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lunedì 8 maggio 2017

NIGHTBRINGER - Terra Damnata

Season Of Mist
L’Usbm, ha generato dei cantori del black metal sinfonico, degli epigoni degli Emperor per certi versi, ma i Nightbringer con questo ritorno sono uno dei gruppi cardine della scena estrema americana. La band statunitense prende ciò che la scuola norvegese ha fatto in campo black metal per plasmarla a proprio piacimento; l’opener ”As wolves amongst the ruins” e “Misrule”, sono un attacco feroce senza pietà, con riffing di chitarra gelidi, ossessivi e maligni, un dualismo vocale ad opera del chitarrista Naas Alcameth e di Ar-ra ‘d al-iblis; uno più acido e scream, l’altro più growl profondo ,le tastiere punteggiano il lavoro con sinfonia, dando anche qua crudezza al tutto mentre i colpi di blast beat di Menthor danno velocità al tutto; non c’è salvezza ma tanto odio nero in questa prima parte del lavoro, ma non è chaos fine a se stesso sia chiaro ;i nostri hanno in mente dove andare in queste otto tracce, si sente la presenza dei Dark Funeral unita alla sinfonia perversa della band di Insahn e Samoth del primo periodo.

Ma è col brano” Of the key of and crossed bones” che la marcia cambia, dando varietà al tutto, con cambi di tonalità, atmosfera ,soprattutto nelle stupende e seguenti “Inheritor of a dying world” e “The lamp of inverse light”; la prima, un brano lento quasi marziale, dove le chitarre e le tastiere fanno da tappeto ad un recitato vocale growl ma intelleggibile che declama liriche perverse e malvage; l’altro sembra un poema in musica, con melodie di chitarra e tastiere epicheggianti, intrise di tristezza punteggiate da percussioni, e una voce sullo sfondo, ottimo brano atmosferico che rapisce, e a chiudere la magistrale “Serpent sun”. Un disco eccellente, complesso, che denota furia, potenza ma anche intento di perseguire il nero sentiero con personalità e grande stile, da avere e conservare. 

Voto: 9/10  

Matteo “Thrasher80” Mapelli