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giovedì 25 maggio 2017

WHITE SKULL - Will Of The Strong

Dragonheart
Come un ciclone tornano le colonne del power nostrano White Skull, ci sono voluti cinque anni per il seguito di “Under this flag”, ma questo disco, è un magnifico esempio di power sinfonico, di pura marca nostrana di altissima qualità. La coerenza di fare grandi dischi da parte di questa corazzata metal nostrana è un segnale da prendere nota, che l’amore per certe sonorità dure fatte con classe e personalità non è da tutti, ma bisogna metterci impegno e coerenza; l’opener è l’orchestrale e strumentale “Endless rage” che poi ci butta a capofitto nello speed/power sinfonico di “Holy warrior”,con doppia cassa, chitarre ad opera della coppia Tony “mad” Fontò e Danilo Bar scintillanti e asso come sempre che da carico in più alla formazione è la grande Federica “sister” De Boni, una singer con attributi fumanti, che spinge in alto i brani con interpretazione maiuscola; provate a dire di non farvi coinvolgere dal brano “Will of the strong”, che ne è la titletrack, assoli puliti, carica metal potente e cori nel ritornello a dare ancora più enfasi per tutto il disc; ,grandissimo anche i brano pieno di passione metal e emozionante “Lady of hope” dedicato a Eva “Evita” Peròn ;speranza dell’argentina e donna simbolo.

Il brano “Metal indian” è una cavalcata punteggiata da percussioni, e un ritornello da brivido, per poi esplodere in un brano speed metal nella parte centrale; un brano che fa vedere un’altra faccia della medaglia della band nostrana è la ballad “Sacrifice”,che è semiacustica con parti che profumano di prog e la nostra Federica da ancora grande prova di essere una singer di razza alternando vari registri vocali tra pathos e emozionalità; a chiudere il cerchio il brano heavy/power “Warrior spirit”; le tastiere sono un elemento fondamentale del gruppo che dipingono scenari epici con le orchestrazioni ;la produzione a cura di Pierluigi Stevanini e i suoi New sin di Loria(Tv) danno brillantezza e potenza a tutto. Un disco eccellente, che da ancora più spinta non solo ad un gruppo che si è guadagnato sul campo tutte le medaglie orgogliosamente, ma che è una bandiera in Europa del metal tricolore di altissima qualità, sarebbe veramente un peccato non prendere questo capolavoro. 

Voto: 9/10  

Matteo ”Thrasher 80” Mapelli