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giovedì 25 maggio 2017

BELOW - Upon a Pale Horse

Metal Blade
Ennesima band che torna con un disco grandioso in casa della lama di metallo, dopo i God Dethroned ecco gli svedesi Below, alfieri del doom metal più classico. Spesso quando vanno associate doom metal e Svezia si corre con la mente e il cuore ai maestri Candlemass, pionieri del genere, bhè ora abbiamo di fronte dei “nipoti” in grado di dire la loro in materia, eccome! I nostri sfornano un disco dove il metallo del destino è intriso di epicità malinconica, sferzate heavy metal classiche, cori e uno spettro sabbathiano, dopo l’intro “The plague within” orchestrale e drammatico entra il brano portante “Disappearing into silence”,lento, cadenzato con il gruppo e il singer in un brano pieno di pathos, eccelsa prestazione da parte delle chitarre, suono denso ma che in fase solista acquistano melodia melanconica; ”The coven” è un brano con un riffing sabbathiano, un brano che con eccelse note di chitarra arpeggiata e un richiamo elettrico plumbeo dona tragicità al brano grazie ad un cantato alto e potente.

La titetrack è solenne; doppia cassa che inframezza un tempo lento e possente sempre sorretto da melodie ispirate al metal classico, grandi cori danno epicità al tutto;”Suffer in silence”è un mid tempo graffiante, robusto con un chorus che più heavy non si può; ”hours of darkness” è proprio un brano che sembra strappato aiSsabbath dell’era Dio, epico, maestoso con grande senso tragico ma al contempo orgoglioso nel suo incedere ,riff scuri di chitarra densi si stagliano con melodie elegiache;”We are all slaves” chiude il disco ed il titolo dice tutto, non c’è salvezza, non c’è redenzione per l’anima umana, la morte è ineluttabile, e il brano è lento e pesante come una pietra tombale a chiudere ogni speranza. Un disco che è doom dall’inizio alla fine , i nostri svedesi portano avanti la tradizione di brani densi, scuri fatti di melodie intrise di tristezza e pathos ma al contempo colpiscono duro ,un grande disco da avere per tutti gli amanti del genere.  

Voto: 8/10  

Matteo “Thrasher80” Mapelli