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giovedì 27 aprile 2017

NEW DISORDER - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Certamente! “Deception” è di fatto una sorta di riedizione parziale del precedente lavoro “Straight To The Pain”, in quanto contiene 8 brani già presenti nel platter del 2015, completamente rivisitati nel sound e,in buona parte, negli arrangiamenti. A queste 8 tracce si aggiungono 2 inediti : la title track “Deception”, appunto, e “Curtain Call”, che segnano in maniera definitiva il nuovo percorso artistico della band.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band si è formata nel 2009 proponendo sonorità Alt/Rock vicine (per intenderci) a quelle dei Muse, che si sono poi evolute negli anni successivi e, in particolare, nel 2013, anno che ha segnato un cambio di line-up quasi totale, con conseguente evoluzione stilistica che ha portato il gruppo ad avvicinarsi a sonorità decisamente più vicine al Metal moderno che al Rock. 


Come è nato invece il nome della band?

Da uno dei brani allora più ascoltati dal nostro cantante, fondatore della band nel 2009. Si tratta di “Toxicity”, dei S.O.A.D., nel cui ritornello compaiono le 2 parole che compongono il nome della band, che suonavano maledettamente bene insieme, prestandosi ad assumere molteplici e intriganti significati.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Riteniamo che il testo debba conferire un valore aggiunto al brano e mai essere un punto di “debolezza”. Le nostre liriche trattano prevalentemente di sentimenti comuni, del disagio che spesso il singolo individuo vive nel rapporto con i suoi simili e nel contesto sociale, con riferimenti a volte metaforici, a volte più “crudi” e diretti (non sono rare tematiche come la droga, l’alcolismo ed il sesso), dove il linguaggio utilizzato si adegua inevitabilmente ai contenuti.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Siamo una band che fa dell’eterogeneità un valore. Abbiamo tante influenze anche molto distanti fra loro e riteniamo che il nostro più grande talento sia quello di farle convivere armoniosamente in ogni nostro pezzo. Ciò consente alla nostra musica e, di conseguenza, al nostro ultimo album, di non assomigliare in particolare a nessun altro lavoro dell’estesissimo panorama del Metal odierno. Riteniamo sia un prodotto assolutamente al passo coi tempi, anche grazie al grande lavoro fatto in studio, in particolare nella fase di post-produzione, e siamo convinti che chi lo ascolterà potrà apprezzarne certamente gli aspetti tecnici ma, soprattutto, quelli emozionali, che per noi  fanno la vera differenza.

Come nasce un vostro pezzo?

A dire il vero non abbiamo un vero e proprio “metodo standard”, nel senso che l’ispirazione può nascere da un riff di chitarra o basso per poi strutturarsi di conseguenza, come può partire anche da un singolo elemento della band che magari arriva in sala già con un’idea più o meno strutturata che poi viene recepita e “lavorata” dalla band al completo. Siamo molto democratici in questo ed ognuno di noi è leader e, allo stesso tempo, al servizio della band in termini di composizione. Poi, chiaramente, viene fatta una selezione del materiale elaborato per portare in studio solo il meglio che abbiamo, sempre a parere di maggioranza. Ultimamente stiamo sperimentando un metodo di networking che consiste nel procedere appoggiando le idee di ciascuno (sotto forma di tracce audio) progressivamente le une sulle altre, a partire dall'idea di base, proposta ora da uno, ora dall'altro elemento della band. In pratica un processo di brainstorming musicale che spesso dà risultati davvero molto interessanti. 


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Senza dubbio le 2 tracce nuove, che rappresentano il vero punto di partenza per il nuovo percorso artistico della band e sulle quali è stato plasmato il sound dell'intero platter

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Molte e assai diverse tra loro : System Of A Down, Trivium, Killswitch Engage, Korn, Muse, Alter Bridge, Faith No More per citarne alcune.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Abbiamo appena concluso la prima parte di un tour che ha toccato nord e centro Italia più   Repubbliche Baltiche. In quest'ultima parte del nostro giro siamo stati band di supporto agli svedesi Pain (la band di Peter Tagtgren) in Lituania, Estonia e Lettonia : esperienza fantastica sia dal punto di vista musicale che umano che ci ha permesso di farci conoscere al pubblico in un contesto live di proporzioni enormi. Adesso abbiamo in programma di rientrare in studio per registrare alcuni brani in versione acustica per poi riprendere l'attività live in estate, periodo in cui prenderemo parte ad alcuni importanti festival, tra cui il prestigioso “Faine Misto Fest” in Ucraina, dove divideremo il palco con Guano Apes, Korpiklaani, Eskimo Callboy e altri grandi nomi. 


E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Non al momento, ma ci stiamo pensando da almeno un anno. Mai dire mai!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

In realtà negli ultimi 2 anni abbiamo sensibilmente ridotto la quota parte delle nostre energie da dedicare alla scena musicale italiana, puntando di fatto a farci apprezzare maggiormente oltre i confini nazionali. Ciò dipende prevalentemente dal fatto che ancora non sembrano esserci segnali di ripresa tali da giustificare una intensa attività promozionale (soprattutto live) nel nostro paese. Tradotto in poche parole : esistono forse più musicisti che pubblico interessato a scoprire musica nuova e questo di certo non aiuta un mercato che agonizza già da anni. Ben venga il fatto che oggi ci sia molta più produzione di musica rispetto anche solo a pochi anni fa ed è certo che la qualità della proposta musicale offerta dai progetti made in Italy non ha nulla da invidiare ad altri paesi. Ciò che manca realmente è la curiosità da parte dei potenziali consumatori di musica verso tutte queste nuove proposte.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Probabilmente se non ci fosse stato internet non saremmo neanche qui a rispondere a queste domande, visto che quasi tutti i contatti ed i followers che abbiamo e che crescono giorno dopo giorno, esistono grazie ad un intenso e costante lavoro di promozione su internet! Grazie all’attività svolta, abbiamo anche avuto la fortuna di essere messi in rotazione su palinsesti importanti come “MTV Push” (la sezione MTV dedicata agli emergenti) e comparire nello spot 2013 della Coca Cola Zero per l’Italia (girato durante un nostro concerto). La rete è fondamentale per la visibilità di una band al giorno d’oggi, ma bisogna saperla usare (e sfruttare) bene. Certo è che non ci si può affidare SOLO ad internet. Al di là dei live, che rimangono il principale propulsore per la crescita della band, è necessario essere presenti sistematicamente in situazioni “tradizionali” promozionalmente utili, quali interviste, passaggi radiofonici, ecc.e che le attività promozionali della band siano sempre ottimizzate con il giusto bilanciamentotra “bit” e “materia”. 


Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Premesso che nessuno di noi si ritiene un “virtuoso” dello strumento suonato, probabilmente ciò che facciamo e, in particolare, il nuovo album “Deception” riesce a dare particolare risalto alle qualità del combo in termini di songwriting e di arrangiamenti, lasciando il giusto spazio e valorizzando i singoli all’interno del tessuto armonico creato dalla band intera.   

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ognuno di noi ha le proprie preferenze anche in tal senso e sarebbero davvero troppi i nomi per poterli elencare tutti. Ultimamente abbiamo avuto il piacere e l'onore di dividere il palco con Peter Tagtgren e sicuramente sarebbe bello se le nostre strade si incrociassero di nuovo in futuro.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Siate sempre curiosi e non abbiate paura delle novità. In musica, come nell'arte in genere, c'è ancora moltissimo da dire.

Maurizio Mazzarella