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lunedì 19 giugno 2017

HELFIR - The Human Defeat

My Kingdom Music
La one-man band Helfir torna dopo l’esordio “Still bleeding” del 2015, con questo disco e già dalla copertina s’intuisce un grigiore di fondo, una malinconia data dal quel cielo sul quale si stagliano delle nubi grigie cariche di pioggia o altro dato che s’intravedono delle ruote dentate come un ingranaggio e sul fondo un’abbazia in rovina. Perché il nostro ha come tema principale la rabbia verso un destino forse segnato, ovvero la condizione umana; un gothic metal ma non solo, perché il disco non è solo quello è altro, l’opener è goth metal malinconico e con il nostro che divide la sua vocalità in growl profondo e voce pulita, occupandosi di tutti gli strumenti; ”Light” che sembra una provocazione dato il tema del disco, ma come ho detto, qui non c’è solo il gotico a tutto tondo, questo brano acustico è molto bello, quasi ispirato alla dark wave, col nostro che sussurra il cantato enunciando che non c’è luce.

”Tide” è pessimismo senza uscita, basi elettroniche che poi si irrobustiscono, in un metal malinconico;”Protect me” è autentico electro goth con una batteria elettronica e un atmosfera inquietante che contrasta con un cantato elegiaco, ma il pezzo che fa splendere uno spiraglio di luce è “Chant d’automne”,sembra cantautorale, sembra un brano strappato alla penna lennoniana ma con uno spleen più melanconico che risplende nel ritornello in francese; ”Mechanical god” è industrial goth ,il metallo incontra l’elettronica fondendosi, rendendo fredda la materia calda; “Climax 2.0” sembra floydiana nel suo interno, un brano strumentale con un sapore progressivo sciolto nella tristezza, con una chitarra che lacera il tessuto musicale; ”Golden tongue” fende violentemente con del goth death doom, preciso e perfetto ,ti annoda lo stomaco; come cesura a questa agonia ecco “The last sun” che sembra un Gilmour crepuscolare, un brano bellissimo, che tocca l’anima. Un disco ottimo, un progetto che vuole dare la sua interpretazione del colore grigio e della malinconia dando a volte uno spiraglio luminoso, ma in lontananza, come a sottolineare l’irraggiungibilità. 

Voto: 8,5/10 

Matteo ”thrasher80” Mapelli