ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

mercoledì 3 maggio 2017

ELECTRIC SWAN - Windblown

Black Widow
La sempre attenta Black Widow,, da quando è nata sembra non sbagliare un colpo! Che si tratti di metal, prog, doom o stoner non è mai stata seconda a nessuno! Gli Electric Swan sono una band che dal 2012 è sotto l’ala protettrice della BW. Ed è già sinonimo di garanzia! Ovviamente non conta solo la label per la quale pubblicano album, ma conta soprattutto la proposta musicale. E la band piacentina si presenta sul mercato con questo ottimo e terzo album che risponde al nome di Windblow. Suonano una sorta di hard rock contaminato dagli anni che hanno visto nascere questo genere, ovvero gli anni ’70. I brani sembrano proprio essere usciti da una macchina del tempo! Gusto per la melodia infarcita da elementi per così dire Vintage, che donano all’intero lavoro un suono caldo e accogliente. Poi la prova dei singoli musicisti è davvero alta. Troviamo alle vocals, con la sua suadente e sensuale voce Monica Sardella, a sciorinare riffs su riff con tanto di solos dal retrogusto stoner Lucio Calegari e poi una sezione ritmica ma non per questo meno importante, anzi il motore della band, formata da Vincenzo Ferrari al basso e Alessandro Fantasia alla batteria.

I quattro musicisti sembrano davvero affiatati, rendono Windblown un disco che cresce col passare dei minuti e dei brani. Un salto temporale di circa quaranta lunghi anni. Suoni irresistibili che rischiano di far ballare un intera notte davanti un fuoco in qualche sperduta spiaggia italiana. E quando si parla di musica di qualità, siamo sempre ben contenti che quest’ultima provenga proprio dalla nostra penisola, fucina continua ormai di band da pelle d’oca, come risultano gli Electric Swan! Chitarre compresse a dovere, ritmica mai messa in secondo piano e voce che farebbe risuscitare qualsiasi essere umano! Parecchi i brani da menzionare, come ad esempio: Cry Your Eyes Out, Beautiful Bastards, Loosing Time con il suo incedere quasi blues. Tutti grandi composizioni. Trovano anche lo spazio per una diciamo semi-ballad Here Is Nowhere, sopra le righe. Per chi vive ancorato agli anni settanta, qui troverà ciò di cui essere felice per altri quaranta anni almeno! Difficile scegliere un brano rispetto ad un altro, sono diversi brillano di luce propria. Grandi, davvero grandi! 

Voto: 9,5/10

Sandro Lo Castro