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giovedì 11 maggio 2017

DAVID CROSS BAND - Sign of the Crow

Black Widow
Esordisco dicendo che quello che sto per presentarvi è un assoluto capolavoro di un eccezionale musicista, uno dei quei dischi come se ne trovano pochi, c’è solo da inchinarsi dinanzi a lavori di questo calibro. Stiamo parlando di David Cross, famoso musicista noto all’ambiente soprattutto per la sua collaborazione dal 1972 al 1974 al gruppo dei King Crimson, ma con la sua band omonima ha presentato al mondo “Sign of the Crow”. Temi differenti che si susseguono nell’album, testi curati nel dettaglio, atmosfere cupe, oscure che si intersecano in un mosaico di puro rock progressive di altissima qualità. Come vedremo nell’analisi accurata dei brani sono tantissime le contaminazioni, un elemento tipico di chi ama sperimentare, attento si alla ricerca, ma soprattutto alla composizione della melodia. Questo lavoro unisce le grandi doti vocali di Wilde con gli assoli a dir poco straordinari che si alternano in varie parti del violino di Cross e della chitarra di Clark. L’organico della band è cambiato numerose volte della vecchia Line-up sono rimasti David Cross, fondatore e violinista, Paul Clark il chitarrista e Mick Paul al basso, nel 2008 si ha l’aggiunta del singer Wilde e di Blundell alla batteria, inoltre ritroviamo il contributo in tre brani della raccolta del tastierista Alex Hall. Con entusiasmo analizziamo i meravigliosi brani che meritano un ‘attenzione totale, nel susseguirsi ne rimarremo stupefatti. La prima “Starfall” scopre subito le carte sulla qualità, grandissima intensità, si arresta all’improvviso creando il senso di sospensione, questo brano ha una costruzione complessa con numerosi cambi di tempo e la presenza degli assoli che si susseguono creando un ritmo epico. Secondo brano la Title-track, come pulsa la base, che mescola in modo estremamente raffinato elementi rock con un jazz sofisticato, la performance vocale è gloriosa c’è solo da inchinarsi a cotanto splendore; parentesi particolarmente metal in “Crowd Surfing”, chitarre e violini fanno il grosso ricreando quell’atmosfera dark che ci suggestiona. Ora arriva il capolavoro dei capolavori,“The Pool”, chi può rimanere indifferente dinanzi a questa perla di rara bellezza, perfetta la voce, una ballad folkeggiante che in un crescendo lirico ci conduce alla parte finale dedita alla sperimentazione; in questo brano si sfiora la vetta della musica d’eccellenza, questo album vale 10 solo per questo pezzo.

Brano strumentale è “Raintwist” che cerca di proporci un sound scuro, la voce che sussurra e riporta uno stile gothic come non evidenziare l’assolo di forte intensità di Cross. Ritornano i cambi numerosi e repentini di tempo per il brano più aggressive dell’album “Spiderboy”, rimarrete elettrizzati da una composizione mozzafiato; parliamo dell’effetto ipnotico di “Mumbo Jumbo” nella parte iniziale, trama complessa, delizia pura in quasi 6 minuti dove il violino e la chitarra si uniscono e si giunge a dei livelli qualitativi eccezionali, evidenti le intrusioni jazzistiche e gli interventi eclettici oltre che un grande coro. Il brano più soft è “Water on the Flame” che introdotto in modo pacato riporta l’assolo di violino dove più si evincono le capacità straordinarie di Cross; l’ultimo brano è il più triste e nostalgico “Rain, Rain” che ci propone il tema della morte del distacco, si ricollega al giorno della perdita della cara nonna del violinista, evento sconvolgente che scosse le radici della famiglia recita:“Pioggia, pioggia, torna un altro giorno…Il corvo non è mai lontano…”, il capitolo più drammatico ed emozionante. Come ha sottolineato Cross l’intero platter si muove su immagini suggestive e binarie: buio/luce, giusto/sbagliato, paradiso/inferno, fuoco/acqua, ma le tematica più importante sono il viaggio la gentilezza e l’essere straniero. I brani sono scritti da un ottimo Richard Palmer-James e l’etichetta é la Black Widow. Questo è un album da acquistare è racchiudere nelle raccolte più preziose, ascoltarlo più volte può farci scoprire sempre elementi nuovi e scatenare in noi sempre nuove emozioni, questi sono i lavori che preferisco in assoluto, musica progressive, varie contaminazioni, testi curati musicisti fantastici e un percorso in nessun punto banale. Lavoro Eccelso! 

Voto: 10/10 

Angelica Grippa