Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 30 maggio 2017

PROGENIE TERRESTRE PURA - OltreLuna

Avantgarde Music
Tornano i nostrani P.t.p., un ibrido estremo; un progetto musicale geniale e estremo in ogni senso, perché i nostri potrebbero essere benissimo dei narratori di grande fantascienza messa in musica. Lo stile è ibrido, cangiante, ricco di soluzioni estreme che colpiscono cuore e anima come l’opener “Pianeta zero”, ci si trova nel caos freddo di un black metal dai riffing gelidi e una voce scream filtrata ti conduce sulla parte più scura di un pianeta apparentemente privo di vita, ma ecco che a metà brano la scena si ribalta con soluzioni etniche, un violino arabeggiante cambia dimensione e quadro per poi colpire ancora più duro;”Subluce” è materia nera, perché è luce nera; tempesta estrema ma anche qui vista in maniera glaciale, fredda demoniaca ma non dell’inferno al quale siamo soliti fare riferimento, queste sono creature d’oltre spazio, e un cantato femminile con tocchi di batteria ci dona un piccolo segno di speranza ma è fugace; i nostri non cedono un passo rendendo ancora più mutaforma la loro proposta con la titletrack, dove un tastiera gelida, dipinge scenari spaziali intersecandosi con le chitarre e una voce sempre più filtrata, estrema priva di umanità ,le percussioni danno un ritmo tribale al tutto con grande gusto.

”Deus est machina”, dipinge con estrema chiarezza la volontà dei nostri; attraverso la musica estrema, colpi di tastiere, soluzioni electro, sinth e sferzate metal fredde come l’acciaio ,vogliono diventare diversi, mutare, diventare un incubo ibrido, una creatura tecnorganica; pensavamo di finire il viaggio ma ecco la “suite” “Proxima B”, una celebrazione estrema, ricca di cambi di ritmo, musica, e atmosfera ,straniante, con certi richiami non solo legati al black metal ,ma soprattutto all’elettronica, e al prog più evoluto; un brano lungo, ricco di fascino estremo che ci lascia senza fiato abbandonandoci nel vuoto siderale con un tappeto arpeggiato di chitarra , basso e batteria a dare il tempo a questo commiato. Che dire se non capolavoro? un disco difficile, che ha bisogno di diversi ascolti per essere apprezzato nella sua integrità e interiorità, straniante per le atmosfere create dai nostri, ma soprattutto elitario, perché qui solo gli spiriti superiori potranno carpire la vera essenza del gruppo e della proposta, bentornati ragazzi! 

Voto: 9/10 

Matteo ”Thrasher80”Mapelli