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giovedì 25 maggio 2017

SOLSTAFIR - Berdreyminn

Season Of Mist
Ritorno col botto per gli islandesi Sòlstafir ,già dalla copertina di Adam Burke vediamo un paesaggio rarefatto, con toni caldi e freddi ,e una renna si scorge appena appena, difatti la traduzione del titolo è “il sognatore di eventi futuri”. I nostri hanno realizzato un disco dove la tensione emotiva ed emozionale non passa, anzi, si mantiene costante per tutta la durata degli otto brani; si parte col piede giusto con l’opener “Silfur-refur”,un brano introdotto da orchestrazioni ma con l’entrata del cantato in lingua madre(cifra stilistica dei nostri),si entra nel vivo del brano con riff di chitarra bassi e ad alta tensione e melodie piene;”Isafold” è un mid tempo che non vi lascerà indifferenti questo grazie ad un superbo gioco di riffing intenso, melodico e una malinconia di fondo; ”Hula” è grande musica, al servizio delle melodie, perché il brano è costruito perfettamente e prende piano piano per coinvolgere il tessuto emotivo di chi ascolta; stesso discorso lo si può fare con “Nàròs”,un brano che potremmo definire semiballad, un brano che parte con riff ribassati e scuri, quasi da tonalità blues, per poi a metà del brano, esplodere in un up tempo nervoso e melodico allo stesso tempo, grande prestazione del cantante/chitarrista Adalbjorn Tryggvason.

Ma tutto il gruppo è eccellente; rodato e perfetto, porta una musica calda ,rock nel senso più ampio del genere; basta sentire la floydiana “Dyrafjordur”,un brano eccelso, che con lievi tocchi, una chitarra che ha un sapore gilmouriano e con tastiere e strumenti a corda è incredibile ;un brano eccellente; e pezzo da novanta la conclusiva “Blàfjall”,un brano che parte con un organo solenne ,per poi il gruppo incedere con un brano delicato e teso nelle chitare e nei contrappunti di batteria appena accennata per poi esplodere come un vulcano, denso di tensione emotiva in un up tempo furioso e coinvolgente. Un disco che è classe pura, dote rara nella musica odierna, ma i nostri sanno benissimo padroneggiarla e nonostante provengano dalla terra dei ghiacci, sanno trasmettere il calore e l’emozione del rock più puro; grande musica, grande poesia, da avere. 

Voto: 9/10 

Matteo ”Thrasher80” Mapelli