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EMP 1

venerdì 2 giugno 2017

DRAGONFORCE - Reaching Into Infinity

earMusic
Dei Dragonforce si è sempre detto tutto e il contrario di tutto. Amati e allo stesso tempo pieni di detrattori, questa band ha saputo intanto ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama mondiale del power speed metal. Volenti o dolenti i loro aguzzini devono dar atto di tutto ciò. Vero, saranno anche ripetitivi, tecnici fino all’inverosimile, ma sono loro i Dragonforce. E amano suonare questo genere più di ogni altra cosa. La loro proposta come sempre è incentrata sulla velocità, tecnica, cori da stadio e tanta voglia di divertirsi! Quest ultimo Reaching Into Infinity, si potrebbe tranquillamente posizionare in un qualsiasi periodo della loro già nutrita discografia, proprio per ciò che abbiamo detto prima. Fatto sta che i brani risultano freschi e dannatamente accattivanti! E togliendosi davanti tutte le critiche che ricevono, si apprezzerà e magari non poco. Ciò che fanno, lo sanno fare molto bene, risultando anche simpaticissimi e con una energia positiva che riesce a conquistare fin da subito. Poco importa spesso se ripropongono all’infinito la stessa proposta musicale. Dopo tutto ognuno è libero di potersi esprimere come meglio crede.

E poi se piace o meno bè questa è un'altra storia. Brani come Astral Empire, con il drumming forsennato colpisce subito nel segno. Certamente i richiami alla scena speed tedesca, old Helloween in primis, sono parecchi. Dopo la furia dei primi cinque brani, ci si riposa un pochino con Silence, una godibilissima semi-ballad. Ma a riportare velocità schiacciando il piede sull’accelleratore ci pensa Midnight Madness, con tanto di cori da canticchiare anche sotto la doccia! Con War! Si continua su territori All Speed, con in mostra una una bella canzone da ascoltare più volte. Un po’ di tranquillità apparente ,solo per aalcuni momenti, ritorna con il quasi mid-tempos di The Edge Of The World, con un cantato in stile death metal con tanto di growl! Una dei migliori brani dell’intero lavoro. Lavoro che non inventa nulla e su questo siamo tutti d’accordo. Una sola cosa comunque è sicura, ci sanno fare e anche bene! Una menzione particolare va alla cover dei leggendari e mai dimenticati Death, Evil Dead. E qui un piccolo nodo alla gola sale…non si può rimanere indifferenti alla memoria di Chuck! 

Voto: 8/10

Sandro Lo Castro