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domenica 30 aprile 2017

PANDORA - Ten Years Like In A Magic Dream

AMS
Quando ti presentano davanti una band della quale si sconosceva l’esistenza, non è a volte semplice fare una recensione così su due piedi senza conoscerne la storia. La prima cosa da fare è far partire la musica che è il motore di tutto. E nel caso dei Pandora, iniziare a sentire la loro proposta equivale ad entrare in un mondo particolarmente affascinate, suadente e di classe sopraffina. Impressionante la classe sciorinata dai nostri. Qui si parla di puro progressive italiano. E quando si parla di questo genere non possiamo che esserne fieri ed orgogliosi, perché proprio la nostra bella isola è fucina attiva di bands dalla innata classe e magia prog. Ed è proprio anche il caso dei Pandora, band che pubblica questo Ten Years Like In A Magic Dream , album dedicato ai primi dieci anni di vita della band. E potevano festeggiarli in modo migliore! Invece di fare il solito The Best Of, hanno avuto l’idea di reincidere alcuni loro brani passati.

Brani comunque in un certo senso fuori dal comune, per intensità e classe. Si parte con gli otto minuti passati di Always And Everywhere, brano che vede oltre al prog un tappeno abbastanza duro se vogliamo vicino al puro metal. I brani sono tutti abbondantemente oltre i sei o sette minuti con punte da undici! The Way You Are, secondo brano in scaletta, mostra un corposo e intrigante prog velato da un sostanzioso muro sonoro. Mentre in Turin 03.02.1974 troviamo un misto di generi che vanno comunque sempre verso il prog e il classic metal con fraseggi altamente tecnici ma con gusto verso la melodia di facile assimilazione. Le influenze sono molteplici che si possono percepire. Ad esempio Drunken Poet's Drama all’inizio richiama molto i Deep Purple più progressive e rock oriented. Ma i rifanno comunque parecchio al genere che ha visto nascere gente come PFM, New Trolls, Delirium , solo che i Pandora hanno accentuato in un certo senso il lato metal delle band in precedenza nominate. Non cadono comunque mai nel vortice di non personalità, questo è palese ascoltando con attenzione le varie composizioni. Hanno un loro particolare modo di concepire la musica, che riesce letteralmente a stregare chi si imbatte nel loro personalissimo mondo. Una menzione particolare va fatta sicuramente al brano Man of a Thousand Faces che farà sognare parecchia gente con il suo suono acutico e la suadente voce femminile. Band da scoprire e tenere saldamente vicino! 

Voto: 10/10 

Sandro Lo Castro