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lunedì 29 maggio 2017

KILLIN' KIND - Intervista al fondatore della band Tito


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Dying Earth è frutto di un lungo progetto passato attraverso anche le vicissitudini nella line up dei K’K, abbiamo ripreso e riplasmato spesso e volentieri molte delle song che lo compongono. Il risultato è un sano Heavy/Thrash Melodico da ascoltare a palla. Abbiamo cercato di trasmettere la rabbia e la melanconia nelle quali tutta l’opera musicale è intrisa sia con gli strumenti che con i testi.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Ho fondato i K’K nel 1996, a quell’epoca era piacevolmente complicato fare musica ed io e i miei compagni di ventura avevamo dalla nostra un periodo florido per il Metal, Eravamo, come siamo ora, una formazione con provenienze Metal, ma molto eterogenee: Thrash, Heavy, NWOBHM, Hardcore, Power….abbiamo semplicemente fuso tutto assieme e la ricetta ad oggi non è cambiata nonostante i vari cambi di lineup. 


Come è nato invece il nome della band?

Come tributo alla band che accomunava il favore di tutti i membri della band all’epoca: The Killing Kind era l’album degli Overkill appena uscito nel ’96 ed il nome era perfetto a rappresentare quello che ancora oggi è il nostro pensiero sulla presenza di una “specie assassina". Il verde acido originale del nostro logo corona il tutto sia come tributo ai nostri amici thrasher Newyorkesi, sia per il fatto che è verde come la natura, ma acido come un prodotto chimico velenoso.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

La quotidianità  di cui vogliamo parlare non è mangiare un panino, cantare una serenata o raccontare una barzelletta, per quello ci sono altri generi musicali. Basta qualche news di questi giorni per accumulare abbastanza materiale ispirazionale, anzi, ce n’è fin troppo! Certo alcuni argomenti mi colpiscono più di altri: principalmente il male che la razza umana (la specie assassina, appunto) fa al Pianeta che la ospita e a se stessa. Nei testi l’operazione per me funziona però al contrario: li sviluppo in base alle emozioni rievocate dalla nostra composizione in modo il legame musica+parole sia profondo.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Toccherebbe a recensori sicuramente più competenti di me spiegarlo… Al nostro ascoltatore devono piacere le melodie e gli arrangiamenti complessi, lavoriamo molto anche sulle voci ed appaiando la mia voce a quella di Dan e Dest creiamo situazioni polifoniche spesso e volentieri. Gli ambienti evocati da DE hanno tutti in comune potenza e ricchezza di composizione, ma sono talmente differenti che….beh, bisogna ascoltarli 


Come nasce un vostro pezzo?

Da un’ossessione! Un riff, una melodia nella mente mia o di Dan, con lui ormai abbiamo sviluppato una vera simbiosi compositiva negli anni, Condividiamo l’embrione per poi farlo crescere fino ad esprimere uno stato d’anima ben definito: rabbia, malinconia, paura, disprezzo. Ognuno dei 4 K’K mette mano ai brani fino a quando non sono essi stessi a comunicarci di essere completi e lo fanno trasmettendo il sapore di band e non di un solo unico compositore.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

The Raven sicuramente. Stranamente è la canzone sulla quale abbiamo lavorato meno, è un bel midtempo diretto e ci piace a tal punto che la abbiamo scelta per il nostro primo video clip che trovate su youtube https://youtu.be/Z3bJM6FmmOQ Ci siamo divertiti un sacco a realizzarlo, dategli un guardata. 


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Come ti dicevo, siamo ascoltatori con provenienze abbastanza eterogenee. Ti dovrei farei un interminabile elenco di mostri sacri del Thrash, Heavy Metal e Power soprattutto pre anni 2000

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Al momento non abbiamo pianificato date live. Siamo coinvolti con la preparazione dei brani per il prossimo album e questo assorbe già parecchio le nostre energie. ma tutto può essere.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

La scena è fatta di persone: fa cagare o è bella quanto lo fanno le persone che la compongono. Si evolve o involve con esse. Dal ’96 ad oggi ho perso parecchio entusiasmo, forse sono solo invecchiato ed è fisiologico, forse no Ho smesso semplicemente di interessarmi alla scena, compresa quella italiana da tempo. Se poi mi costringi a focalizzarmi sulla “scena-musicale-italiana”…..guarda….io mi prendo una birra rossa, tu come la preferisci?

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet si è da tempo rivelato essere un cesso senza fondo. La rete ha sconvolto tutto causando tutto ed il contrario di tutto. questo vale anche e soprattutto per le forme artistiche come la musica. Se da un lato è bellissimo poter scoprire sconosciuti talenti che colpiscono corde emotive dall’altra parte del globo, è altrettanto dannoso il bombardamento mediatico per indurre le masse ad interessarsi di cagate pazzesche senza capo ne coda. Quando poi emergono “signori del nulla” principi delle visualizzazioni dei social siamo al collasso dell’arte musicale per come l’ho sempre intesa. 


Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Parecchio! Si dice spesso che i Grandi compositori classici oggi comporrebbero Metal. Non so se sia davvero così, ma certamente è un genere che da la possibilità di sbizzarrirsi e togliersi parecchie soddisfazioni artistiche personali.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Intendi oltre a quelli che ci hanno ormai lasciato in questi ultimo periodo? Si certamente, le collaborazioni ci piacciono, non per nulla sulla nostra Raijin, il nostro Dan ha incrociato in duello di assoli la chitarra di Dave Linsk.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Certamente. Nella musica e nell’arte: abbiate grandi appetiti e soddisfateli, ascoltate, godete, “fate” e perseverate e siate onesti con voi stessi su cosa vi piace e cosa no, cosa è bello e cosa è uno spreco di tempo. Nella vita: non fate gli stronzi che tanto ce ne sono già abbastanza e soprattutto non mischiate mai birra e cocktails che poi state male!

Maurizio Mazzarella