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giovedì 22 giugno 2017

ALTAIR - Descending: A Devilish Commedy

Sleaszy Rider
La label greca Sleaszy Riders è stata lieta di presentarci un progetto davvero ambizioso nel panorama del progressive metal, un mondo ricco di gruppi e di idee ma che a volte rischia di risultare già ascoltato o per lo più ripetitivo. Questa band nostrana, più precisamente ferrarese , gli “Altair” si staccano dai concorrenti presentando nel 2016 un progetto dalle grandissime ambizioni sia musicali che propriamente artistiche. Dopo l’esodio nel 2013 con “Lost Eden” girano a più riprese tutto lo stivale, vedono numerosi cambiamenti di line-up e soprattutto si concentrano sullo stile, un percorso che cresce visibilmente nel loro secondo full-lenght intitolato “Descending:a devilish commedy”. Un concept album dove i sei sfoggiano un songwriting impeccabile e una tecnica da rimanerci di sasso, tutte le tracce godono di riff e ritornelli che catturano in un istante l’ascoltatore ma c’è di più, un’idea di valore. Questo cd si propone di esplorare quella che è la parte più oscura di ogni essere umano, quell’inferno che da soli ci costruiamo nella mente, dove albergano tutte le paure che ci precludono le scelte e a volte l’intera vita. La pare più spaventosa e condizionante del genere umano qui ci viene rappresentata sotto forma di commedia teatrale, 9 brani dall’incantevole pregio. Un power-progressive metal che a tratti lascia spazio al sinfonico e ad un sound epico a dir poco adorabile .In assoluto spiccano le doti del vocalist Simone Mala, una voce accattante calda e graffiata, ma come non dar merito ai due chitarristi Gianmarco Bambini e Altar Marshall, grandissima sezione ritmica e gran lavoro alle tastiere. Con “Descending” si fa strada tutta l’epicità che contraddistingue il lavoro, già capiamo di trovarci dinnanzi ad un lavoro spettacolare per sound e caratteristiche, cambia notevolissime volte.

Questi tratti solenni lasciano spazio all’aggressività metal di “Path of worms”, eseguito tutto d’un fiato con una velocità sconvolgente, la voce è un tutt’uno con la musica catturante. Ma non sembra bastare questa velocità, arriva un brano dai cambi di tempo repentini, alziamo l’asticella della qualità con “Limbo”, l’assolo finale è stratosferico. Mix fra un sound granitico e un tono solenne per “Seven”, uno dei pezzi sin’ora più orecchiabile che si arresta per lasciar spazio alla parta cantata, come un camaleonte il vocalist cambia totalmente la trama della propria esecuzione, qui c’è solo da apprezzare, il calore del brano è dovuto interamente alla sua ugola d’oro. Cambia ancora faccia, ogni traccia mantiene la stessa idea ma si veste di nuovo senza stancare mai, bellissima anche “Godless” evidentissimo l’utilizzo magistrale delle tastiere che lo caratterizzano. Suono soffocato che esplode in “Seed of violence”, sembra inesauribile la vena artistica dei sei, questo il mi preferito per particolarità e raffinatezza esecutiva. Ancora tastiere e power per “Flame of knowledge”, un brano davvero accattivante senza punti di riferimenti fissi, tranne la performance vocale ancora una volta sorprendente con degli acuti elevatissimi e un chorus sublime che gli dona enfasi nelle parti più alte. Gli ultimi due brani “Frozen Graves” e “A lessons before ascending” si presentano davvero rock, la prima propriamente metallara la seconda meno, degno di nota è l ‘assolo elettronic del brano conclusivo e quella musica esotica che pare trasportarci in un’altra dimensione parallela e ci pone in una condizione di serenità con un cantato magnifico a due voci. Possiamo concludere solo inchinandoci a gruppi capaci di comporre lavori di tanti pregio e che hanno posto una particolare attenzione per ogni parte. Meraviglia compositiva del power-prog Metal 2016! 

Voto: 9/10 

Angelica Grippa