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lunedì 24 aprile 2017

STEEL PANTHER - Lower The Bar

Kobalt
I re degli ignoranti sono tornati, più irriverenti, maleducati, turpiloquianti e maledettamente in forma che mai. E lo fanno con un nuovo album che, se da un lato non aggiunge praticamente nulla in termini stilistici a quanto già mostrato in passato dai 5 dissacranti profeti dell'hair metal made in Cali, dall'altro conferma che la band è in grado di esprimersi su livelli sempre elevatissimi, sia dal punto di vista dell'esecuzione tecnica che della cura del suono, in particolare quello delle 6 corde che, ancora una volta, giocano la parte del leone in un platter che gode di una delle produzioni migliori mai ascoltate nel genere. Raccontare questo “Lower The Bar” è come riprendere il filo di un discorso mai interrotto, fatto di volgarità, doppi sensi, ironia a tratti sessista nell'ambito di liriche che per qualcuno potrebbero apparire perfino fastidiose, ma anche di indubbie capacità di rinverdire i fasti di uno stile musicale che, di per sé, non avrebbe più ragione di esistere se non grazie a questi simpatici zotici che, scimmiottando il sound che ha fatto da padrone in gran parte degli anni 80, utilizzano l'arma dell'ironia per mettere in bella mostra i propri punti di forza in ambito musicale.

Ascoltando brani come l'opener “Goin' in the backdoor “ o il singolo di lancio “Poontang Boomerang” non si può rimanere impassibili, ma ci si lascia travolgere dal micidiale abbinamento tra un sound collaudatissimo e, per quanto legato a stilemi non più in voga, sempre efficace, e la divertente volgarità dei testi. Il risultato assicurato dei 40 minuti di ascolto è il divertimento senza troppi pensieri, con la dovuta precisazione che ci troviamo di fronte a qualcosa di certamente molto simile a quanto già proposto dal combo californiano nei precedenti lavori, ma tant'è, non si poteva pretendere che evolvessero da un punto di vista stilistico, in quanto avrebbero dovuto snaturare la loro attitudine che, per dirla tutta, in fondo ci aggrada così com'è. Vedremo cosa sapranno proporre in futuro, ma per ora godiamoceli così, ignoranti, irriverenti e simpaticissimi come pochi altri. 

Voto: 7/10

Francesco Lattes