ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

martedì 2 maggio 2017

MALAMORTE - Satan Goes to Heaven to Destroy the Kingdom of God

Pure Steel
“Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate”, così si potrebbe iniziare il viaggio verso l’inferno dei nostrani Malamorte. Un disco che puzza di zolfo e profuma del buon black metal anni 80, ovvero quello della prima ondata di band heavy metal che estremizzarono il metallo duro in principio della decade d’oro del periodo heavy; c’è un profumino invitante di Mercyful Fate e Death SS in questo lavoro; dieci brani con un’intro, un’outro e un intermezzo strumentale; Lord Vampyr ha fatto le cose in grande aiutato dal sodale SK; data la sua lunga esperienza in campo metal. Basta sentire l’opener Tthorn in the flesh”,per sentire soluzioni care al buon re diamante, con chitarre heavy e rocciose, una voce tragica e teatrale che a metà del brano, prende una piega più blacky con la voce del buon singer abile nel cambiare i toni dal più pulito, al più arcigno scream; stessa cosa si può dire del seguente “Waiting for the end of christianity”,un brano potente, virato al nero, sul finale in accelerazione e chitarre grattate; pezzo eccellente il mid tempo con atmosfere horror Uunholy cult”, dove un ritornello ti si stampa in testa e si sentono soluzioni sonore care al buon Steve Sylvester.

La titletrack e il brano “Blasphemies for the horned god”,sono un duo da k.o heavy, perché portano sui binari di soluzioni black metal molto personali, perché in una cornice a tinte horror, e soprattutto l’incontro tra l’heavy metal estremo passato e quello che verrà a seguire con la seconda ondata; si sente soprattutto tanto amore e rispetto per queste sonorità e un plauso anche per i solos puliti e melodici il giusto, come da alta scuola classica insegna; altra perla il brano lento, con soluzioni gothic “Aut Satan,aut nihil”,un brano con un organo, voce straziante intrisa di malinconia che sul più bello accellera gustosamente ,l’outro rumoristica ci porta fuori dalla caligine infernale, con un divertissement, ovvero una frase ripetuta all’inverso come tradizione malvagia insegna. Un disco consigliato a chi ama il black metal pionieristico degli albori, ma soprattutto un lavoro fatto per chi come me ama l’heavy metal fatto con cura e classe nelle sue sfumature, bravi! 

Voto: 8/10  

Matteo ”Thrasher80” Mapelli