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lunedì 8 maggio 2017

HATE - Tremendum

Napalm
Se l’America ha i cosiddetti big four del thrash metal, la Polonia può fregiarsi di avere i big three del death, ovvero: Behemoth, Vader e Hate! I polacchi sono tornati con un disco potentissimo, che è puro odio, come il nome della band, ma non è un odio fine a se stesso; anzi, l’obbiettivo è molto presente, questo ritorno discografico dopo “Crusade: zero” è tremendo, non in senso negativo, ma tremendamente bello; basta sentire l’opener “ Asuric being”per venire piazzati ad un muro, dopo un’introduzione guerresca ,si parte col brano vero e proprio, un assalto all’arma bianca fatto di blast beat e riff di chitarra precisi e maligni come da tradizione death, un growl espressivo e profondo ci butta negli abissi più profondi e la melodia è lasciata al solo di chitarra breve e intenso; brano senza respiro e che ti attacca alla parete,è anche il seguente “Indestructible pillar”, perché la band polacca è veramente indistruttibile nella sua volontà di annichilire l’ascoltatore con brani furiosi ad alta qualità.

In “Numinosum” abbiamo un breve rallentamento di marcia, ma con un’atmosfera epica che si percepisce per tutto il disco; ma non è un’epicità che di solito in campo metal si associa a generi più melodici e più “tranquillizzanti”, qui viene resa arcigna, orgogliosa, corrotta dal marcissimo death metal dei nostri come “Into burning gehenna” con parti cadenzate, e in blast beat ci portano all’uptempo vigoroso di “Sea of rubble” un lavoro di chitarre scintillante, che non ti lascia mai la voglia di cedere il passo al brano successivo, ma ti rapisce; come il brano “Ghostforce”,che sa dosare ferocia e parti più rallentate, non scemando l’intensità del disco che chiude con la vigorosa “Walk through fire”,dal chorus che dal vivo non farà prigionieri. Un disco che merita più di un solo ascolto per apprezzarlo appieno ,perché è ricco di sfumature, melodia malsana, e tanta tecnica non fine a se stessa, ma portata avanti dalla band, con orgoglio, fierezza e tanta sostanza, questo disco si candida ad essere uno dei migliori album death metal dell’anno, monumentali. 

Voto: 9/10 

Matteo ”Thrasher80”Mapelli