalazione è d'obbligo per la finale "Finis Coronat Opus", di quasi 9 minuti, che per le trame variegate ed i cori pieni di armonia e verve battagliera, ricordano molto i Queen di "Bohemian Rhapsody". Molto buona, anche se eccessivamente ripetitiva nel coro finale. Gli Order Ogan sono riusciti ad ottenere una produzione dove i loro cori battaglieri risultino affilati come l'acciaio, assassini e potenti quanto le chitarre elettriche. C'é di che pensare: avranno forse inventato un nuovo genere, lo “Anthem Metal”? Chissà...  

Voto: 8/10

Alessio Secondini Morelli