Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 7 aprile 2017

SUICIDE SILENCE - Suicide Silence

Nuclear Blast
Quinto lavoro in studio per gli statunitensi Suicide Silence, che tornano sul mercato discografico a distanza di tre anni dal precedente You Can't Stop Me. Il combo americano questa volta ha deciso di intitolare il nuovo album con il proprio nome, come per rinforzare il concetto della propria personalità. Il problema però è nella musica, ormai deludente e ripetitiva. Ci si attendeva infatti qualcosa di innovativo, ponderatamente diverso, ma anche più versatile, diretto e certamente meno complesso. Invece è venuto fuori un disco che non si discosta minimamente dai propri predecessori, come se il gruppo fosse approdato in porto sicuro da non lasciare per paura di sbagliare. E invece non è così, perché qualche volta un musicista deve anche prendersi i propri rischi, specialmente se poi alle spalle si è supportati da una grossa label come la Nuclear Blast che attenzione, non è un punto di arrivo, ma di partenza, perché una volta arrivati bisogna confermarsi.

Nel complesso Suicide Silence non è un disco brutto, per carità, lungi dall'affermare ciò, ma anche se c'è grinta e carisma, sono le idee a mancare. Buona la tecnica, buona la produzione, ma la poca emotività è un fattore palpabile in ogni brano. Pezzi come Silence, Listen e Run, che in certi frangenti ricordano molto i Sepultura, oppure i Soulfly, denotato che non sia di fronte ad un gruppo di pivelli, soprattutto le chitarre sembrano ben modulate e la sezione ritmica rimane il vero punto di forza della band, specialmente in canzoni come Conformity e The Zero. Incide poi l'approccio sbagliato, Doris non era il brano migliore per iniziare l'ascolto. Disco che rasenta la sufficienza e che probabilmente venderà per via della label e del nome estero, se questa band fosse stata italiana, sarebbe stata penalizzata per via di un preconcetto collettivo.

Voto: 6/10

Maurizio Mazzarella